Colocasia esculenta – Taro della Polinesia


Taro della Polinesia


La Colocasia esculenta conosciuta comunemente come Taro della Polinesia, è una pianta sempreverde coltivata come ornamentale in appartamento e giardino, come acquatica lungo i bordi di laghetti o stagni e a scopo alimentare per i suoi rizomi commestibili in molti Paesi del mondo.

Colocasia


Caratteristiche generali della Colocasia – Taro della Polinesia

La Colocasia esculenta è pianta della famiglia delle Araceae originaria della Polinesia e diffusa allo stato rustico o spontaneo nelle zone tropicali di in tutte le zone tropicali. Viene coltivata a scopo alimentare nell’America del Sud, Africa e Asia. I principali produttori del mondo di Colocasia sono:  la Nigeria, il Ghana, la Cina, la Cambogia, la Costa d’Avorio e la Papua Nuova Guinea e infine il Venezuela. In Italia si sviluppa in modo spontaneo nelle regioni meridionali e in Sardegna.


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Il Taro è una pianta a portamento cespitoso che in pieno sviluppo vegetativo forma spettacolari cespugli ornamentali alti e larghi mediamente più di 1 metro.

Taro polinesiano-polpa

Presenta radici rizomatose o tuberi con buccia sottile e ruvida di colore rosso-mattone o marrone chiaro che protegge la polpa interna polpa carnosa e soda, quasi sempre bianca con venature violacee. Si tratta di radici simili alla patata che, nei luoghi di provenienza, vengono coltivate per ricavare farina e amido.

Taro-foglie

Le foglie del Taro sono molto decorative e di grandi dimensioni: misurano 60 cm di lunghezza e 40 cm di larghezza. Sono provviste di un lunghi  gambi carnosi di colore verde chiaro o rossiccio, alti più di 1 metro completamente glabri e leggermente ingrossati alla base. Le foglie hanno una forma cuoriforme con base allargata, apici appuntiti, lamine variamente venate, contorni o bordi leggermente ondulati. Le foglie sono di colore verde pallido e spesso presentano delle screziature di colore viola-scuro o bronzo.

I fiori, gradevolmente profumati e simili a quelli dell’aro o della calla, sono infiorescenze a spadice molto vistose. La spata è formata da una brattea bianco-avorio (foglia modificata) che avvolge un lungo spadice di colore giallo paglierino formato da piccolissimi fiori. L’impollinazione dei fiori viene effettuata da un piccolissimo scarabeo.

Colocasia-Taro-fiore

Fioritura

La Colocasia fiorisce regolarmente tutti gli anni, da luglio ad agosto. I fiori compaiono in successione uno dietro l’altro.

Coltivazione della Colocasia esculenta- Taro polinesiano

Esposizione

La Colocasia è una pianta tropicale e, come tale predilige un clima temperato con temperature ottimali comprese tra 20 e 30 ° C e comunque non inferiori ai 10 gradi specialmente per lunghi periodi. Va coltivata in un luogo luminoso ma non esposto ai raggi diretti del sole e riparato dai venti forti. Possono essere coltivati ​​in quasi tutte le zone di temperatura purché l’estate sia calda. La crescita è ottimale a temperature comprese tra 20 e 30 ° C.

Terreno

La Colocasia preferisce un terreno di tipo soffice e ricco di sostanza organica.  Il substrato ottimale per la coltivazione in vaso o in piena terra è un miscuglio di torba, foglie e sabbia molto ben drenato.

Annaffiature

La Colocasia è una pianta adatta anche alla coltivazione in acqua pertanto ama il terreno costantemente umido. Va annaffiata regolarmente e costantemente ma senza eccessi soprattutto nei mesi caldi praticando anche delle nebulizzazioni fogliari con acqua non calcarea, se il clima è troppo secco. Nel periodo autunno-inverno le irrigazioni vanno gradualmente ridotte.

Concimazione

La Colocasia va concimata durante tutto il ciclo vegetativo con somministrazioni mensili di un fertilizzante azotato misto a fosforo, potassio e anche a microelementi utili per un corretto e vigoroso sviluppo della pianta. Si può utilizzare concime liquido opportunamente diluito nell’acqua delle annaffiature o quello granulare a lenta cessione.  Il concime a lento rilascio, come lo stallatico pellettato, va preferibilmente somministrato in primavera, periodo in cui la pianta ha maggiori esigenze nutritive per la ripresa vegetativa e la fioritura. La somministrazione potrà essere ripetuta in base alla durata del prodotto, ma generalmente un unico apporto è sufficiente per tutta la stagione.

Colocasia esculenta

Colocasia: coltivazione in vaso

Nelle regioni con climi rigidi questa bellissima pianta viene coltivata prevalentemente come ornamentale da interno.

