Cotogno del Giappone coltivazione

Cotogno-Cydonia

Il cotogno del Giappone, Chaenomeles japonica, conosciuto anche come melo del Giappone o Cydonia, è una specie arbustiva coltivata a scopo ornamentale per la sua spettacolare fioritura primaverile.

Cotogno-giapponese

Caratteristiche del Cotogno o melo del Giappone

Il Cotogno del Giappone originario del paese nipponico, è un arbusto che raggiunge altezze medie di circa 150 cm.

I rami, con corteccia liscia di colore verde – marrone, sono spinosi; la chioma espansa è larga anche più di 2 metri.

Le foglie, ovate e a margini seghettati, spuntano quando il cotogno è in piena fioritura. Le foglie giovani si presentano di colore brunastro, dopo lo sviluppo invece assumono un bel colore verde brillante e in autunno prima di cadere virano al giallo-rossastro.


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I fiori sono ermafroditi e riuniti per lo più in racemi hanno corolla vistosa con petali di colore rosso o arancio, talvolta bianco come in alcune varietà. I fiori si aprono sui rami nudi o in concomitanza con l’emissione delle foglie.

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I frutti sono delle piccole mele di consistenza dura e dal sapore amarognolo che maturano in autunno.

Le mele di colore giallo o rossastro pur essendo eduli non sono adatte al consumo fresco ma cotte sono ottime per la preparazione di cotognate, marmellate e liquori.


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Fioritura

I fiori belli ed appariscenti della Cydonia iniziano a sbocciare sui rami dell’anno precedente a seconda dell’esposizione nel periodo fine marzo – metà aprile.

Melo-Giappone


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Coltivazione del Cotogno del Giappone

Esposizione

Il melo cotogno del Giappone si adatta alle posizioni soleggiate e semiombrose, ma per una fioritura più copiosa è consigliabile metterle a dimora in zone soleggiate e riparate dai venti. Non teme il freddo e sopporta senza problemi anche temperature inferiori a -15°C, il che le rende adatte a qualunque ambiente della penisola, comprese le quote elevate in montagna. Tollerano bene anche periodi di siccità estiva, richiedendo, nei casi più estremi, qualche irrigazione di soccorso.

Terreno

E’ una pianta rustica che si adatta bene a quasi tutti i tipi di terreno anche quello comune da giardino purchè ben drenato e non troppo alcalino.


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Annaffiature

E’ una pianta che si accontenta delle acque piovane e va annaffiata durante il periodo della fioritura solo se la primavera è particolarmente siccitosa. Le  irrigazioni vanno sospese del tutto nel periodo autunno-inverno in quanto il fior di pesco perde le foglie ed entra in riposo vegetativo.

Concimazione

In primavera e in autunno interrare alla base della pianta un mix di foglie e torba o dello stallatico maturo.

Cotogno del Giappone: coltivazione in vaso

Per la coltivazione in vaso viene consigliata una varietà dallo sviluppo contenuto e un vaso abbastanza capiente, largo 30 cm e profondo 40. Sul fondo del vaso si deve mettere uno strato drenante (argilla espansa o ghiaia fine) ricoperto con un miscuglio di terriccio universale e terra di giardino.  Le annaffiature vanno praticate con maggiore frequenza ma senza eccedere e sospese non appena la pianta perde il fogliame e riprese poi nella primavera seguente o non appena le temperature diventano più miti. In primavera la ripresa vegetativa del fiore di pesco supportata con una buona dose di concime organico.

Cotogno-Giappone-moltiplicazione

Rinvaso

Il cotogno del Giappone va rinvasato ogni due anni. In alternativa al rinvaso si può optare per la sostituzione del terreno superficiale e in questo caso basta  asportare 3-5 cm di vecchio terriccio e aggiungere una uguale quantità di nuovo e ricco di sostanza organica.

 

Moltiplicazione del Cotogno del Giappone

Il cotogno del Giappone si riproduce mediante numerose tecniche vegetative: talea, propaggine, seme e separazione dei polloni basali.

Rimandiamo alla guida dedicata : Come moltiplicare il melo cotogno giapponese .

Le nuove piantine ottenute con le diverse tecniche di moltiplicazione vanno allevate in contenitori per almeno 2 anni e trapiantate in piena terra al terzo anno di vita vegetativa periodo che coincide con quello della prima fioritura.

Cotogno-Giappone-potatura

Impianto del Cotogno giapponese

Questa splendida pianta ornamentale da fiore può essere messa a dimora in qualunque periodo dell’anno anche se vengono consigliati i mesi in cui il terreno è ghiacciato e quelli in cui le temperature sono troppo alte.

Il trapianto quindi va fatto in primavera o in autunno ponendo la pianta in una buca profonda e larga almeno il doppio del pane di terra.

Sul fondo della buca si mette uno spesso strato di materiale drenante, si inserisce dello stallatico sfarinato e la pianta, si procede riempiendo tutti i vuoti con il terriccio di scavo messo da parte; infine si annaffia abbondantemente ma evitando i ristagni idrici.

