Sassifraga coltivazione

Autore:
Laura Bennet
  • Docente sc. biologiche
Tempo di lettura: 7 minuti

La Sassifraga è una pianta perenne rustica facile da coltivare in vaso e particolarmente adatta per il giardino roccioso.

Sassifraga
Photo by KRiemer – Pixabay

 

Caratteristiche generali Sassifraga

Il genere Saxifraga comprende diverse specie di piante perenni o annuali appartenenti alla famiglia delle Saxifragaceae e originarie dell’Emisfero Boreale.

La varietà più coltivata alle nostre latitudini, è una pianta per lo più a sviluppo tappezzante,  dotata di un fitto apparato radicale di tipo fascicolato che durante il periodo di vegetazione dà origine numerosi steli erbacei ricoperti da un bel fogliame verde.

Le foglie sono ovate, spesse, cuoiose e di colore verde chiaro.

Durante il periodo della fioritura sugli steli erbacei compaiono piccoli fiori nelle tonalità del bianco, del rosa, del giallo e del rosso.

 

Fioritura

La Sassifraga fiorisce nel periodo primavera – estate.

 

Coltivazione Sassifraga

Esposizione

Le piante di sassifraga  amano i luoghi luminosi ma non i raggi diretti del sole. Amano il clima estivo mite, resistono al freddo ma non tollerano i venti forti.

Terreno

Prediligono i terreni calcarei ben drenati ma crescono bene nel comune terreno da giardino mescolato con ghiaia, argilla, sabbia, torba, humus, superfosfati e materia organica.

Annaffiature

Le Sassifraghe vanno annaffiate regolarmente durante l’estate e nei periodi di prolungata siccità. In inverno le annaffiature vanno effettuate raramente e solo quando il terreno per evitare che il terreno si asciughi completamente.

 

Concimazione

Le diverse varietà di Sassifraga vanno concimate dalla primavera all’autunno con un fertilizzante specifico per piante da fiore ricco in potassio (K), ogni 20 giorni se si somministra quello liquido (opportunamente diluito nell’acqua delle annaffiature) e ogni 3 mesi se si tratta di quello granulare a lenta cessione.

 

Sassifraga: coltivazione in vaso

La Saxifraga è una pianta perfetta anche in vaso o in un cesto sospeso. Per la coltivazione bisogna utilizzare un terriccio specifico per piante da fiore posizionato su uno strato di argilla espansa in modo da evitare che le radici vengano a contatto con l’acqua che si deposita nel sottovaso.

Rinvaso

Il rinvaso va fatto ogni anno ad inizio primavera usando un contenitore di dimensioni poco più grandi del precedente e nuovo terriccio. Nel trasferire la pianta vanno eliminate tutte le radici mollicce.

Sassifraga
Photo by Carola68 – Pixabay

Moltiplicazione Sassifraga

La Saxifraga si propaga per seme ma è possibile riprodurla anche per divisione dei cespi o mediante talee dei polloni basali.

Semina

La semina va fatta in primavera utilizzando una cassetta piena di terriccio specifico. I semi vanno sparsi sul terreno e coperti con un sottile strato di sabbia. Il semenzaio va coperto con pellicola trasparente per favorire la germinazione. I teneri germogli spunteranno dopo 20 giorni e dopo un mese comparirà la prima vera foglia.  Le piantine vanno fatte prima irrobustire e poi messe a dimora definitiva.

Propagazione per divisione dei cespi

In autunno, si staccano i polloni basali e si mettono a radicare in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali. In primavera le nuove piantine potranno essere trasferite in vasi e allevate in essi almeno 2 anni prima di metterle a dimora definitiva.

Propagazione per talea

Si effettua nel mese di Giugno. Si tagliano alcuni germogli laterali emessi dalla pianta madre e si piantano all’ombra nel terreno sciolto e umido. Le talee che radicano formeranno rosette di nuove piante di Sassifraga che vanno protette dal freddo con fogliame.

Le nuove piante di Sassifraga ottenute da seme o mediante propagazione vegetativa, produrranno i fiori dopo il secondo anno.

Impianto o messa a dimora

Le Sassifraghe si piantano in tarda primavera, nel mese di giugno,  nel terreno ben lavorato ed umido. Le piantine vanno posizionate  al centro di buche leggermente più grandi del pane di terra che circonda le radici e e distanti le une dalle altre almeno 10 cm. Dopo l’impianto si compatta ben bene il terreno fino al colletto e si somministra un po’ d’acqua a temperatura ambiente. Dopo 5-6 anni le piante dovranno essere rinnovate.