Necessita di un vaso dal diametro di 25-30 cm e alto almeno 50 cm, riempito con terriccio fertile e fresco a pH leggermente acido mescolato con una manciata di sabbia.

Sul fondo del vaso va posta dell’argilla espansa o altro materiale isolante per isolare le radici dall’acqua di sgrondo che si accumula nel sottovaso.

Va posta in una stanza luminosa senza spifferi d’aria, e nei mesi invernali va annaffiata in base alla temperatura dell’ambiente.

Va concimata spesso se si vuole aiutarla nella crescita e nella fioritura.

Rinvaso

Il rinvaso va fatto in primavera ogni due-tre anni. Si utilizza un contenitore più grande del precedente e nuovo terriccio fresco e fertile sempre mescolato a sabbia.

Colocasia-Taro della Polinesia

Moltiplicazione della Colocasia -Taro

La Colocasia si moltiplica per divisione dei rizomi all’inizio della primavera.

  • Si prepara un cassone con torba e sabbia in parti uguali.
  • Si scelgono rizomi sani e più grandi e si dividono in più porzioni aventi almeno una gemma e si lasciano cicatrizzare le ferite all’aria.
  • Si interrano le porzioni di rizoma a circa tre centimetri di profondità e si compatta ben e bene il terreno di copertura.
  • Il contenitore va posizionato in una zona ombreggiata e a temperatura costante di  24-25° C.
  • Si mantiene il substrato costantemente umido ma non zuppo di acqua fino alla comparsa dei germogli. Un eccesso di acqua in questa fase potrebbe portare al marciume delle porzioni di rizomi.
  • Quando le piantine saranno abbastanza facili da maneggiare e avranno prodotto almeno la quarta foglia potranno essere trasferite in vasi singoli ed allevate in essi fino al momento della messa a dimora definitiva.

Colocasia-impianto

Impianto o messa a dimora

La messa a dimora andrà effettuata in autunno oppure primavera in un terreno soffice ben lavorato e a pH leggermente acido. Le piante vanno messe in buche distanziate tra loro almeno 1 metro.

La Colocasia come detto precedentemente può essere coltivata facilmente anche lungo i bordi di laghetti e stagni direttamente nel limo o fuori in mastelli di 40/50 cm di diametro interrati fino al livello del pelo dell’acqua. Se piantata direttamente nel limo del fondale, la profondità d’impianto da rispettare è di circa 5-10 cm, dal colletto.

Potatura

La Colocasia no si pota ma va ripulita solo delle foglie secche o danneggiate per evitare che marcendo possano essere veicolo di infezioni fungine. Si recidono alla base effettuando dei tagli obliqui utilizzando un attrezzo da giardinaggio ben affilato per evitare anche pericolose sfilacciature.

Abbinamenti

La Colocasia può essere messa a dimora con altre specie ornamentali che necessitano delle stesse cure colturali quali: Calla palustre, Thalia dealbata, Baldellia.

Parassiti e malattie della Colocasia

E’ una pianta sensibile agli attacchi degli afidi e delle cocciniglie che colonizzano steli e foglie. L’eccessivo apporto idrico provoca l’ingiallimento delle foglie mentre i ristagni idrici nel terreno o nel sottovaso sono responsabili del marciume delle radici. L’appassimento delle foglie e la perdita della lucentezza sono invece da addebitare ad un terreno povero di nutrienti. carenza di nutrienti.

Cure e trattamenti

Le foglie delle pianta di Colocasia vanno spolverate con uno straccio umido, almeno una volta alla settimana. Si consiglia di svuotare il sottovaso ed evitare gli eccessi idrici.

Nelle zone caratterizzate da climi invernali molto rigidi le piante di Colocasia si possono coltivare all’aperto nei giardini o lunghe i bordi dei laghetti in contenitori adeguati per poi poterli facilmente trasferire in un luogo asciutto e protetto durante l’inverno. Nelle altre zone è sufficiente effettuare una pacciamatura  del terreno utile a mantenere il calore necessario per superare il gelo.

Afidi e cocciniglie possono essere rimossi manualmente con un batuffolo di cotone intriso di alcool. Nel caso in cui le infestazioni sono estese è opportuno effettuare trattamenti con antiparassitari specifici anche biologici come l’antiparassitario all’aglio o il macerato di ortica.

Colocasia gigantea

Varietà di Colocasia

Un’altra specie molto somigliante alla Colocasia esculenta è La Colocasia gigantea una pianta di alto pregio ornamentale che per la sua rapida crescita necessita di vasti spazi. La sua coltivazione si è diffusa soprattutto in sud America, Africa, Asia ecc.

