Salice del deserto – Chilopsis linearis

Laura Bennet
  • Dott. in scienze biologiche

Chilopsis-linearis-Salice del deserto

Il Salice del deserto, Chilopsis Linearis, è una pianta ornamentale da esterno di facile coltivazione, apprezzata per la spettacolare fioritura, la resistenza alla siccità e ai parassiti.

Caratteristiche generali della Chilopsis Linearis – Salice del deserto

Il Salice del deserto, nome scientifico Chilopsis Linearis, è una pianta perenne da fiore della famiglia delle Bignoniaceae, diffusa negli Stati Uniti e nel Messico, dove cresce spontanea come albero o arbusto alto circa 8 metri. Alle nostre latitudini, la Chilopsis linearis è coltivata come ornamentale per i suoi fiori grandi e vistosi e per la tolleranza ai climi caldi, freddi e secchi.

La Chilopsis Linearis è una pianta longeva a sviluppo arbustivo o ad albero con una radice robusta e profonda che la tiene ancorata saldamente al suolo anche in caso di forti venti.

Il tronco ha portamento contorto, spesso inclinato, con rami sottili e pendenti. La corteccia è molto sottile, liscia e di colore brunastro. La chioma, per lo più espansa e con un diametro superiore ai 130 cm, ha un fogliame deciduo molto decorativo.

Le foglie, come quelle dell’Oleandro, hanno forma ellittica-lanceolata. La lamina fogliare è  coriacea, lucida e di colore verde verde chiaro con apice più scuro; è lanceolata con margine intero ed è lunga  10-18 cm e larga da 2 a 4 cm.

I fiori, molto appariscenti  e profumati, sbocciano in gruppi o solitari sugli apici dei rami dell’anno.  La corolla del fiore è una specie di campana con labbra, formata da petali sfrangiati di colore bianco, rosa, talvolta viola, con evidenti sfumature più scure e macchie gialle o bianche verso la gola. I fiori sono ricchi di nettare ed attirano molti insetti impollinatori e, nelle regioni d’origine, vengono visitati anche dai colibrì.

Chilopsis-fiore

I frutti sono grandi baccelli penduli, appuntiti che racchiudono numerosi piccoli semi che liberano sul suolo quando raggiungono la maturazione. I baccelli persistono sui rami anche dopo la caduta delle foglie.

baccelli

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I semi sono dischi bilobati piatti, scuri e molto fertili. Possono essere raccolti dai baccelli maturi e utilizzati per la semina.

Fioritura

La Chilopsis linearis fiorisce dalla primavera inoltrata fino all’inizio dell’autunno, solitamente da   inizia a maggio fino a tutto settembre.

Coltivazione del  Salice del deserto – Chilopsis linearis

La Chilopsis linearis è coltivata per i suoi fiori grandi e vistosi e per la tolleranza ai climi caldi e secchi.

Esposizione

E’ una pianta rustica che cresce rapida e veloce anche a mezz’ombra ma per produrre una rigogliosa fioritura necessita di un’esposizione in luoghi particolarmente soleggiati. Ama il caldo ma sopravvive senza problemi  anche alle basse temperature invernali fino a -12 ° C , anche se perde le foglie.

Terreno

Il terreno deve essere molto ben drenato e deve essere sabbioso e leggero.
Preferisce terreno sabbioso o granitico decomposto con umidità. PH del suolo: 6,0 – 9,0
Acqua regolarmente durante l’estate, ma tenendo conto che sono resistenti alla siccità. È meglio aspettare che il terreno si asciughi prima di annaffiarlo di nuovo.

Annaffiature

La pianta di Chilopsis già sviluppata e vigorosa coltivata in piena terra si accontenta delle acque piovane, tuttavia va annaffiata nei periodi di prolungata siccità ma solo se il terreno è completamente asciutto. La pianta ancora giovane necessita invece di regolari apporti idrici nel periodo primavera – estate.

Concimazione

In primavera, per favorire il risveglio vegetativo il terreno di coltivazione va arricchito con un concime minerale ricco di azoto (N). Successivamente fino all’autunno va somministrato un fertilizzante specifico per piante da fiore a più alto tenore di potassio (K) e fosforo (P), liquido e diluito nell’acqua delle annaffiature oppure granulare a lenta rilascio.

Chilopsis: coltivazione in vaso

Questa pianta rustica e longeva anche se rallenta la crescita e produce fiori più piccoli, può essere coltivata in vaso per abbellire ingressi, balconi, terrazzi e cortili e preferibilmente in luoghi particolarmente soleggiati. Il vaso deve essere largo e profondo, drenato sul fondo con uno strato di argilla o ghiaia e  riempito con un terriccio universale mescolato con sabbia. Va annaffiata con regolarità nei mesi estivi e sporadicamente in inverno per evitare la sofferenza dell’apparato radicale a causa dei ristagni idrici. Va potata a fine inverno e concimata regolarmente durante tutto il periodo di vegetazione

Rinvaso

La Chilopsis allevata in vaso anche se raggiunge dimensioni più contenute va comunque rinvasata ogni anno al fine di favorire il regolare sviluppo in profondità del suo robusto apparato radicale. Il nuovo vaso deve avere un diametro di qualche centimetro più grande e soprattutto deve essere più alto. Va cambiato il terriccio e per un buon drenaggio va posto sul fondo del vaso uno strato di ghiaia grossolana o argilla espansa. Quando non è più possibile effettuare il rinvaso basta sostituire il terreno superficiale (3-5 cm) con altrettanto nuovo e ricco di sostanza organica.