Cotogno-trapianto

Abbinamenti

E’ una pianta che si abbina per la concomitanza di fioritura e per il contrasto dei  colori dei fiori con specie altrettanto rustiche come: Berberis, Pyracantha, Forsitia o Spirea.

Cotogno-melo-Giappone

Potatura del cotogno del Giappone

La potatura del cotogno o melo giapponese si effettua dopo la fioritura. Si potano i rami vecchi fino all’altezza di 3 gemme per favorire l’emissione di quelli nuovi. Si accorciano i rami centrali per favorire il soleggiamento anche dei rami interni.

Clorosi-foglie

Malattie e Parassiti del Melo Cotogno – Cidonia

Tra le malattie il cotogno teme la clorosi una malattia  che si manifesta con decolorazione più o meno spiccata delle foglie causata generalmente da terreni eccessivamente alcalini. Tra i parassiti animali soffre l’attacco degli afidi.

Tra le malattie fungine o crittogame è soggetto:

  • alla ticchiolatura e alla monilia che provocano il disseccamento dei fiori e delle foglie  e anche ala formazione dei cancri rameali;
  • all’oidio o mal bianco che con i suoi depositi polverosi biancastri riduce notevolmente la fotosintesi. Si manifesta quando il clima è caldo umido.

Inoltre, il Melo del Giappone come le altre Rosaceae è soggetto al colpo di fuoco batterico che  Si deve prestare particolare attenzione nel caso si manifestino disseccamenti rameali.

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Cure e Trattamenti antiparassitari

Combattere la clorosi con l’utilizzo del sequestrante e gli afidi con un insetticida a base di piretro.

L’oidio si può prevenire usando zolfo bagnabile. La pianta colpita dal fuoco batterico va eliminata e bruciata fin dalla comparsa dei primi segni di infezione.

Varietà di Chaenomeles – Cidonia

Il genere oltre alla varietà Chaenomeles japonica comprende specie rustiche e molti ibridi ottenuti da G. Frahm nel 1900, apprezzati per la bellezza delle fioriture.

Chaenomeles-speciosa

Chaenomeles speciosa

Una specie endemica nel sud -est asiatico.  A fine inverno, sui rami nudi sbocciano numerosi fiori di colore rosso acceso con antere gialle, riuniti in fitti mazzetti a cui fanno seguito frutti giallo-oro, tondeggianti, non commestibili.  Ha una crescita molto lenta e vegeta bene su qualunque tipologia di terreno. E’ insofferente alle potature.

Chaenomeles- Chaenomeles cathayensis
Chaenomeles cathayensis

Una specie decidua e spinosa, originaria della Cina. Ha foglie ovate-lanceolate spesso dentate. Produce fiori a campana rosa o bianchi e pomi giallo-rossi profumati di 6 o 7 centimetri di larghezza.

Chaenomeles thibetica

Chaenomeles thibetica

E’ un arbusto deciduo molto spinoso che può essere coltivato anche ad alberello. In pieno vigore vegetativo raggiunge un’altezza  che varia dai 150 a 300 cm. Questa varietà, scoperta solo nella metà del 1900, viene coltivata nei luoghi di origine, a scopo alimentare per il consumo dei frutti, come ornamentale e come pianta medicinale.

Chaenomeles-Melo del Giappone-usi

Usi

Il Cotogno del Giappone è perfetto come elemento isolato in giardino; in filari è ideale nella realizzazione di siepi rustiche e difensive, miste con altri arbusti con spine.

I frutti, possono essere cotti, per la preparazione di confetture e gelatine o crudi per la profumazione della biancheria delle stanze e anche locali di grande metratura.

Linguaggio dei fiori

Nel linguaggio dei fiori il Melo del Giappone simboleggia la tentazione forse per via dei frutti che ricordano la mela.

Il Melo del Giappone è velenoso?

I semi dei frutti contengono glicosidi cianogenici, sostanze vegetali che  per ingestione si scompongono nel tratto digerente generando acido cianidrico o cianuro composto estremamente velenoso che può causare respiro affannoso, debolezza, eccitazione, dilatazione della pupilla, spasmi, convulsioni, coma e insufficienza respiratoria che porta alla morte.

Curiosità

la presenza di fiori coloratissimi che possono andare dal rosso, all’arancione, al bianco fino al rosa, abbinati ad un fogliame verde lucido in grado di mettere ulteriormente in risalto queste tinte. Le foglie sono ovali con bordi seghettati e possono crescere fino ad un massimo di circa 7cm.

Le specie di Chaenomeles più diffuse, tutte originarie dell’Asia centrale e sudorientale sono state introdotte in Europa verso la fine del 1800. La Chaenomeles japonica, venne trovata alla fine del 1700 da Thumberg in Giappone e la Chaenomeles speciosa, più tardi, da Sir Joseph Banks.

Galleria foto Cotogno

Laura Bennet
  • Laureata in scienze biologiche
  • Insegnante di ruolo
  • Autore specializzato in Botanica, Biologia e Cucina
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