Ailanto – Albero del Paradiso


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L’ailanto, Ailanthus altissima, conosciuto anche come albero del paradiso è una pianta diffusa allo stato spontaneo in tutte le regioni caratterizzate da un clima mite un tempo coltivata anche a scopo ornamentale.

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Caratteristiche Ailanto – Ailanthus altissima

L’ailanto è un albero a foglie decidue della famiglia delle Simaroubaceae, originario della Cina dove viene chiamato comunemente mandarino standard.

Il nome volgare di Albero del paradiso gli è stato conferito perchè sembra estendersi in altezza fino a toccare il cielo.

Mediamente supera anche i 20 metri in altezza.

L’ailanto è dotato di una robusta radice rizomatosa – fittonante che si sviluppa a diversi metri di profondità.


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Il tronco, eretto e colonnare, è ricoperto da una corteccia liscia di colore grigio. In seguito la corteccia si fessura assumendo un color marrone. Sulla corteccia sono presenti numerose lenticelle, delle strutture cellulari allungate, che favoriscono gli scambi gassosi tra i tessuti interni e l’ambiente esterno.

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La chioma è composta da numerosi rami lunghi, flessibili e di colore grigio ricoperti da numerose foglie di colore verde brillante.

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Le foglie sono composte, formate da gruppi di 15-20 foglioline ovali, alterne, con margini interi e lunghe circa 20 centimetri.

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Alla ripresa vegetativa le nuove foglie dell’ailanto virano di colore. Appena spuntano sono rossastre poi diventano verdi.

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I fiori son infiorescenze a pannocchie che spuntano all’apice dei rami.

I fiori, di color giallo-verdastro, hanno la corolla composta da 5-6 petali. L’ailanto è una pianta dioica ovvero i fiori maschili e femminili sono portati da piante diverse. Esistono anche esemplari con fiori ermafroditi e quindi capaci di autofecondarsi.

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I frutti sono gruppi di samare lanceolate, verdognole prima e bruno rossastre a maturazione completa,che  persistono sui rami per tutto l’inverno.

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Coltivazione Ailanto

Esposizione: si tratta di una pianta rustica che si sviluppa bene in tutti i luoghi da quelli ombrosi a quelli esposti in pieno sole. Tollera il freddo e le temperature al di sotto dello 0

Terreno: si adatta a qualsiasi tipo di terreno.

Annaffiature: non necessita di apporti idrici in quanto si accontenta delle acque piovane.

Concime

Concimazione: l’ailanto va concimato una sola volta l’anno, all’inizio della primavera, utilizzando un concime granulare a lenta cessione specifico per piante verdi.

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Moltiplicazione Ailanto

La pianta si propaga per seme, mediante divisione dei polloni basali o della radice e anche per talea apicale di ramo.

La semina si effettua interrando semi  in un substrato specifico per lo più sabbioso e fertile.

Le talee apicali o i polloni (asportati dalla base della pianta madre), si mettono a radicare in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali.

Le nuove piante vanno trasferite a dimora nella primavera successiva.

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Impianto dell’ailanto

La pianta va messa a dimora lontano da altri tipi di alberi per evitare l’antagonismo o competizione radicale un fenomeno naturale noto come allelopatia. Sembra accertato, infatti, che l’ailanto, come il noce, secerna una tossina che impedisce l’attecchimento di altre specie di alberi nelle sue vicinanze.

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Potatura Ailanto

Per evitare la diffusione di questa pianta considerata altamente infestante, si potano drasticamente i polloni basali, i rami secchi  e soprattutto quelli che portano i frutti.

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Parassiti e malattie Ailanto

Si tratta di una pianta resistente alle malattie fungine e ai parassiti animali. Raramente, soffre la ruggine, il mal bianco, gli attacchi degli afidi e della cocciniglia.

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Curiosità, usi Ailanto

Tutte le parti dell’albero, foglie, fiori e la corteccia emanano un odore sgradevole.

Per la coltivazione si consiglia di mettere a dimora solo esemplari femminili in quanto privi dell’odore sgradevole emanato dai fiori maschili.

Nel XIX secolo, con risultati deludenti, venne diffuso in Europa nel tentativo di ricavare la seta dal baco Philosamia cynthia che si nutre delle sue foglie.

Per la sua adattabilità a tutti i tipi di terreno viene ancora oggi utilizzato per il consolidamento di terreni franosi e sterili come le scarpate ferroviarie e stradali.

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Dai fiori d’ailanto le api ottengono un apprezzato miele con aroma fruttato e gusto deciso ottimo come astringente in caso di dissenteria.

Il legno tenero dell’albero del paradiso viene usato nell’industria cartaria.

L’ailanto rientra anche nella categoria delle piante urticanti in quanto per contatto può causare dermatiti allergiche e nella categoria delle piante infestanti perchè una volta messa a dimora è difficile da sradicare per evitarne la diffusione.

Galleria foto Ailanto

LauraB

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