Chilopsis-fioritura

Moltiplicazione della Chilopsis

La riproduzione avviene per seme in primavera, per via agamica mediante talea semilegnosa in estate e per talea legnosa in tardo autunno.

Semina

I semi della Chilopsis hanno un’elevata capacita di germinazione quindi non necessitano di alcun trattamento.
La semina si effettua in primavera mettendo a germinare i semi in un substrato misto, tenuto sempre umido e a temperatura di 20° C, fino alla comparsa delle piantine che, solitamente, spuntano dal terreno dopo circa 2-3 settimane. Le giovani piante vanno fatte irrobustire e, quando raggiungono un’altezza di 25-45 cm, si piantano in piena terra. Fioriscono in primavera e possono farlo fin dal primo anno di vita.

Propagazione per talea

Le talee prelevate in estate o in autunno vanno messe a radicare in un cassone contenente un composto umido costituito da sabbia e torba in parti uguali. A radicazione avvenuta le piante così ottenute vanno trasferite singolarmente in vaso e allevate in serra fredda fino al momento della messa a dimora definitiva.

Impianto o messa a dimora

Le piante vanno messe a dimora quando le temperature notturne sono miti, nel terreno ben lavorato mescolato con sabbia per renderlo più leggero e per favorire il drenaggio. Dopo l’impianto si compatta ben bene il terreno fino al colletto della pianta e si bagna abbondantemente il terreno per favorire l’adattamento dell’apparato radicale nella nuova dimora. Successivamente si  apporta acqua solo quando il terreno è completamente asciutto.

Abbinamenti

Le piante di Chilopsis linearis possono essere accostate ad altre piante ornamentali resistenti alla siccità come: Palma della California, arbusti di Encelia farinosa o di lavanda del deserto. .

Potatura

Dopo la fioritura vanno asportati i fiori appassiti. Per dare armonia di forma alla chioma, a fine inverno si recidono i rami secchi, quelli troppo vecchi per favorire l’emissione di quelli fioriferi; si diradano quelli più interni per favorire l’arieggiamento e il soleggiamento.

Parassiti e malattie del Salice del deserto – Chilopsis linearis

E’ una pianta che raramente viene attaccata dai comuni parassiti animali e tra le malattie fungine soffre particolarmente il marciume delle radici e talvolta anche il mal bianco o oidio che si manifesta con depositi polverosi biancastri a carico delle foglie.

Cure e trattamenti

La Chilopsis linearis è una pianta che richiede una scarsa manutenzione soprattutto se già adulta e quando va in riposo vegetativo. Nella fase giovanile, per farla crescere ad alberello, va sostenuta con un tutore, vita di annaffiare eccessivamente la pianta intorno o di bagnare le foglie e ripulisci tessuto vegetale, detriti o erbacce alla pianta
Per evitare il marciume radicale è sufficiente evitare i ristagni idrici nel terreno e nel sottovaso. Per contrastare l’oidio invece  è bene evitare di bagnare le foglie.
I trattamenti antiparassitari vanno praticati solo in caso di necessità spruzzando sulle piante, ogni due settimane, prodotti naturali che rispettano l’ambiente e gli insetti impollinatori come  l’antiparassitario all’ortica, all’aglio, a base di piretro o una soluzione composta da 375 ml di acqua, 1 cucchiaio di bicarbonato di sodio e 2  cucchiai di olio per l’orticoltura.

Varietà di Chilopsis

Esistono in commercio anche cultivar ibride come la Chilopsis ‘Rio Salado’.

Chilopsis-linearis-Rio salado

Chilopsis linearis Rio Salado

La Chilopsis linearis “Rio Salado”), o salice del deserto “Rio Salado” è un albero o arbusto a crescita rapida con foglie decidue, piccole e verdi. Dall’inizio dell’estate fino al tardo autunno, produce grandi fiori rosso bordeaux  viola scuro a forma di tromba. Va coltivata al sole o a mezz’ombra nel terreno ben drenato. E’ resistente alla siccità, ai parassiti e, una volta stabilizzata richiede poche cure. E’ un ibrido sterile che non produce semi, quindi nuovi esemplari si possono ottenere riprodotto per via vegetativa mediante talea. E’ ideale per bordure e aiuole. E’ Bellissima e di grande impatto visivo a se piantata da sola o in gruppi.

Usi

Le piante di Chilopsis vengono utilizzate come ornamentali da fiore, in gruppi, come esemplari singoli, come frangivento o in vasi per terrazze, patii e cortili. Sono ideali per i giardini costieri,  per stabilizzare i suoli franosi e adatte per le alberature stradali e come arredo urbano.

Nei paesi di origine alcune parti della pianta sono state utilizzate nella medicina tradizionale per trattare le candidosi, il piede d’atleta, le ferite e anche la tosse.

Il legno, elastico e flessibile, veniva usato per realizzare cesti, attrezzi da lavoro e per fare archi.

Nome inglese

Ls Chilopsis linearis in Inghilterra viene chiamata Desert Willow in riferimento alla sua somiglianza con il salice,  alla resistenza alla siccità e al suo habitat naturale.

La Chilopsis è una pianta velenosa?

Non è una pianta tossica per l’uomo e gli animali domestici.

Curiosità

Il nome generico Chilopsis allude alla forma dei fiori e deriva dalle parole greche cheilos, che significa “labbro” e opsis che significa “simile” .

La Chilopsis in Italia viene comunemente chiamata anche Chitalpa.

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