Melo cotogno o Cydonia oblonga


Melo cotogno o Cydonia oblonga


Il melo cotogno è un albero da frutto molto antico che viene coltivato non solo nei frutteti per la produzione delle mele o pere cotogne dal sapore aromatico ma anche in giardino a scopo ornamentale per la sua grande e frondosa chioma.

melo-pero-cotogno


Caratteristiche Melo cotogno  o Pero cotogno

Il melo cotogno, Cydonia oblonga, è un albero della famiglia delle Rosaceae, originario  dell’Asia minore diffuso lungo tutta l’area mediterranea. In Italia è coltivato un po’ ovunque soprattutto in Puglia ed in Campania.

Il melo cotogno è un albero caducifoglio alto mediamente 5 metri dotato di un apparato radicale superficiale e di un tronco eretto e lineare che verso l’alto tende ad allargarsi producendo una chioma espansa composta da numerose ramificazioni talvolta anche contorte. Il tronco è ricoperto da una corteccia variamente screpolata di colore grigio-argenteo.


Leggi anche: Cotogno del Giappone coltivazione

Melo cotogno o Cydonia oblonga

Le foglie, grandi ed ovali, sono alterne.

Melo-cotogno-foglie-fiori

Quelle giovani che compaiono prima dei fiori sono di colore verde chiaro e sono ricoperte da una sottile peluria biancastra mentre quelle che persistono sui rami fino all’autunno sono glabre e di colore verde intenso sulla pagina superiore, tomentose invece su quella inferiore.

Melo cotogno o Cydonia oblonga

I fiori, vistosi e profumati hanno la corolla composta da 5 grandi petali di colore bianco-rosati che fanno da corona a numerosi lunghi stami e ad un grande ovario composto da 5 carpelli.

Melo cotogno o Cydonia oblonga

I frutti o mele (falsi frutti), sono pomi irregolari ricoperti da una buccia verdastra che diventa via via giallastra con la maturazione. I frutti, intensamente profumati, hanno la polpa durissima e a seconda della cultivar possono avere la forma di mela (maliformi) o di pera (piriformi). Anche le mele sono ricoperte da una fitta e persistente peluria di colore marrone-grigiastra che si stacca non appena viene sfregata con le dita. Il sapore aromatico delle mele cotogne mature sa di miele.

Semi-mela-cotogna

I semi, racchiusi all’interno dell’endocarpo, sono poligonali e come quelli delle altre varietà di mele sono di colore scuro.

 

Fioritura: il melo cotogno fiorisce in primavera nel periodo Aprile-Maggio.

Melo cotogno o Cydonia oblonga

Coltivazione del Melo cotogno

Esposizione: per potere fiorire e fruttificare questo albero necessita di esposizioni soleggiate per molte ore al giorno e riparate dai venti. Il melo cotogno tollera abbastanza ben il freddo ed il gelo dell’inverno ed è resistente al caldo. In zone fredde sarà bene posizionare l’albero in crescita in posizione riparata dal vento.

Terreno: sia adatta a qualunque tipo di terreno anche quello comune da giardino purchè non troppo calcareo o sabbioso e comunque ben drenato.

Annaffiature: anche se il melo cotogno resiste alla siccità prolungata va comunque regolarmente annaffiato dalla ripresa vegetativa fino alla fine dell’estate, soprattutto durante il periodo della fioritura e della crescita dei frutti. In inverno le annaffiature vanno sospese del tutto.

Concimazione: anche se non predilige terreni molto fertili e ricchi di sostanza organica si consiglia comunque di concimarlo a fine inverno con dello stallatico ben maturo e successivamente con un fertilizzante granulare a lenta cessione ad alto contenuto in potassio (K) e fosforo (P) per stimolare la produzione e la maturazione dei frutti.

Concime

Moltiplicazione Melo cotogno

Si riproduce per seme e meglio ancora mediante talea legnosa, per margotta  e mediante l’utilizzo di portainnesti.

La moltiplicazione per seme è lentissima e le nuove piante hanno caratteristiche genetiche completamente diverse dalla pianta madre.

Moltiplicazione per talea

E’ il metodo di propagazione più utilizzato e si effettua alla fine dell’autunno prelevando con cesoie ben affilate e disinfettate delle talee legnose di rami apicali dell’anno lunghe circa 20 cm. I tagli si praticano al disotto dell’intersezione fogliare e sempre in maniera obliqua.

Le talee vanno messe a radicare in un substrato soffice mantenuto costantemente umido.  Le talee di melo cotogno che hanno attecchito (comparsa di nuovi germogli) potranno essere messe a dimora definitiva nell’autunno successivo. Per favorire la radicazione le talee vanno trattate con un po’ di ormone radicante.

Margotta-propagazione-piante

Moltiplicazione per Margotta

La margotta, come la talea, è un metodo di propagazione molto difficoltoso ma le nuove piante saranno forti e vigorose ed avranno le stesse caratteristiche  della madre in quanto non c’è variabilità genetica.

