Calandrinia – Calandrini grandiflora
La Calandrinia grandiflora, nota anche come portulaca cilena, è una una pianta succulenta coltivata come ornamentale da vaso e come tappezzante nei giardini rocciosi e costieri.
- Caratteristiche generali della Calandrini o Calandrinia grandiflora
- Fioritura
- Coltivazione della Calandrinia
- Esposizione
- Terreno
- Annaffiature
- Concimazione
- Calandrinia: coltivazione in vaso
- Rinvaso
- Moltiplicazione della Calandrinia
- Semina
- Propagazione per talea
- Impianto o messa a dimora
- Potatura
- Parassiti e malattie della Calandrinia grandiflora
- Cure e trattamenti
- Varietà di Calandrinia
- Calandrinia ambigua
- Calandrinia umbellata
- Calandrinia caespitosa
- Calandrinia colchaguensi
- Calandrinia acaulis
- Usi
- La Calandrinia è velenosa ?
- Curiosità
- Galleria foto Calandrinia
Caratteristiche generali della Calandrini o Calandrinia grandiflora
La Calandrinia grandiflora nota anche comunemente come Calandrini, è una pianta succulenta della famiglia delle Portulacaceae, endemica del Cile e diffusa largamente nelle zone aride e semi aride di molte zone del Mondo, specialmente nei suoli sabbiosi del Messico, Arizona e del continente australiano.
Si tratta di una pianta cespitosa alta e larga circa 30 cm, coltivata come annuale o perenne. Forma in pieno vigore vegetativo un folto cespuglio di foglie a portamento eretto o ricadente. .
Le foglie sono spesse, carnose, opposte e alterne, per lo più basali simili a piccoli tubi di colore verde argento.
I fiori, anche se durano uno o due giorno, sono molto decorativi e prodotti a grappolo sulle sommità e le ramificazioni di lunghi steli che sovrastano il fogliame. Ciascun fiore ha un diametro di circa 5 cm, corolla composta solitamente da 4 – 5 petali setosi (talvolta anche 11) rosa. talvolta bianchi e bottone centrale con lunghi stami gialli.
I frutti, che si formano dopo la caduta dei fiori, sono piccole capsule verdi che a maturazione virano al marrone, lasciando cadere sul terreno numerosi semi fertili che germogliano facilmente.
I semi, circa 20 per ogni frutto, sono piccolissimi, neri e molto leggeri; vengono essere disseminati a molti metri di distanza dal vento e anche tramite gli uccelli.
Fioritura
La Calandrinia fiorisce quasi tutto l’anno, dalla primavera all’autunno inoltrato.
Coltivazione della Calandrinia
Esposizione
La pianta predilige il pieno sole ma cresce bene anche in luoghi parzialmente ombreggiati soprattutto nelle regioni caratterizzate da un clima estivo eccessivamente caldo. Resiste al freddo fino a -3° C e a brevi gelate.
Terreno
La Calandrini grandiflora, come le altre varietà di succulente, è una pianta che cresce forte e vigorosa nei terreni sciolti, soffici, lavorati a fondo e soprattutto ben drenati. Se coltivata in un terreno troppo compatto e poco permeabile all’acqua le radici soffocano, marciscono e do conseguenza la pianta muore.
Annaffiature
La calandrini grandiflora è una pianta succulenta che resiste senza problemi molto bene alla siccità prolungata e, generalmente si accontenta delle acque piovane. Se è ben sviluppata va annaffiata in estate ma con moderazione solo se il terreno è asciutto o arido da più giorni in quanto non tollera i ristagni d’acqua. Se si tratta di una pianta giovane e non ancora stabilizzata necessita di maggiori apporti idrici durante i mesi estivi ma senza esagerare.
Concimazione
E’ una pianta rustica che anche se generalmente non ha bisogno di fertilizzanti o concimi vegetali tuttavia per prolungare la fioritura e favorire la sua ripresa vegetativa in primavera è consigliata una somministrazione di un po’ di fertilizzante specifico per piante grasse, liquido oppure granulare a lento rilascio.
Calandrinia: coltivazione in vaso
Per coltivarla in vaso occorre un contenitore largo e capiente, pieno di un miscuglio formato in parti uguali da terriccio universale e perlite e come materiale drenante di fondo utilizzare dei pezzi di coccio o dell’argilla espansa, utile ad evitare che l’acqua di sgrondo delle annaffiature possa portare al marciume delle radici.
La Calandrinia va interrata lasciando libero il colletto e dopo il trapianto va spostata in una zona soleggiata per molte ore del giorno avendo cura di bagnare il terreno solo quando è ben asciutto, mediamente 2 volte a settimana in estate e saltuariamente nei mesi invernali.
Infine, non appena la temperatura autunnale inizia a calare, la Calandrinia va trasferita in un luogo riparato dal freddo ma luminoso.
Rinvaso
La Calandrinia si rinvasa in un contenitore più grande ogni due anni, all’inizio della primavera.
Moltiplicazione della Calandrinia
La pianta si riproduce per seme in primavera e per via agamica nuovi esemplari identici alla pianta originale vengono ottenuti mediante talea.
Semina
La semina può essere fatta utilizzando i semi raccolti dalla pianta madre, in un semenzaio con substrato composto in parti uguali da terriccio universale e perlite, tenuto in un luogo caldo e luminoso oppure direttamente a dimora, in tarda primavera, tra Aprile-Maggio.
