Pachypodium coltivazione

Laura Bennet
  • Dott. in scienze biologiche

Pachypodium-pianta d'appartamento

I Pachypodium sono piante ornamentali esotiche facili da coltivare in appartamento o in vaso nei luoghi protetti.

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Caratteristiche Pachypodium – Palma del Madagascar

Al genere pachypodium, famiglia Apocynaceae  (la stessa dell’oleandro e della Plumeria), appartengono diverse specie di piante grasse o succulente originarie dell’Africa meridionale e diffuse soprattutto in Madagascar.

I pachypodium sono piante di varie dimensioni che possono essere allevate come piccoli arbusti o ad alberelli.

Tra le diverse specie quello più coltivato è il Pachypodium lamerei conosciuto con il nome di “Palma del Madagascar“, una varietà che presenta un tronco poco ramificato ricoperto di grosse spine, grandi foglie e che durante il periodo della fioritura produce bellissimi fiori di colore bianco con gola di colore giallo ocra.

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Il fusto o caule presenta ha la forma di una bottiglia con base allargata ed è poco ramificato. Il fusto è di colore grigio -verdastro è ricoperto da spine lunghe circa 2 cm.

I rametti sono ricoperti da numerose e grandi foglie ovate – lanceolate allungate.

Pachypodium-foglie

Le foglie, coriacee, lucide semi-sempreverdi, sono di colore di colore verde brillante con una evidente nervatura centrale di colore bianco.

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I fiori, grandi e tubolari, hanno la corolla composta da cinque petali, di colore bianco, giallo, arancio o rosso, a seconda della specie. Le piante coltivate in appartamento non fioriscono quasi mai per le condizioni ambientali diverse.

I frutti sono piccoli baccelli a forma di banana contenti piccolissimo semi fertili.

I semi possono essere raccolti e utilizzati per ottenere nuove piante.

Pachypodium lamerei-coltivazione

Coltivazione Pachypodium

Esposizione

I pachypodium sono piante esotiche che amano i luoghi luminosi e soleggiati; temono l’eccessiva umidità ambientale e le temperature al di sotto dei 10°C quindi nelle regioni con clima invernale molto rigido vanno coltivati in vaso in modo da poterli riparare dal freddo in un locale della casa  lontano però dai termosifoni o da altre fonti di calore. Tuttavia le piante allevate in vaso, in estate per accelerare la fotosintesi clorofilliana, possono essere tenuti all’aperto in luoghi parzialmente soleggiati e riportate all’interno non appena le temperature iniziano a diminuire.

Terreno

Le piante prediligono il terreno sciolto, fertile e ben drenato. Il substrato ideale è il terriccio universale, mescolato con una buona quantità di pietra pomice e sabbia.

Annaffiature

Le piante vanno regolarmente annaffiate dalla ripresa vegetativa fino all’autunno, da marzo a settembre lasciando però asciutto il terreno  per alcuni giorni. In inverno, invece, gli apporti idrici vanno diradati o sospesi del tutto.

Concime

Concimazione

Necessitano di un terreno ricco di nutrienti pertanto dalla primavera all’estate , va somministrato un concime granulare a lenta cessione, ogni 2 mesi.  Il concime da somministrare deve essere quello specifico per piante succulente, a basso contenuto di azoto, per rallentare la crescita, l’indebolimento ed evitare così l’insorgenza di malattie fungine e gli attacchi dei parassiti. Va ricordato anche che mei mesi autunnali ed invernali, le concimazioni devono essere interrotte.

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Pachypodium: coltivazione in vaso

Nelle regioni con temperature minime inferiori ai 10° C , queste splendide piante tropicali poichè temono il freddo vanno coltivate in vaso in modo poterle agevolmente riparare all’interno della casa, in un locale luminoso e soleggiato. Il vaso dalle dimensioni abbastanza contenute va riempito con terriccio universale, mescolato con una buona quantità di lapillo, o pietra pomice o pozzolana, e sabbia, in modo da favorire il drenaggio dell’acqua delle innaffiature ed evitare così il marciume delle radici. Le annaffiature vanno praticate soltanto quando il terriccio è ben asciutto, con maggiore frequenza nei mesi estivi se la pianta viene tenuta all’aperto e sporadicamente o per nulla in inverno. Va anche concimata ogni 20 giorni, da aprile a settembre, con un fertilizzante specifico  per piante succulente.

