Corineo sintomi e cure
Che cos’è il Corineo? Quale piante attacca? Quali danni provoca? Come e quando combatterlo o prevenirlo?

Che cos’è il Corineo
Il Corineo è una malattia fungina nota anche con il nome di vaiolatura che colpisce le drupacee come pesco, albicocco, susino, ciliegio e mandorlo producendo essudati resinosi ed appiccicosi sul tronco e sui rami delle piante colpite. Il termine è dettato dalle particolari macchie che si creano sulle foglie, il che rende anche più semplice riconoscere la malattia.

Sintomi da infestazione da Corineo
Le foglie colpite presentano tacche circolari di 1.2 mm di colore rosso- viola con alone giallino che col tempo diventa poi rossastro.

Le tacche circolari si distaccano dalle foglie lasciando dei fori, la cosiddetta “impallinatura“.

I frutti più piccoli presentano dei crateri, butteratura, quelli maturi invece piccole macchie rossastre dalle quali fuoriescono secrezioni gommose.

I rami colpiti da questa malattia fungina manifestano delle lesioni più o meno profonde dalle quali esce una sostanza gommosa simile alla resina.
Periodo d’infezione
La malattia si manifesta quasi sempre in primavera ma se il clima è eccessivamente umido o troppo siccitoso gli attacchi si manifestano anche in estate.
Danni provocati dal corineo
Le foglie colpite rallentano la fotosintesi seccano e man mano la pianta perde vigore fino a morire. I frutti gravemente infetti non sono più commestibili.

Come prevenire le infestazioni del Corineo
A scopo preventivo si trattano le Drupacee con sali rameici due volte l’anno: in autunno quando la pianta si spoglia delle foglie e in primavera quando le gemme incominciano ad ingrossarsi.

Trattamenti e cure
Se le piante attaccate dal corineo mostrano una lieve infezione bisogna effettuare solo dei trattamenti anticrittogamici con lo ziram.
Se, invece, l’attacco è grave le Drupacee vanno trattate con la Dodina un fungicida organico che oltre a controllare il corineo è efficace anche sulla ticchiolatura, sulla monilia e sulla bolla del pesco.
Evitare i ristagni idrici e le potature drastiche; limitare le concimazioni azotate; potare e bruciare i rami infetti.
Avvertenze: quando si effettuano i trattamenti anticrittogamici non mescolare mai fra loro i principi attivi.
Trattamenti naturali
E’ possibile utilizzare una serie di rimedi assolutamente naturali e che possiamo preparare comodamente da soli in casa. Vediamo le soluzioni migliori.
- Macerati o decotti di equiseto, meglio nota come coda cavallina: trattasi di una pianta che cresce spontanea, in particolare in zone umide, il cui effetto è di rinforzare le piante su cui viene applicata sulla vegetazione trattata. La sua preparazione può essere comodamente fatta da soli.
- Corroboranti, come prodotti a base di propoli, zeolite, lecitina di soia, la cui funzione è di potenziare le difese naturali delle piante.
Trattamenti con il rame
Nel caso di agricoltura biologica, una maniera tempestiva d’intervento è impiegare il rame, la cui funzione di copertura consente di agire direttamente sul fungo ove presente, senza però penetrare all’interno o diffondersi in altre parti della pianta.
