Prugnolo selvatico – Prunus spinosa


Prunus spinosa-Prugnolo

Il prugnolo è un’antica pianta selvatica oggi coltivata come siepe di recinzione nei parchi, nei giardini pubblici e privati, nell’orto, nel frutteto non solo per la produzione di ottimi frutti ricchi di molteplici proprietà benefiche ma soprattutto per la sua resistenza alle avversità e allo smog.

Prugnolo selvatico


Caratteristiche Prugnolo- Prunus spinosa

Il prugnolo selvatico, Prunus spinosa,  è una pianta rustica della famiglia delle Rosaceae diffusa in Africa Settentrionale, Asia, Europa e nelle zone incolte collinari e boschive di quasi tutte le regioni italiane.

Il prugnolo è un arbusto caduco e longevo caratterizzato da una lenta crescita che col tempo  superare anche i 3 metri di altezza.

L’apparato radicale è robusto e profondo, i rami variamente contorti e spinosi sono ricoperti da una corteccia di colore marrone-grigiastra. La chioma è espansa o piramidale a seconda del tipo di allevamento.

Prugnolo-foglie

Le foglie, che compaiono dopo i fiori, sono ovate, con margini leggermente dentati. La pagina superiore delle foglie è glabra e di colore verde scuro mentre quella inferiore più chiara è pelosa lungo le nervature.

Prugnolo-foglie-frutti

In autunno le foglie prima di cadere, come quelle dell’azzeruolo, assumono un un intenso colore giallo-brunastro.

Prugnolo-fiori

I fiori, gradevolmente profumati di miele, hanno la corolla composta da con 5-6 petali lobati di colore bianco candido e, durante il periodo della fioritura, ricoprono come un manto di nuvole tutti i rami.

I frutti sono piccole bacche o drupe tondeggianti  con buccia di colore blu-viola in piena  maturazione che generalmente si completa  in autunno.

Prugnole

La buccia delle prugnole come le altre varietà di prugne sono ricoperte da un patina detta pruina.

La polpa succosa e dal sapore dolce-acidulo avvolge un unico seme centrale di forma oblunga.

I frutti del prugnolo sono anche fonte di cibo per gli animali selvatici come uccelli e selvaggina.

Prugnolo-fioritura

Fioritura del prugnolo

Il prugnolo selvatico è uno dei primi alberi da frutto che annuncia la primavera con la sua precoce fioritura di fine febbraio che si prolunga talvolta fino ad aprile inoltrato.

Prugnolo-coltivazione

Coltivazione prugnolo

Esposizione

E’ una pianta che anche se si sviluppa abbastanza bene anche in luoghi semiombrosi per fiorire copiosamente e dare frutti in abbondanza necessita di luoghi soleggiati. E’ una pianta rustica che non teme le temperature rigide dell’inverno ed è resistente al caldo.

Terreno

Si adatta in qualunque tipo di terreno da quelli calcarei a quelli argillosi purchè ben drenati.

Annaffiature

Il prugnolo è un arbusto resistente alla siccità e anche si accontenta delle acque piovane è bene irrigarlo periodicamente soprattutto durante la fioritura e la produzione dei frutti.

Concimazione

In fatto di concimazioni questo arbusto è poco esigente ma per stimolare la produzione delle branche fiorifere è consigliabile, in autunno, somministrare ai suoi piedi  dello stallatico ben maturo o del concime granulare a lento rilascio bilanciato nei macroelementi e con una buona percentuale di microelementi utili alla crescita armoniosa della parte vegetale.

Concime-granulare

Moltiplicazione del prugnolo

Il prugnolo selvatico si riproduce per seme ma molto più facilmente mediante talea oppure per divisione dei polloni basali.

Propagazione per talea o per polloni

La propagazione agamica per talea o tramite i polloni si effettua durante il periodo di riposo vegetativo della pianta, in autunno o ad inizio della primavera.

Le talee, prelevate con cesoie ben affilate e disinfettate, si mettono a radicare in contenitori vanno messe a radicare in vasi o cassette contenenti un miscuglio di terriccio misto a sabbia. A radicazione avvenuta, le nuove piante si lasciano irrobustire in vasi singoli per almeno 2 anni prima della messa a dimora definitiva.