Rinvaso Pachypodium

Poichè l’apparato radicale dei Pachypodium è poco sviluppato, il rinvaso può essere effettuato ogni 3- 4 anni quando la pianta entra in riposo vegetativo (autunno) o prima della ripresa vegetativa (fine inverno).

Il nuovo vaso deve essere di qualche centimetro più grande del precedente; il terriccio nuovo, fresco e soprattutto poroso. Nel rinvasare la pianta bisogna fare attenzione a non danneggiare le sue delicate radici e, pertanto, si consiglia di estrarla dal vaso con tutto il pane di terra.

Moltiplicazione Palma del Madagascar – Pachypodium

La riproduzione della palma del Madagascar avviene per seme o mediante la divisione dei polloni basali.

Semina

Per favorire la germinazione i semi del Pachypodium vanno posti in ammollo in acqua a temperatura ambiente per  per 24 ore e successivamente  chiusi all’interno di un batuffolo di cotone umido.  I semi  che producono i germogli  vanno trasferiti in vaso pieno di torba tenuta umida. Quando le nuove  piantine  avranno raggiunto l’altezza di 20 cm, potranno essere messe a dimora in piena terra e curate come la pianta madre.

Propagazione per divisione

Si staccano dalla pianta madre ben sviluppata i germogli più vigorosi e dopo averli fatti asciugare all’aria per alcuni giorni si mettono a radicare in un terriccio soffice e ben drenato.

Potatura

La pianta, non va potata, tuttavia in inverno vanno asportate le foglie, gialle, appassite  e quelle danneggiate.afidi-oleandro

Parassiti e malattie Pachypodium

I Pachypodium sono piante abbastanza resistenti alla e malattie fungine. Soffrono il marciume delle radici se il substrato di coltivazione non è sufficientemente poroso e ben drenato.

Raramente vengono attaccati dalla cocciniglia un parassita animale che generalmente forma densi ammassi cotonosi biancastri, ben visibili, nei punti di intersezione delle ascelle fogliari; temono gli afidi solo se l’ambiente è troppo umido.

Cure e trattamenti

La perdita precoce delle foglie è sintomo di marciume radicale e la pianta può essere salvata eliminando le parti danneggiate e trattando quelle sane con un ormone radicante.

A scopo preventivo e per la cura si consiglia di distribuire almeno una volta alla settimana un fungicida per via radicale. Contro i parassiti animali si può irrorare la pianta con prodotti specifici e olio minerale opportunamente diluiti nell’acqua delle annaffiature.

Varietà di Pachypodium

Pachypodium lamerei

Pachypodium lamerei

Il Pachypodium lamerei è una specie originaria del Madagascar, alta circa 2 metri. Ha un tronco robusto, grigio e spinoso poco ramificate. Le foglie di colore verdi formano ciuffi a spirale solo sulla sommità degli  stelo.  In primavera- estate produce granfi fiori profumati tubolari con petali bianchi e centro giallo seguiti da baccelli pieni di semi bianchi. Si coltiva facilmente in vaso o a dimora al pieno sole nel terreno ricco e ben drenato.

Pachypodium-saundersii

Pachypodium saundersii

Il Pachypodium saundersii è una specie diffusa nell’Africa meridionale. E’ un piccolo cespuglio arbustivo che crescere fino a 1,5 m di altezza. I fusti sono ricoperti  da spine affilate accoppiate e foglie lucide di colore verde scuro. Produce grandi  masse di fiori con petali bianchi con sfumature rosate-violacee. Questa specie è forse la più diffusa e anche più adatta ad essere coltivata in vaso  per le sue dimensioni più contenute.

Usi

I Pachypodium vengono coltivate esclusivamente come piante ornamentali d’appartamento e nei giardini soleggiati delle regioni in cui le temperature minime non sono inferiori ai 10° C.

Il Pachypodium è velenoso?

La pianta va maneggiata indossando guanti da giardinaggio in quanto le sue spine secernono delle sostanze velenose che  potrebbero provocare con le punture delle fastidiose irritazioni cutanee.

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Curiosità

Il nome del genere Pachypodium deriva dal greco pachys, grosso e podos, piede, in riferimento alla forma tozza e grossa del fusto, larga alla base e  più stretta verso l’alto.

Le piante di Pachypodium vengono chiamate comunemente anche Palme del Madagascar, in riferimento alla disposizione delle foglie.

I Pachypodium appartengono alla stessa famiglia  di piante più note come l’oleandro o la Plumeria.

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 Galleria foto Pachypodium