Moltiplicazione per innesto

Sempre per propagazione agamica si innestano rami dell’anno del melo cotogno su portainnesti semi-nanizzanti o nanizzanti che ne riducono lo sviluppo mantenendole più compatte oppure come per il pero si utilizzano le piante ottenute per talea.

Impianto o messa a dimora del melo cotogno

L’impianto delle piante già forti e rigogliose può essere fatto dalla fine dell’autunno fino a inizio della primavera.

La buca destinata ad accogliere la pianta di melo cotogno deve essere larga e profonda il doppio della zolla che avvolge le radici. Dopo l’impianto si riempie la buca di terra; si pressa e si compatta bene e poi si innaffia abbondantemente.

Melo-Cotogno-potatura

Potatura

La potatura si esegue alla fine dell’autunno. Generalmente si interviene solo nei primi 2- 3 anni dalla messa a dimora per conferire armonia di forma alla pianta.

Negli anni successivi si recidono alla base gli eventuali polloni; si accorciano di poco i rami più esuberanti e quelli più interni per favorire l’arieggiamento dell’intera chioma; si recidono completamente i rami secchi e quelli improduttivi.

Le ferite della pianta dovute ai tagli vanno trattate con una sostanza cicatrizzante per scongiurare il rischio di infezioni.

Mele-cotogne-raccolta

Raccolta delle mele cotogne

I frutti del melo cotogno si raccolgono dal mese di ottobre in poi quando la buccia avrà un caratteristico colore giallo carico. Le mele raccolte si conservano con il picciolo rivolto verso l’alto in cassette contenenti paglia riposte poi in un luogo asciutto.

Fuoco-batterico-malattia-piante

Parassiti e malattie del melo cotogno

Si tratta di una pomacea e come tale è sensibile come il melo, pero, nespolo del Giappone e sorbo al fuoco batterico causato dall’Erwinia Amylovora un batterio che provoca la necrosi dei germogli, dei fiori e delle foglie.

Come il pesco viene attaccato dalla Carpocapsa, dalla Monilia e dalla Tignola insetti che attaccano frutti e germogli.

Cure e trattamenti

Dalla primavera in poi proteggere la base della pianta con una pacciamatura di paglia.
In inverno effettuare su tutta la pianta un trattamento antiparassitario con polisolfuro di Calcio efficace anche contro l’oidio e la ticchiolatura.
In primavera, dopo la fioritura e alla comparsa dei frutti irrorare la chioma con poltiglia bordolese.

Melo-Cotogno-Vranja

Varietà di melo cotogno

Tra le varietà più apprezzate per la qualità ed il sapore delle mele ricordiamo:

  • Cotogno Vranja: una varietà gigante che produce fiori rosa e grandi mele piriformi dal sapore agro-dolce;
  • Cotogno Champion o pero cotogno: una albero di medie dimensioni che produce frutti maliformi più piccoli dal sapore aromatico;
  • Melo cotogno del Giappone: una varietà coltivata a scopo ornamentale per la bellezza dei suoi fiori di colore rosso vivo.

Cotogno-Cydonia

Usi e proprietà

I frutti, mele o pere cotogne, che maturano in autunno non sono commestibili crudi ma vanno corti.

Sono utilizzati in cucina per la preparazione di:

una deliziosa mousse di frutta, un aromatico liquore digestivo,

cotognata

della famosissima cotognata ottima a colazione o con i formaggi freschi e stagionati;

Mele-cotogne-marmellata

della delicata marmellata di mele cotogne.

marmellata-di-mele-cotogne-img-3667

Le altre parti della pianta, foglie e semi, come i frutti trovano largo impiego in farmacologia per le loro proprietà antinfiammatorie, astringenti, emollienti, sedative.

Le mele cotogne sono considerate anche regolatori naturali del colesterolo ematico e per lo scarso apporto calorico sono consigliate nelle diete dimagranti.

Curiosità

Il melo cotogno ha origini antichissime.

Fonti storiche certe riportano che la sua coltivazione era praticata 4.000 anni fa dai Babilonesi e dai Greci ed era ben noto anche presso i Romani.
I ciprioti preparano la cutugnata o cotognata facendo cuocere le mele cotogne nel vin cotto.

Gli inglesi amano la gelatina (jelly) di mele cotogne per accompagnare frutta secca o formaggi piccanti.

Le varietà con i frutti a forma di mela sono dette meli cotogni, mentre quelle con i frutti più allungati sono dette peri cotogni.

Anticamente le mele cotogne venivano poste negli armadi e nei cassetti per profumare per profumare la biancheria e anche come antitarme.

Galleria foto Melo cotogno

CasaeGiardino
  • Redattore specializzato in Casa e Giardinaggio
  • Scrittore e Blogger
Google News

Commenti: Vedi tutto

Lascia una risposta