Colocasia Gigantea

Una specie nota come Taro indiano che, come dice il nome stesso, è gigantesca ed alta decorativa. In pieno sviluppo vegetativo supera anche i 3 metri di altezza. Le foglie hanno notevoli dimensioni e sono sorrette da gambi spessi e fibrosi. La Colocasia gigantea è molto somigliante alla Alocasia macrorrhiza e secondo molti esperti si tratta di una specie ottenuta dall’incrocio naturale tra Alocasia macrorrhizos e Colocasia esculenta.

Taro-Colocasia esculenta-proprietà

Proprietà del taro

Le foglie di Taro sono ricche di proteine, composti chimici attivi come antrachinoni, apigenina, catechine, micronutrienti, vale a dire. ferro, rame, magnesio, potassio e zinco principi attivi responsabili di benefiche proprietà e che ne giustificano il largo consumo in molti Paesi del mondo.

Infatti al Taro vengono riconosciuti molti effetti benefici a carico del nostro organismo.

  • Proprietà digestive: favorisce la produzione di un ambiente gastrico ideale, previene e combatte problemi gastrointestinali come la stipsi, flatulenze, crampi, diarrea.
  • Proprietà antitumorali: grazie all’azione cinetica prodotta dalla fibra alimentare, ovvero il muovere il materiale da digerire lungo il tratto intestinale, aiuta anche nella prevenzione di tumori specifici, come quello al colon.
  • Proprietà antiossidanti: le buone percentuali di vitamina C e vari betacaroteni contenuti nel taro hanno un potere antiossidante ovvero la capacità di eliminare i radicali liberi ostacolando l’invecchiamento cellulare spingono le cellule sane a mutare in cellule cancerose.
  • Proprietà ipoglicemizzanti: è in grado di ridurre la concentrazione di glucosio nel sangue. Modula l’assorbimento intestinale degli zuccheri, evitando eccessivi picchi glicemici postprandiali.
  • Proprietà antipertensive: è in grado di mantenere la pressione sanguigna a valori normali.
  • Proprietà immunoprotettive: in grado di contrastare i fenomeni infettivi e di decadimento dello stato di salute generale.

Usi in giardinaggio

La Colocasia è una pianta perenne sempreverde rizomatosa coltivata nel nostro Paese come pianta ornamentale da appartamento, come pianta isolata o in gruppi nel giardino oppure all’esterno sulle rive di un laghetto o di uno stagno.

Usi in cucina

La radice o rizoma è commestibile solo se mangiata cotta in quanto come la patata è un’ottima fonte di carboidrati e soprattutto di sali minerali in prevalenza ferro e potassio. Si può mangiare lessa, bollita a pezzi in acqua salata oppure grigliata. Fritta come le classiche patatine è un ottimo contorno per pesce e carne.

In Cina, per esempio, il taro viene consumato  cotto al vapore, bollito, saltato in padella, come purea, ripieno di ravioli oppure come insaporitore a dolci e bevande come gelati o bubble tea.

A Taiwan, il tubero è un apprezzato ingrediente per dessert come le palline di taro, servite con douhua (pudding di tofu) o per il famoso gelato grattugiato taiwanese (bao bing) e ancora per  conferire un caratteristico colore viola ad alcune bevande.

Il taro rappresenta l’ingrediente base della cucina di molte popolazioni dell’Africa (cocoyam),  delle isole Hawaii (poï) e dell’Oceania.

Taro-usi

Calorie del Taro

100 grammi di Taro cotto apportano 112 Calorie.

Usi in medicina

La farina ottenuta dai rizomi del Taro viene utilizzata nella preparazione di medicinali lenitivi, come ingrediente di prodotti per la cura di infezioni gengivali, ma anche malattie come polmonite, enterite e diarrea.

Uso industriale

In ambito industriale, la farina delle radici del taro viene utilizzata come ingrediente per rendere la plastica biodegradabile.

Tossicità del Taro

La radice di questa pianta come le altre specie della stessa famiglia, è tossica anche se semplice contatto poichè contiene una sostanza acida irritante che provoca un intenso bruciore alla mucosa del cavo orale e per contatto anche agli occhi. L’acidità è causata in parte da microscopici cristalli di ossalato di calcio monoidrato e in parte da un’altra sostanza chimica, probabilmente una proteasi sostanze che vengono disattivate mediante cottura, ammollo o fermentazione e a volte se trattate con gli acidi del lime o del tamarindo, prima di essere mangiata.

Avvertenze: quando si maneggia il tubero bisogna fare attenzione a non toccarsi gli occhi.

Curiosità

Secondo alcuni la Colocasia esculenta o Taro della Polinesia è stata una delle prime piante a essere coltivate al mondo e sue foglie commestibili, nelle isole caraibiche sono note col nome di callaloo.

La pianta per la particolare forma a scudo delle foglie è conosciuta anche con il nome volgare di pianta dagli Orecchi di elefante e viene chiamata anche aro d’Egitto.

Galleria foto Colocasia – Taro

LauraB

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