Albero della carta – Broussonetia

Laura Bennet
  • Dott. in scienze biologiche
Broussonetia papyrifera-Albero della carta
Broussonetia papyrifera fruits

L’albero della carta è una pianta rustica, perenne, longeva  e di facile coltivazione anche in condizioni climatiche molto  avverse.

Caratteristiche generali della Broussonetia – Albero della carta

L’albero della carta, nome scientifico Broussonetia papyrifera, è un albero della famiglia delle Moraceae, originario dell’Asia orientale, diffuso ampiamente in Cina, Corea e Giappone, Paesi in cui la corteccia viene utilizzata per produrre la carta. E’ naturalizzato anche in Europa, Italia compresa infatti molti esemplari crescono da 0 a 600 metri sul livello del mare, nei terreni incolti, in filari lungo i bordi delle strade e dei tragitti ferroviari, sulle colline e nelle e boscaglie, grazie alla sua spiccata capacità di diffondersi mediante la produzione di numerosi polloni.

L’albero della carta, in pieno vigore vegetativo, raggiunge i 10-15 metri di altezza. Ha un tronco eretto, con corteccia liscia, di colore grigio chiaro che con l’età si fessura lasciando intravedere il tessuto o sughero sottostante di colore rosso-brunastro. La chioma è ampia ma allargata in modo irregolare a causa della diversa lunghezza dei rami.

Le foglie sono sono ruvide, coriacee, picciolate e alterne e, a seconda dell’età, possono avere forma varia: lobata, palmata con 3-5 lobi, cuoriforme. La lamina superiore è glabra e di colore verde intenso, quella inferiore invece è grigiastra e tomentosa. Generalmente le foglie della Broussonetia situate alla base dei rami sono cuoriformi a margini interi mentre quelle distali sono palmate e a margini dentellati.

La Broussonetia è una pianta dioica quindi i fiori maschili e femminili sono portati da piante di sesso diverso.

I fiori maschili sono giallastri e raggruppati in amenti, infiorescenze lunghe fino a 8 cm che pendono tra le ascelle fogliari. Ciascun fiore è tetramero ovvero ha quattro tepali e quattro stami.

I fiori femminili sono piccoli capolini sferici da cui si dipartono stili filiformi e rosati o rossastri che conferiscono all’infiorescenza un aspetto piumoso. L’impollinazione è anemogama o anemofila quindi avviene ad opera del vento.

I frutti sono sorosi, bacche sferiche di 2 cm di diametro, che compaiono in estate e da verdi assumono una colorazione arancio-rossastra quando raggiungono la piena maturazione.

Albero della carta-fiori

Fioritura

L’albero della carta fiorisce in primavera inoltrata, generalmente da Maggio a giugno.

Coltivazione dell’albero della carta – Broussonetia

Esposizione

La Broussonetia o gelso della carta albero è una pianta che predilige posizioni soleggiate ma cresce bene anche nelle zone semiombreggiate e anche all’ombra. E’ una pianta molto rustica che non teme il freddo, sopporta gelate anche intense e prolungate e sopravvive alle temperature estive superiori ai 40° C e a quelle invernali fino ai -10° C.

Terreno

La Broussonetia papyrifera non ha particolari esigenze di terreno, infatti cresce senza difficoltà in quello sciolto, sabbioso o pesante purchè  fertile, ricco di sostanza organica e ben drenato.

Annaffiature

L’albero della carta adulto resiste a lunghi periodi di siccità e, generalmente, si accontenta dell’acqua piovana mentre quello giovane e impiantato da poco tempo necessita di irrigazioni per almeno due anni, più frequenti e regolari specialmente in estate.

Concimazione

Una volta l’anno, in primavera, per favorire la ripresa vegetativa della pianta è sufficiente  interrare ai piedi del tronco un concime granulare a lenta cessione o del concime organico.

Moltiplicazione della Broussonetia

La moltiplicazione avviene per seme in primavera e nuovi esemplari si possono ottenere facilmente anche per via vegetativa mediante talee semilegnose in estate o dei polloni radicali, in primavera.

Propagazione per talea

In estate, si prelevano talee semilegnose lunghe 15 -20 cm e si mettono a radicare in singoli vasi pieni di un  miscuglio di sabbia e torba in parti uguali e quelle che radicano potranno essere messe a dimora a dimora la primavera successiva.

Propagazione per polloni

La propagazione per distacco dei polloni radicali è più facile da eseguire e maggiormente praticata.