Impianto o messa a dimora

L’impianto si effettua generalmente in autunno. Le buche destinate ad accogliere le piantine di prugnolo  devono essere larghe e profonde il doppio del pane di terra che avvolge le radici. Il sesto d’impianto consigliato è di 1-1,5 m tra le piante e 2-2,5 m tra le file. Per un corretto sviluppo delle piante si consiglia di sostenerle con tutori.

Potatura

Generalmente si potano solo i rami secchi o spezzati e quelli infettati. Si interviene quando si vuole conferire un’armonia di forma alla chioma o per contenere la crescita delle piante.

Prugnole-raccolta

Raccolta e conservazione delle prugnole

I frutti si raccolgono in autunno per poi poterli consumare essiccati o congelati. Per poter essere mangiati freschi i frutti vanno raccolti verso la fine di gennaio in quanto  è con il gelo che si addolciscono perdendo il sapore allampante tipico dei Cachi acerbi.

Prugnolo-malattie

Parassiti e malattie del prugnolo

Anche se si tratta di una pianta rustica abbastanza resistente ai comuni parassiti animali talvolta, se il clima è troppo umido, viene attaccata dagli afidi o dalla cocciniglia.

Tra le malattie batteriche è sensibile al colpo di fuoco batterico che necrotizza rami, fiori e frutti.

I disseccamenti rameali per necrosi del tessuto legnoso, la perdita dei fiori e di frutti sono amputabili invece a funghi patogeni come il Corineo o la Monilia delle Drupaceae.

Cure e trattamenti

Trattare le piante di prugnolo con prodotti chimici specifici o antiparassitari biologici come il macerato di ortica. In primavera, prima o dopo la fase di fioritura si consiglia un trattamento a base di rame contro le malattie crittogame. Nel caso di attacchi di cocciniglie si può intervenire con olio bianco trattando su tronco e rami, durante l’inverno in via preventiva.

I rami infettati vanno potati drasticamente e bruciati al momento stesso.

Prugnolo-Prunus spinosa

Usi

Le prugnole si possono mangiare fresche, cotti o sotto forma di sciroppo di marmellate e gelatine. I piccoli frutti del prugnolo vengono anche utilizzati per la preparazione di un ottimo liquore conosciuto come prugnolino.

Il consumo dei frutti freschi o essiccati è consigliato nei casi di inappetenza per stimolare l’aumento dell’appetito nei casi di inappetenza e nelle convalescenze in quanto sono ottimi integratori naturali energizzanti e rivitalizzanti.

In campo fitoterapico, i frutti del prugnolo vengono sfruttati come diuretici depurativi e lassativi naturali.

Gli infusi preparati con le foglie del prugnolo sono ottimi rimedi omeopatici per la cura del raffreddore e del mal di gola mentre le tisane di fiori sono utili in caso di stitichezza e di ritenzione idrica.

I frutti del prugnolo vengono utilizzati in campo cosmetico e farmacologico per la preparazione creme di bellezza e pomate per la cura di acne, dermatiti, ferite e lievi ustioni e micosi ed infezioni batteriche.

Sempre dai frutti viene estratto un olio vegetale idratante che massaggiato sulla pelle la rigenera, la rende morbida ed elastica. L’uso di questo olio è raccomandato anche in gravidanza per prevenire la formazione delle smagliature.

Il legno del prugnolo duro e resistente è ottimo come combustibile.

Prugnole-usi

Curiosità

L’utilizzo dei frutti, ad esempio, non deve comprendere i noccioli, che contengono acido cianidrico, sostanza tossica molto potente. Esso è presente in più ridotte misure anche nei rami e nelle radici, che per questo non vanno utilizzati.

I fiori del prugnolo selvatico sono commestibili e possono essere usati crudi nelle insalate miste oppure per preparare risotti o minestroni.

La corteccia della pianta era utilizzata in passato per colorare di rosso la lana, le foglie essiccate e tostate venivano usate come il tè.

Nel linguaggio delle piante e dei il prugnolo simboleggia l’indipendenza, il candore e il rinnovamento.

Nel gergo volgare il prugnolo è conosciuto anche come strozzapreti o prugnolo spinoso.

Avvertenze: i noccioli delle prugnole come le mandorle amare, contengono acido cianidrico una sostanza tossica presente in quantità minore anche nelle radici e nei rami.

Galleria foto Prugnolo

LauraB
  • Redattore specializzato in Casa e Giardinaggio
  • Scrittore e Blogger
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