Larice – Larix decidua


Larice-Larix decidua



Caratteristiche del Larice

Il larice, Larix decidua, è un albero della famiglia delle Pinaceae, diffuso allo stato naturale nell’emisfero settentrionale. In Italia, questa pianta secolare e dalle notevoli dimensioni, forma vasti lariceti soprattutto sulle Alpi ma, contrariamente alle altre specie di conifere, come ad esempio abete e pino è una pianta caducifoglia e, per questa caratteristica, viene comunemente chiamato larice deciduo.

L’albero di larice, alto circa 40 metri, è un albero secolare dal portamento elegante dotato di un apparato radicale robusto e profondo adatto al consolidamento del terreno.

Il tronco alla base è allargato ma via via che si sviluppa in altezza diventa retto e cilindrico. Gli esemplari giovani hanno la corteccia grigiastra mentre in quelli adulti è spessa, squamosa e di colore rossastro.

Larice-lariceto

Via via che il Larice si allunga verso l’alto si ramifica dando vita ad una chioma piramidale formata da due tipi di rami diversi per portamento e per spessore.

Larice-ramo

I rami primari più radi ma più spessi e rigidi rivolgono gli apici verso l’alto mentre quelli secondari, molto simili al Cedro del Libano, sono penduli, flessibili e di color mattone o giallastri.

Larice-foglie

In primavera i rami si ricoprono di ciuffi di foglie aghiformi (circa 40), disposte a spirale e che diversamente da quelle altre conifere come l’abete varietà Abies alba non pungono.

Le foglie o aghi piatti, lunghi circa 3 cm, in primavera sono di colore verde chiaro e con l’approssimarsi dell’autunno, prima di cadere assumono una bellissima tonalità giallo oro contribuendo allo spettacolare foliage tipico della stagione autunnale.

Larice-foglie autunnali

Il larice è una pianta monoica e pertanto sulla pianta, durante il periodo della fioritura compaiono sia fiori femminili sia quelli maschili.

I fiori femminili sono molto appariscenti, hanno forma ovata allungata e colorazione da rosa carico a rosso acceso.

Larice-foglie-fiori

I fiori maschili sono, invece, globosi piccoli e di colore giallo se sono portati da coni penduli lunghi pochi millimetri.

Dopo l’impollinazione anemofila ( vento) entrambe le infiorescenze a maturazione producono i frutti.

Larice-coni-femminili

I frutti femminili, coni o strobili, sono pigne ovali brunastre non legnose con apice rivolto verso l’alto e sono formate da squame sottili e ovali, leggermente convesse, lucenti e lisce. I coni prima di cadere al suolo persistono sui rami spogli fino alla dispersione dei semi. Talvolta sui rami del larice sono visibili i coni di nuova formazione e quelli vecchi.

La fruttificazione del Larice avviene dopo  circa 30-40 anni e talvolta non prima dei 70.

Larice-pigne

L’interno del cono è infatti diviso in logge portanti ciascuna 2 semi brunastri, alati e lucidi che vengono disseminati a completa maturazione del cono e sono fertili solo se il larice ha più di 80 anni.

Larice-fioritura

Fioritura: il larice comune fiorisce  ogni 5 -10 anni in primavera tra aprile e maggio. Gli esemplari di i fiori sono molto caratteristici, soprattutto per il colore di quelli femminili che risaltano molto vivacemente nei boschi. Dopo l’impollinazione questi ultimi diventano bruni, si allungano fino a 4 cm.  Il larice comune fiorisce ogni 5-10 anni.

Larice-coltivazione

Coltivazione del Larice

Esposizione: il larice allevato nei grandi giardini o nei parchi pubblici va collocato in luoghi luminosi, soleggiati e ben ventilati. Non tollera il clima molto caldo e quello caratterizzato da inverni troppo rigidi con frequenti gelate notturne. Le temperature estive troppo alte potrebbero provocare una precoce caduta delle foglie a causa di ustioni diffuse.

Terreno: è un albero che si adatta a qualunque tipo di terreno sciolto, ben drenato e con un valore di pH leggermente  acido. Per favorire lo sviluppo della pianta, il terreno può essere mischiato a concime organico maturo in primavera, magari con l’aggiunta di un po’ di torba.

Annaffiature: il larice adulto non va innaffiato in quanto si accontenta delle acque piovane. Al contrario le piante giovani vanno irrigate abbondantemente in estate e nei periodi di prolungata siccità se messe a dimora da poco tempo. Il larice allevato in vaso va sporadicamente annaffiato anche durante il periodo invernale.

Concimazione: per favorire lo sviluppo della pianta, soprattutto se giovane, ogni 3 anni, in primavera e in autunno, somministrare ai piedi del tronco un concime organico maturo misto a torba. La concimazione va fatta anche al momento dell’impianto del Larice.

Moltiplicazione del Larice

Il larice si moltiplica per seme in primavera preferibilmente nel mese di marzo.

La semina si effettua impiantando i semi, raccolti in autunno, in un vaso contenente un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali che va mantenuto sempre umido fino alla comparsa dei primi germogli.

Le giovani piante di Larice vanno allevate in vasi singoli almeno per 2 anni prima di essere messe a dimora definitiva.

Impianto o messa a dimora del Larice

Il periodo migliore per impiantare il Larice è l’autunno. La buca che deve accogliere la pianta deve essere ben lavorata, larga e profonda il doppio del pane di terra che avvolge le radici e preventivamente arricchita di stallatico maturo o con humus di lombrichi.