Abbinamenti

Le varietà basse si possono abbinare nelle aiuole con iris, muscari e phlox . Le specie alte invece si accostano con rose o altre piante che hanno le stesse esigenze colturali.

Potatura

All’inizio della primavera vanno potati tutti i rametti secchi, quelli danneggiati dal freddo e recisi alla base del terreno gli steli con i fiori appassiti.

 

Parassiti e malattie della Sassifraga

Le piante sono sensibili agli attacchi della cocciniglia, degli afidi e soffrono il marciume delle radici a causa del ristagno idrico.

 

Cure e trattamenti

Le piante di Sassifraga allevate in vaso, durante la bella stagione, vanno portate all’aperto in luoghi luminosi e ben arieggiati e riparate sotto tettoie in inverno. Le sassifraghe mentre coltivate nei giardini vanno protette con un pacciame organico che va rimosso con i primi tepori primaverili.

 

Per proteggere le Sassifraghe dai parassiti, prima della ripresa vegetativa, si consiglia di effettuare dei trattamenti preventivi con prodotti ad ampio spettro oppure utilizzando dei prodotti biologici, come  un antiparassitario all’aglio, all’ortica o a base di piretro non nocivi per gli insetti impollinatori.

Sassifraga
Photo by Hans – Pixabay

Varietà di Sassifraga

Esistono circa 200 specie di Sassifraga che differiscono per dimensioni e colore dei fiori. Di seguito vengono riportate le specie più diffuse e coltivate a scopo ornamentale.

Saxifraga stolonifera

La Sassifraga stolonifera o Saxifraga sarmentosa, è una specie  originaria dell’Asia, con portamento tappezzante o strisciante. In piena vegetazione raggiunge i 20-30 cm di altezza. Ha fusti stoloniferi, sottili di colore  rosso che strisciando sul terreno emettono tante nuove ramificazioni laterali. Le foglie sono carnose, tondeggianti, con lamina superiore con nervature argentate e quella inferiore rossastra. In estate produce racemi composti da fiori stellati con petali bianchi.  La Sassifraga stolonifera è perfetta per la coltivazione nei giardini e in vasi sospesi.

Sassifraga di vimini. Ha foglie verdi rotonde e pelose con strisce chiare. Forma una rosetta, da cui si dipartono molte stratificazioni, che formano nuove rosette alle estremità.

 

Saxifraga paniculata

La Sassifraga paniculata o Sassifraga alpina è una specie che cresce spontanea fino a 2000-3000 metri di altitudine. Forma cespugli alti 15 cm e larghi 30 cm di larghezza. Ha portamento  tappezzante, foglie grigiastre allungate a margine dentellato, disposte in rosette. Da giungo a luglio produce pannocchie di fiori bianco giallastro. Si coltiva come ornamentale al pieno sole nei terreni alcalini e ben drenati. E’ una pianta perfetta per i giardini rustici e per ricoprire le crepe o le fessure dei muri.

Saxifraga arendsii

E’ una pianta erbacea perenne a portamento tappezzante. Forma folti cuscini tondeggianti alti 10-15 cm. All’inizio della primavera produce fiori di colore bianco, rosa, rosso a seconda delle varietà.
La Saxifraga arendsii è una specie perfetta come coprisuolo dei giardini rocciosi e di montagna.

Usi

Le Sassifraghe sono piante tappezzanti molto decorative, perfette per abbellire i balconi, ricoprire i giardini rocciosi e muri scoscesi.

 

Linguaggio dei fiori

La Sassifraga è considerata la pianta simbolo della premura e dell’amicizia.

Nome inglese della Sassifraga

In Inghilterra la Sassifraga viene chiamata Mother of thousand che significa  madre di mille, nome che fa riferimento alla capacità della pianta di generarne tantissime grazie alla velocità impressionante con cui gli stoloni emettono nuove ramificazioni toccando il suolo.

Curiosità

Il nome generico Sassifraga deriva dalle parole latine sàxum ( sasso) e frángo (rompere, spaccare) ed è riferito alla capacità delle piante di crescere nei terreni rocciosi. Il nome comune della pianta non a caso è: pianta spaccasassi.

Sassifraga: foto e immagini