Biricoccolo – Prunus dasycarpa
Il biricoccolo è un antico albero da frutto chiamato anche come susincocco per le sue caratteristiche intermedie tra susino ed albicocco.

Caratteristiche Biricoccolo – Prunus dasycarpa
Il biricoccolo, Prunus dasycarpa, chiamato anche Susincocco, è un un ibrido naturale intraspecifico che deriva dall’incrocio tra albicocco (Prunus armeniaca) e Mirabolano (Prunus cerasifera).
La pianta, dal portamento per lo più arbustivo e di origine incerta, appartiene alla famiglia delle Rosaceae ed è diffusa nella Cina Occidentale e nell’Asia centro-meridionale. In Italia la coltivazione del susincocco viene praticata solo in Campania (area vesuviana) e nei frutteti del bolognese.
Il biricoccolo è provvisto di un robusto e profondo apparato radicale di tipo fascicolato.
I rami fitti e robusti, come quelli del Prugnolo, partono direttamente dalle radici e verso l’alto danno vita ad una fitta chioma piramidale che può superare anche i 5 metri di altezza. La corteccia che ricopre i rami adulti è di colore scuro come nel Mirabolano.
Le foglie larghe e a margini dentellati, hanno una forma simile a quelle dell’albicocco e prima di cadere dal verde intenso virano al giallo carico contribuendo in tal modo allo spettacolare foliage autunnale.
I fiori di piccole dimensioni e riuniti in densi gruppi o grappoli ricoprono interamente le branche. I fiori hanno la corolla composta da 5 petali bianchi soffusi di rosa che fanno da corona a numerosi stami sterili.
I frutti o biricoccole, sono piccoli e tondeggianti e dal verde quando sono acerbi virano al rosso intenso a maturazione completata.
La buccia è vellutata e lucida e, come nelle altre varietà di prugne, è ricoperta da un sottile strato di pruina.
La polpa è succosa ed ha un caratteristico sapore dolce-acidulo che sa di un misto tra prugne ed albicocche mature.
I frutti, chiamate anche prugne selvatiche, maturano in estate, da giugno a luglio.
Il seme, racchiuso all’interno della polpa come quello delle susine è oblungo ma purtroppo è sterile.
Fioritura: la pianta si ricopre di fiori tra Marzo-Aprile prima della comparsa delle foglie.

Coltivazione del Biricoccolo-Susincocco
Esposizione: per potere fiorire e dare un’abbondante produzione di frutti va coltivato in zone soleggiate. E’ resistente al caldo, al vento e anche alle temperature rigide dell’inverno al disotto dei -15° C.
Terreno: non è esigente in fatto di terreni e cresce forte e vigoroso sia in quelli argillosi sia in quelli calcarei purchè ben drenati.
Annaffiature: è una pianta rustica resistente alla siccità ma va comunque irrigata regolarmente dalla ripresa vegetativa in poi per favorire la fioritura e la produzione dei frutti. In inverno il biricoccolo entra in riposo vegetativo e non necessita di essere annaffiato.
Concimazione: in autunno basta interrare ai piedi della pianta dello stallatico maturo. In primavera somministrare del concime granulare a lenta cessione ricco in fosforo (P) e potassio (K).
Moltiplicazione del Biricoccolo
Come già detto il susincocco è un ibrido naturale e quindi sterile come i suoi semi. L’unica tecnica di propagazione che consente di ottenere piante produttive è quella vegetativa da effettuare mediante innesto su piante dello stesso genere come ad esempio il Mirabolano.
Potatura
La pianta va potata per contenerne la crescita in altezza e per dare armonia di forma alla chioma. Si accorciano i rami più lunghi e disordinati e quelli interni per favorire l’arieggiamento nelle parti più interne della chioma. Si potano drasticamente i rami secchi e quelli eventualmente affetti da diffuse infestazioni parassitarie. La potatura si esegue facilmente quando il biricoccolo perdendo le foglie lascia ben in vista le gemme da fiore e quelle da legno.
Impianto o messa a dimora
La piantumazione in buche ben lavorate si effettua alla fine dell’inverno o in autunno. Le piante vanno distanziate a 2, 5 metri sulle file e a 2,5-3 metri sulle file.
Raccolta dei frutti
La raccolta dei frutti è scalare e si effettua verso la metà di giugno mese in cui il hanno la buccia di colore rosso intenso.

Parassiti e malattie del biricoccolo o susincocco
A differenza delle altre Rosacee, nespolo, albicocco e pesco, come il Biancospino ha un’elevata resistenza alle malattie fungine e a quelle batteriche.
Raramente viene attaccata dalle cocciniglie ma teme gli afidi solo se la primavera è troppo piovosa.
Cure e trattamenti
Il biricoccolo non necessita di cure particolari ma di tanto in tanto si consiglia di liberare i suoi piedi dalle erbe infestanti. I trattamenti antiparassitari vanno praticati solo in caso di necessità anche con nebulizzazioni della chioma con l’antiparassitario all’ortica o con quello all’aglio entrambi naturali ma molto efficaci nella lotta agli afidi.
Varietà
Tra le varietà di biricoccolo ricordiamo quelle più diffuse e coltivate per la loro elevata rusticità:
- il biricoccolo Gigante: coltivato nel bolognese (Budrio) produce frutti molto grandi e più succosi delle albicocche
- il biricoccolo Vesuviano: coltivato nell’area vesuviana produce frutti più piccoli ma gradevolmente aromatici al palato.
Usi
I frutti del biricoccolo si consumano freschi oppure sotto forma di sciroppo, gelatine o marmellate inoltre sono ottimi anche nella grappa o sottospirito.
La presenza di fibre, di flavonoidi e l’alto contenuto di vitamina C rende questi frutti alleati preziosi per la nostra salute: contrastano la stitichezza e l’invecchiamento precoce delle cellule; favoriscono la circolazione periferica.
Il legno duro e resistente anticamente veniva impiegato per la produzione di piccoli oggetti decorativi oggi invece il legno vecchio viene utilizzato come combustibile.
Curiosità
Il biricoccolo ha origini molto antiche infatti la sua coltivazione veniva praticata già nel 1700 in Emilia, Lombardia e Veneto. Le prime notizie storiche di questo albero da frutto non esistente allo stato selvatico sono riportate nel catalogo dei frati Certosini.
Gli altri nomi comuni di questa Rosacea rustica e dimenticata sono: plumcot, pruna cresammola, albicocco nero, albicocco del Papa e albicocco violetto.