Per alberare grandi spazi o realizzare viali ombrosi per l’estate, le piante di Larice vanno impiantate a distanza di 3 metri l’una dall’altra per consentire uno sviluppo armonioso della pianta e favorire l’espansione della chioma.

Rinvaso

Il rinvaso del Larice si effettua alla fine dell’inverno prima che la pianta si  risveglia dal riposo vegetativo. Nel trasferire la pianta da un vaso all’altro si consiglia di maneggiare con cura il delicato apparato radicale e di accorciare con attrezzi ben affilati e disinfettati, le radici secondarie o avventizie di circa 1/3 della loro lunghezza originaria.

Le operazioni di rinvaso variano in base all’età del larice e, generalmente, si effettuano ogni 4-5 anni per le piante in età avanzata e ogni 2-3 anni per gli esemplari più giovani.

Larice-potatura

Potatura del larice

La potatura si effettua in inverno, quando i rami del Larice sono completamente spogli. Per dare armonia di forma alla chioma e per contenere la crescita della pianta si accorciano i rami troppo lunghi e quelli più interni mentre si potano drasticamente quelli spezzati dal vento, quelli  danneggiati dal freddo e quelli malati. I tagli vanno fatti sempre obliquamente e le ferite inferte vanno trattate con prodotti cicatrizzanti per scongiurare il rischio di infestazioni parassitarie o di malattie fungine.

Processionaria-nido

Parassiti e malattie del larice

Il larice è una conifera soggetta a varie malattie fungine come il marciume delle radici causato dai ristagni idrici. Teme gli attacchi degli afidi e delle cocciniglie parassiti animali che generalmente si annidano sugli aghi.

I veri nemici di questa bellissima pianta sono le larve della  Zeiraphera griseana Hubner una farfallina conosciuta comunemente come tortrice del larice. Le larve di questo insetto, si nutrono degli aghi più teneri e nel giro di poco tempo se non contenute causano la completa defogliazione della pianta.

Il larice comune o deciduo è soggetto anche ad altre patologie come il cancro rameale e la carie del legno e ad altre malattie delle conifere come come quella causata dalla processionaria.

Cure e trattamenti

Il larice coltivato in vaso va ricoverato in un luogo protetto per evitare che il gelo dell’inverno possa traumatizzare le radici. Per la pianta allevata direttamente a dimora sarà sufficiente  proteggere la base con una leggera pacciamatura basale con foglie secche, paglia o segatura.

I comuni parassiti possono essere combattuti irrorando la chioma del larice con prodotti specifici al largo spettro di azione mentre la lotta alla tortrice è più ardua. Tra i provvedimenti fitosanitari sono previsti applicazioni di preparati a base di Bacillus thuringiensis var. kurstaki da distribuire prima che le larve abbiano superato la terza età, oppure in alternativa potrebbero essere efficaci trattamenti con il Diflubenzuron.

Larice-bonsai

Usi del larice

Nei parchi pubblici e nei giardini dai vaste dimensioni il larice viene coltivato a scopo ornamentale mentre per i giardini di  più piccole dimensioni sono indicati i larici-bonsai facili da coltivare anche in vaso e per tal scopo la varietà più apprezzata per la resistenza alle avversità è la forma ibrida ottenuta dall’incrocio con il larice giapponese. Il larice viene coltivato anche per il rimboschimento di aree a rischio di valanghe e di frane.

Larice-legno-usi

Usi industriali

Il legno di larice è un tipo di legno che si presta ad essere facilmente lavorato e pertanto viene utilizzato per la produzione di mobili da interno e da esterno. E’ utilizzato inoltre per costruire tetti, infissi, serramenti, pavimenti, rivestimenti. L’utilizzo del legno del larice ha origini antiche e come riportato da testi storici accreditati già i Romani lo impiegavano per costruire acquedotti, tubazioni e realizzare l’alberatura delle loro imbarcazioni.

Il larice viene utilizzato a livello industriale anche per la produzione della trementina che viene estratta dalla sua resina che viene sfruttata anche per ricavarne oli essenziali.

La corteccia viene utilizzata per l’estrazione del tannino, una sostanza utilizzata per la concia delle pelli e per la colorazione della carta.

Usi medicinali

Anticamente la corteccia del larice veniva utilizzata a scopo medicamentoso per combattere i dolori reumatici e per accelerare la cicatrizzazione delle ferite. La resina invece era impiegata come cataplasma nella cura delle infezioni cutanee. Dalla resina si ricava tuttora un olio medicinale che applicato esternamente lenisce i dolori provocati da reumatismi, gotta e nevralgie, mentre sotto forma di suffumigio.

L’infuso preparato con gli aghi del larice (raccolti in estate) è ottimo per combattere la carenza di vitamina C.

Crociere comune

Curiosità

La foglie del larice quando vengono punte dalle api o da altri insetti trasudano un prodotto zuccherino, biancastro detta manna di Briançon, che le stesse api sfruttano per produrre un ottimo miele.

I semi sono fonte di cibo per il crociere comune, Loxia curvirostra, chiamato uccello dal becco incrociato.

Il legno del larice non è adatto come combustibile in quanto si consuma velocemente e produce molto fumo.

Linguaggio delle piante e dei fiori

Il larice è il simbolo della rinascita, della luce e della bontà e da sempre è considerato l’albero cosmico-spirituale.

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