Muffa grigia o botrite

Autore:
Laura Bennet
  • Docente sc. biologiche
Tempo di lettura: 4 minuti

Muffa grigia: cos’è il parassita che può colpire le piante causando numerosi danni. Cause e danni. Come si presenta. Trattamenti: cure e rimedi. Prevenzione. 

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Photo by barmalini – Shutterstock

La muffa grigia o Botrite è un parassita vegetale che colpisce molte piante causando danni ai fiori, ai frutti di meli, peri, peschi, fragole e a diverse varietà orticole come i pomodori.

 

La Bortytis cinerea o bortrite è un fungo microscopico della famiglia Sclerotiniaceae che si infiltrandosi attraverso ferite o lesioni di rami o steli provoca il marciume dei frutti o dei fiori e nel caso dell’uva il marciume degli acini, noto con il nome di marciume grigio.

Sintomi della botrite o muffa grigia

Le zone colpite dalla Botrite presentano inizialmente delle piccole macchie brune che pian piano si espandono trasformandosi in una specie di polvere densa e vellutata di colore grigio che provoca in poco tempo il marciume dei frutti, dei fiori (rosa) e degli ortaggi.

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Cause

La Botrite o Muffa grigia il cui nome scientifico è Botrytis Cinerea, si manifesta nel periodo di riposo vegetativo delle piante, in piena fruttificazione, quando la luce solare è scarsa (inverno) e con il clima particolarmente umido.

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Photo by Tomasz Klejdysz – Shutterstock

Condizioni climatiche

Le condizioni in cui si verifica prevedono una temperatura compresa tra 15 e 25 °C mentre il tasso di umidità è elevato, superiore all’80%.
Le spore sono in grado di sopravvivere anche a condizioni sfavorevoli, tanto da germinare nel momento in cui tornano ad essere favorevoli.
Non mancano i comportamenti errati, come pratiche agricole sbagliate, fra cui, possiamo citare:

  • effettuare una potatura troppo leggera o troppo tardiva, il che determina lo sviluppo di germogli deboli
  • concimazione azotata eccessiva, in questo modo i tessuti sono più teneri, per di più ricchi di sostanze nutrienti per il fungo
  • praticare irrigazione per aspersione piuttosto che una nebulizzazione frequente: l’aumento di umidità delle foglie determina una facilità per le spore di germogliare
  • se scarseggia l’aerazione tra le piante, la circolazione dell’aria si riduce notevolmente
  • optare per varietà particolarmente sensibili alla botrite, come piante con grappoli serrati e compatti.

Cure e trattamenti

Alla comparsa dei primi sintomi intervenire con prodotti specifici come dicarbossimici Pyrimethanil e Ciprodinil o gli ftalmidici Folpet e Captano o Bacillus subtilis o SCLEROSAN 50 (FUN 7) o VIC 19L (FUN 9).

Per le piante coltivate in casa è consigliabile:

  • effettuare dei controlli giornalieri della parte superficiale del terreno;
  • evitare assolutamente i ristagni idrici;
  • annaffiare le piante solo quando il terreno è completamente asciutto;
  • asportare le foglie secche e gli steli danneggiati.

Prevenzione

A scopo preventivo, si possono usare anche rimedi naturali, sostanze che possano essere repellenti nei confronti della botrite, come possono essere macerato di equiseto e/o tarassaco piuttosto che prodotti a base di rame nelle ore in prossimità di piogge, purché si tratti di momenti della giornata freschi per evitare bruciature. , nelle ore più fresche della giornata onde evitare bruciature.

Il consiglio degli esperti è di praticare la rotazione dei principi attivi utilizzati per combatterlo, in quanto si tratta di un fungo che ha una forte resistenza contro alcuni di essi che, se usati di continuo, non sortirebbero alcun effetto.

Fra i rimedi naturali possono essere citati anche una serie di preparati quali bicarbonato di potassio e bicarbonato di sodio; fra i due, il primo è da preferire in caso di grosse coltivazioni in quanto un’eccessiva presenza di sodio nel terreno potrebbe alterarne la struttura.

Curiosità sulla botrite

Il nome deriva dal latino cinerea ossia fatta di cenere per via del colore che assume l’uva quando viene colpita da questo fungo.

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