A fine inverno, si separano i polloni radicali che crescono alla base del fusto principale della pianta. I polloni provvisti di radici ben sviluppate, una volta staccati dalla pianta madre vanno lasciati in situ per circa un mese, poi potranno essere trapiantati direttamente a dimora facendo attenzione a non danneggiarne l’apparato radicale. Dopo il trapianto le piante vanno annaffiate abbondantemente e protette dal caldo con una buona pacciamatura, utile anche per accelerare la sua crescita che in ogni caso è rapida.

Impianto o messa a dimora

Prima di mettere a dimora nel terreno l’albero della carta pianta è importante scegliere il lugo giusto, considerare l’esposizione, la distanza dalla casa e anche dalle altre piante presenti nel giardino. E’ fondamentale anche optare per un angolo sufficientemente riparato dai venti.

  • Per mettere a dimora la pianta si procede scavando una buca nel terreno, che deve essere profonda e larga almeno 50 -70 cm in modo da assicurare alle radici una buona quantità di terra soffice in cui svilupparsi.
  • Al momento dell’impianto è fondamentale mescolare al terreno di scavo  del compost o del letame maturo.
  • La pianta deve essere messa a dimora al centro della buca e interrata fino al colletto.
  • La terra deve essere compressa coi piedi quanto basta per assicurare alla pianta un buon ancoraggio e, se molto giovane va legata ad un tutore in legno in modo da proteggerla dal vento e guidarla in una crescita diritta.
  • Dopo la messa a dimora, si deve irrigare abbondantemente la pianta, e poi regolarmente anche nei primi 2 o 3 anni dall’impianto, tenendo conto dell’andamento delle precipitazioni.

Abbinamenti

Il valore estetico della Broussonetia utilizzata a  scopo ornamentale viene maggiormente esaltato se la pianta viene accostata ad altre specie che crescere con successo nelle stesse condizioni pedoclimatiche.

Potatura

Vanno recisi i rami secchi e accorciati quelli troppo disordinati o rovinati dal freddo, utilizzando cesoie o altri attrezzi ben disinfettati. Le ferite inferte dai tagli di potatura superiori ai 2-3 cm vanno chiuse con mastici specifici miscelati a sali di rame.

Broussonetia

Parassiti e malattie dell’albero della carta – Broussonetia

L’albero della carta anche se molto rustico e resistente alle diverse condizioni pedoclimatiche teme l’attacco di alcuni lepidotteri defogliatori che rovinano vistosamente le foglie. La pianta attaccata da questi insetti , durante i mesi estivi perde quasi tutte le foglie se non si interviene immediatamente. E’ una pianta anche soggetta alla muffa grigia se il clima è molto umido; soffre il cancro dei rami e come il Kiwi viene attaccata dallo Pseudomonas syringae che causa clorosi batterica e alcune patologie fungine.

Cure e trattamenti

In inverno la pianta di Broussonetia ancora giovane va protetta alla base con una buona pacciamatura di paglia o altro materiale organico.

Per contrastare le malattie fungine e batteriche vanno evitati gli squilibri nutrizionali, i sistemi di irrigazione per aspersione, i ristagni idrici. Gli attrezzi usati per la potatura vanno disinfettati con sali di rame, alcool o varechina.

Eventuali infestazioni batteriche o fungine vanno prevenute effettuando trattamenti sistemici a largo spettro.

Usi

In Italia, la Broussonetia viene coltivata come ornamentale lungo le strade, nei giardini privati e da molto tempo anche in molti orti botanici.

Fino a pochi anni fa la pianta, per il suo rapido sviluppo veniva utilizzata anche per stabilizzare i terreni, pendii franosi,  scarpate e argini di torrenti, canali, zone ruderali insieme a robinia, ailanto, sambuco, gelso, olmo.

I frutti, come quelli del gelso bianco o Morus alba e del gelso nero, Morus nigra, sono commestibili, hanno un sapore dolciastro, generalmente non commercializzati e consumati nei luoghi di origine solo  freschi.

In Giappone, la corteccia macerata viene utilizzata per la produzione di una carta pregiata, nota col nome di carta cinese o carta di seta, e in Polinesia per produrre filati e tessuti.
In Cina la pianta viene utilizzata in sostituzione del gelso per l’allevamento dei bachi da seta.

Tossicità

La Broussonetia non è velenosa ma il polline dei fiori maschili trasportato dal vento è altamente allergenico per i soggetti particolarmente sensibili.

Curiosità

Il nome scientifico della Broussonetia è un tributo dedicato al botanico francese Pierre Auguste Marie Broussonet (1761-1807) che per per primo la importò in Europa, alla fine del XVIII secolo

L’epiteto specifico papyrifera deriva da papyrus (papiro) e da fero (portare) nome che fa riferimento alla funzione della pianta  adatta per la produzione della carta.

In Italia la pianta viene chiamata volgarmente brussonezia o Gelso da carta ed è considerata una pianta invasiva.

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