I semi vanno stratificati sulla superficie del terreno e poi ricoperti da un sottile strato di terriccio fresco ed umido. Il semenzaio va posto in un luogo luminoso e caldo fino a quando i germogli delle piantine di Calandrinia spunteranno dal terreno, al massimo dopo 10 giorni. Dopo la germinazione le piantine vanno diradate per lasciarle irrobustire e successivamente quelle più sane e vigorose si mettono a dimora definitiva, in vaso o direttamente in piena terra.
Propagazione per talea
Questa tecnica di riproduzione vegetativa è molto semplice da effettuare e nello stesso tempo assicura nuove piantine identiche a quella originale.
Si staccano dalla pianta madre porzioni di rametti che hanno radicato a livello dei nodi fogliari e si mettono a dimora al momento stesso in vaso o in altre zone adatte alle loro esigenze.
In alternativa si può recidere uno stelo interrare uno stelo di circa 5 o 10 cm, interrarlo in un terreno torboso e sabbioso e attendere lo sviluppo delle radici.
Impianto o messa a dimora
Le piantine di Calandrinia si impiantano in piena terra verso aprile e maggio in buche soffici e ben drenate, distanti le une dalle altre almeno 30 cm, se si vuole realizzare una bordura o un’aiuola fitta e compatta.
Potatura
La potatura va fatta almeno una volta all’anno per contenere lo sviluppo eccessivo della pianta e la sua diffusione in zone del giardino in cui sono presenti altre piante. Si accorciano i rametti striscianti più vigorosi utilizzando forbici ben affilate e disinfettate. I rametti recisi possono essere utilizzati come talee.
Parassiti e malattie della Calandrinia grandiflora
E’ una pianta rustica che viene attaccata dagli afidi solo se l’ambiente di coltivazione è molto umido e in tal caso se non viene opportunamente trattata con prodotti specifici potrebbe anche morire. Tra le malattie fungine invece è soggetta al marciume delle radici che come è noto viene causato dai ristagni idrici nel terreno scarsamente drenante o se le annaffiature sono troppo ravvicinate e troppo abbondanti.
Cure e trattamenti
Per evitare sofferenze inutili e deperimenti alla pianta di Calandrinia grandiflora è bene ricordare che le annaffiature devono essere saltuarie, il terreno di coltivazione molto drenante e il sottovaso va svuotato sistematicamente dopo ogni innaffiatura.
Se le infestazioni da parassiti sono circoscritte basta eliminarle manualmente con lavaggi o asportando le parti infette in caso contrario invece bisogna trattare la pianta con un antiparassitario specifico per gli afidi preferibilmente biologico ed ecologico come l’antiparassitario all’aglio o l’antiparassitario all’ortica, entrambi economici e facili da preparare a casa.
Varietà di Calandrinia
Calandrinia ambigua
La Calandrinia ambigua, oggi chiamata Cistanthe ambigua, è una pianta annuale da fiore conosciuta con il nome comune di zampe del deserto, con foglie verdi, spesse e lineari a forma di cucchiaio che crescono lungo uno stelo alto circa 18 cm. Produce infiorescenze a grappolo composte da fiori da 3 a 5 petali bianchi e piccole capsule contenenti fino a 15 piccolissimi semi neri e lucidi. Cresce bene al pieno sole e anche a mezz’ombra nei terreni ben drenati.
Calandrinia umbellata
ls Calandrinia umbellata è una specie di portulaca decidua coltivata come biennale. Ha foglie lineari succulenti, verdi e lucide e, da giugno a settembre produce fiori con petali setosi rosa viola. Cresce bene belle regioni con clima temperato, in terreni poveri e abbastanza asciutti, ideale per vasi.
Calandrinia caespitosa
La Calandrinia caespitosa è una pianta perenne di piccole dimensioni, alta non più di 8 cm. Ha foglie lineari verdi e nel periodo della fioritura produce fiori con petali bicolori gialli-rossi. La pianta tollera brevi periodi di siccità e resiste a temperature anche inferiori ai -15° C e alla neve. E’ ideale per abbellire i giardini di montagna.
Calandrinia colchaguensi
La Calandrinia colchaguensi è una piantina alta circa 5 cm con foglie verdi, lineari e piatte e fiori rosa a 5 petali. Cresce bene al pieno sole; resiste alla siccità per circa 1 mese e anche alle temperature invernali inferiori ai -15° C.
Calandrinia acaulis
La Calandrinia acaulis è una specie diffusa in Messico, Venezuela e Argentina. Forma una rosetta di foglie verdi lineari, carnose e produce fiori con 5 petali bianchi
Usi
Le piante di Calandrinia grandiflora sono utilizzate come ornamentali e per realizzare bordure, aiuole fiorite in tutte le zone siccitose, per tappezzare in poco tempo giardini rocciosi o costieri grazie al loro alto tasso di crescita veloce e per realizzare bordure, aiuole fiorite e anche per stabilizzare pendii franosi grazie alle sue robuste radici.
La Calandrinia è velenosa ?
La pianta di Calandrinia come la comune portulaca non è tossica.
Curiosità
La Calandrinia grandiflora onora il nome di Jean Louis Calandrini (1703–1758), un illustre botanico e scienziato ginevrino-
La pianta è chiamata comunemente Cistanthe in riferimento ai fiori molto simili a quelli del Cisto e anche Rock purslane.
In California, sebbene sia coltivata come ornamentale nei giardini e nei parchi pubblici, la Calandrinia è stata classificata una pianta fortemente invasiva.






