Carissa coltivazione


Carissa-coltivazione


La Carissa è una pianta sempreverde di facile coltivazione in vaso e in piena terra ed è ideale per realizzare siepi di recinzione.

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Caratteristiche generali della Carissa- Gelsomino africano

Al genera Carissa, famiglia delle Apocynaceae, appartengono diverse varietà di piante provenienti dalle zone tropicali dell’Africa, Asia ed Australia che si differenziano per dimensioni e per la produzione dei frutti.

La varietà più nota è la Carissa macrocarpa o Gelsomino africano, una specie arbustiva con chioma tondeggiante composta da numerosi rami variamente ramificati ricoperti da numerose spine acuminate e biforcate.

Carissa-foglie


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Le foglie della Carissa, ovoidali, lucide e coriacee sono di colore verde scuro brillante.

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Durante il periodo della fioritura sui rami sbocciano numerosi fiori bianchi e cerosi a forma di stella delicatamente profumati.

In estate fanno la comparsa i frutti, delle bacche ovali e carnose grandi come del prugno o susino.

Le bacche  a maturazione completa sono di colore rosso vivo o rosso fucsia. All’interno dei frutti maturano numerosi semi (fino a 16 ).

Carissa-macrocarpa

Fioritura: fiorisce dalla primavera fino all’inverno.

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Coltivazione Carissa

  • Esposizione: predilige i luoghi luminosi, soleggiati e riparati dal vento. Teme le basse temperature e il gelo. Alcune specie, resistenti al freddo, si possono coltivare anche in piena terra nelle regioni caratterizzate da inverni rigidi.
  • Terreno: ama il terreno sciolto, moderatamente fertile e ben drenato. Il substrato di coltivazione ottimale deve essere un miscuglio di due parti di terriccio argilloso, una di torba ed una di sabbia.
  • Annaffiature: va annaffiata regolarmente una volta a settimana durante i periodi di prolungata siccità, in estate solo quando il terreno è completamente asciutto. In autunno le irrigazioni vanno diradate e sospese del tutto nel periodo invernale.

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  • Concimazione: in primavera somministrare ogni 20 giorni un concime liquido specifico per piante da fiore, ricco in potassio (K) oppure ogni quattro mesi un concime a lenta cessione.

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Coltivazione in vaso della Carissa

Nelle regioni italiane caratterizzate da un clima invernale molto rigido la Carissa viene coltivata in vaso anche come pianta da interni.

Il vaso destinata ad accoglierla deve essere largo e abbastanza alto in modo da offrire alla pianta tutto lo spazio necessario sia per lo sviluppo delle radici sia per la chioma.

Il terriccio deve essere ben drenato e le concimazioni ricche di potassio (K), di microelementi e a basso tenore di azoto (N).

Le annaffiature vanno praticate una volta la settimana o quando il substrato è completamente asciutto. In presenza Troppa acqua la chioma si appesantisce e le foglie cadono precocemente anche se di colore verde brillante come avviene nel Ficus microcarpa o Ginseng.

La pianta allevata in vaso, in inverno va ricoverata in appartamento ma lontano da fonti di calore come termosifoni o camino. La temperatura interna ideale è compresa tra i 18-23° C.

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Rinvaso

Il rinvaso si effettua generalmente ogni 2 anni, in primavera, nel mese di marzo. Il nuovo contenitore deve avere un diametro di 2-3 cm più grande rispetto al precedente. Se il vaso di partenza ha un diametro di circa 16-18 cm, il nuovo dovrebbe essere di circa 24-25 cm; da questo, dopo qualche anno, si passa ad un nuovo contenitore di circa 30-33 cm e da qui a 40-45 cm e così via fino a quando è possibile.

Procedimento

  • Il rinvaso si effettua estraendo delicatamente la pianta dal vecchio contenitore con tutto il pane di terra che avvolge le radici facendo attenzione a non danneggiarle. Si consiglia di capovolgerla, sorreggendola con una mano e battere leggermente il bordo del vaso contro una superficie per agevolarne l’estrazione.
  • Sul fondo del nuovo contenitore deve essere posizionato del materiale di drenaggio come pezzi di coccio rotti piuttosto grandi o anche ghiaia grossa o sassi.
  • Il materiale di drenaggio va poi ricoperto con 2-3 cm di terriccio sufficiente.
  • Si colloca la pianta al centro del vaso e successivamente si riempiono gli spazi vuoti attorno alle pareti con terriccio nuovo, premendolo leggermente con la mano per non lasciare aree vuote e per farlo aderire attorno alle radici.
  • Si riempie il vaso fino a un paio di cm al di sotto del bordo, per evitare la fuoriuscita di acqua durante l’annaffiatura.
  • A operazione ultimata, si innaffia per fare assestare il nuovo terriccio ed eventualmente se è necessario aggiungerne altro.

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Moltiplicazione Carissa

La pianta può essere propagata per seme o per talea durante il periodo primaverile.

Per ottenere esemplari con le stesse caratteristiche della pianta madre si mettono a radicare in un miscuglio di sabbia e torba talee di rami semilegnosi lunghi 10 -15 cm.

Dopo la radicazione le nuove piantine vanno messe in singoli vasi o direttamente a dimora.

Carissa-impianto

Impianto

Per ottenere dei risultati soddisfacenti piantumare una pianta di Carissa per ogni metro quadrato.

Carissa-potatura

Potatura

La Prugna del Natal non necessita di drastiche potature, generalmente si accorciano i rami più lunghi e che in modo disordinato per conferire armonia di forma alla chioma mentre si recidono alla base quelli secchi che ne compromettono l’estetica.  L’intervento va fatto come sempre utilizzando attrezzi specifici ben affilati e disinfettati alla fiamma o con la candeggina ed indossando guanti da giardinaggio per proteggere le mani dal lattice velenoso che fuoriesce dalle foglie e dai rametti recisi.

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Parassiti e malattie della Carissa

La pianta teme gli attacchi della cocciniglia che formano, come negli agrumi e in altre piante da frutto ed ornamentali, degli ammassi biancastri visibili ad occhio nudo.

Cocciniglia-parassita

Soffre il marciume delle radici a causa dei ristagni idrici.

Pacciamatura-di-paglia

Cure e trattamenti

La pianta di Carissa allevata in vaso per tutto il periodo invernale va collocata in un luogo protetto mentre per quella coltivata in piena terra è sufficiente una protezione alla base del terreno con  una leggera pacciamatura con paglia o foglie secche.

In caso di attacchi parassitari irrorare la chioma della Carissa o Prugna del Natal con prodotti specifici.

Carissa-usi

Usi

La Carissa viene coltivata a scopo ornamentale come elemento isolato o per la realizzazione di siepi e bordure principalmente nei parchi pubblici e nei giardini privati delle zone climatiche miti della nostra penisola isole comprese. E’ ideale per i giardini al mare o in altri luoghi lontani, che richiedono piante a bassa manutenzione e ridotte esigenze idriche.

I fiori intensamente profumati come quelli del Filadelfo o del Rincospermum vengono utilizzati per la produzione di profumi, creme e saponi.

Varietà di Carissa

Le varietà più apprezzate sono:

la Carissa Francy, una varietà cespugliosa che produce fiori in abbondanza e frutti di color arancio, la Carissa Tuttlei, una speciedal portamento nano, prostrato e fogliame molto fitto. f

Cose da sapere sulla Carissa macrocarpa o Prugna del Natal

Le foglie e il lattice prodotto dal legno sono velenosi; i frutti maturi, ricchi di calcio, potassio e vitamina C, dal sapore di fragole o di ribes,  sono invece commestibili e sono ottimi freschi o sotto forma di marmellate, sciroppi e liquori.

I frutti di altre varietà come quelli del cappero vengono conservati in salamoia ed impiegati per insaporire primi, secondi piatti a base di carne e verdure.

I semi invece non vengono utilizzati perchè sono velenosi.

Tossicità della Carissa per gli animali domestici

Questa pianta non rientra nella lista delle piante velenose per cani e gatti.

Curiosità

In Sudafrica la Carissa macrocarpa è chiamata Natal Plum in riferimento ai suoi frutti simili a piccole prugne.

Galleria foto Carissa

LauraB
  • Redattore specializzato in Casa e Giardinaggio
  • Scrittore e Blogger
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