Rosa di Natale – Elleboro coltivazione

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La Rosa di Natale il cui nome scientifico è Helleborus niger, è una pianta erbacea perenne nota anche Elleboro nero, Erba rocca o fiore di Sant’Agnese, coltivata a scopo ornamentale nei giardini d’inverno per i suoi fiori delicati ed eleganti.

Caratteristiche della rosa di Natale

La Rosa di Natale, Elleboro, è una pianta della famiglia Ranunculaceae originaria delle zone mediterranee diffusa alla stato rustico nei sottoboschi europei, asiatici ed italiani.

Si tratta di una pianta erbacea rustica e perenne alta circa 20-30 cm provvista di una radice rizomatosa profonda e robusta di colore nero che genera folti ed eleganti cespugli erbacei molto decorativi.


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Le foglie coriacee con forma oblunga, lungo picciolo e margini seghettati sono di colore verde scuro.

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I fiori grandi e bellissimi sono di candido colore bianco e di altre tonalità di colore che vanno dal rosa al verde a seconda della varietà.

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La corolla è molto decorativa ed è composta da 5 grandi petali leggermente orlati che fanno da corona a vistosi stami di colore giallo intenso. I fiori sono molto persistenti e con il passare dei giorni virano al verde assumendo una consistenza quasi cartacea.

I frutti sono capsule sferiche contenenti numerosi e piccoli semi scuri.

Fioritura

La Rosa di Natale fiorisce in inverno, tra dicembre-marzo, secondo il clima. Guida alla fioritura dell’elleboro.

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Coltivazione Elleboro o Rosa di Natale

Esposizione

L’Elleboro, non teme il freddo ed è una pianta perenne di facile coltivazione nei giardini, in vaso, nelle fioriere sul terrazzo, purché posizionata in zone non troppo soleggiate e riparate dai venti. Nei mesi di gran gelo la parte aerea può anche disseccare per poi rispuntare forte e vigorosa l’anno successivo.


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Terreno

E’ una pianta che predilige terreno soffice, torboso e ben drenato. Per la coltivazione in vaso, bisogna scegliere dei contenitori ampi e profondi per favorire lo sviluppo delle radici che tendono ad espandersi sia il lunghezza sia in larghezza.

Innaffiature

Va annaffiata 1-2 volte a settimana durante la ripresa vegetativa ma solo quando il terreno è completamente asciutto. Le innaffiature vanno sospese durante il periodo di riposo vegetativo in quanto le radici mal sopportano i ristagni idrici o il terreno costantemente umido.

Concimazione

Va concimata durante il periodo primaverile, ogni 20 giorni, con concime liquido per piante da fiori diluito nell’acqua delle innaffiature. In alternativa si possono effettuare concimazioni trimestrali somministrando alla base della pianta un concime granulare a lento rilascio bilanciato in macronutrienti e arricchito anche di micronutrienti indispensabili per la crescita e la produzione dei fiori.


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Moltiplicazione Rosa di Natale

La moltiplicazione dell’ Elleboro avviene generalmente per autosemina cioè le specie si riproducono da sole.

Moltiplicazione per seme

La riproduzione mediante la semina va fatta in agosto stratificando i semi su un substrato specifico mantenuto umido fino a germinazione avvenuta, circa 7-8 mesi.  Le nuove piantine di Elleboro vanno fatte irrobustire poi potranno essere diradate e trasferite in vaso oppure in piena terra nelle aiuole del giardino.

Propagazione per divisone dei cespi

La riproduzione dell’Elleboro o Rosa di Natale di solito viene praticata anche agamicamente attraverso la divisione dei rizomi, tra l’autunno e l’inverno, intervenendo su piante ben sviluppate e vigorose.

Dopo aver estratto le piante dal terreno con molta delicatezza, si puliscono le radici e poi  utilizzando un coltello ben affilato e disinfettato si dividono quelle più sviluppate in più porzioni portanti almeno una radice secondaria sana e robusta.

Le porzioni divise si ripiantano al momento stesso direttamente a dimora in terreno soffice e fertile oppure in vasi singoli ed allevate con le stesse cure destinate alla pianta madre.

Impianto o messa a dimora della Rosa di Natale o Elleboro

La messa a dimora dell’Elleboro generalmente si effettua in primavera o a fine estate, tra maggio e settembre nelle zone con clima temperato. Nelle regioni caratterizzate da inverni molto rigidi si aspetta la tarda primavera per evitare che le gelate tardive possano compromettere la crescita della pianta. La buca destinata ad accogliere la pianta va lavorata a fondo, il terreno va arricchito con stallatico ben maturo e le dimensioni devono essere il doppio del volume del vaso. Nel mettere a dimora la Rosa di Natale è necessario allentare le radici eccessivamente intricate nella zolla di terra per eliminare l’effetto vaso e poi interrare la pianta fino al colletto colmando gli spazi vuoti con altro terreno fresco e fertile che va compresso leggermente con le mani e infine annaffiato. Per ottenere aiuole molto decorative le piante di elleboro vanno distanziate tra loro a 30 -40 cm l’una dall’altra e  magari alternandole con  con specie diverse ma che che richiedono le stesse cure, come: bucaneve, viola, hemerocallis, ciclamino nano, narciso, mughetto, ecc.

Potatura

La Rosa di Natale non si pota ma per tenerla in buona salute in buona salute vanno eliminate le foglie secche che marcendo potrebbero diventare veicolo di pericolose malattie fungine. Si recidono man mano i fiori che appassiscono.

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Malattie e parassiti Elleboro

La Rosa di Natale teme l’attacco di malattie fungine favorite dal clima caldo – umido come ad esempio il mal bianco o oidio che si manifesta con depositi polverosi bianchi a carico delle foglie e il temuto marciume radicale che insorge sempre quando il terreno non è ben drenato.

Cure e trattamenti

In inverno bisogna proteggere la radice dal gelo effettuando coprendo il terreno con una pacciamatura di paglia o foglie secche.

I trattamenti fungini o antiparassitari vanno praticati solo in caso di necessità utilizzando prodotti specifici possibilmente biologici.

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Usi

I fiori della Rosa di Natale sono molto persistenti e vengono anche utilizzati come fiori recisi  per abbellire le case e per creare fantastiche composizioni natalizie e anche centrotavola portafortuna.

L’Elleboro è velenoso?

La rosa di Natale è tossica per la presenza in tutte le sue parti di elleboreina una sostanza allucinogena e tossica per ingestione e se ne sconsiglia la manipolazione a mani nude per maggior sicurezza.

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Cose da sapere sull’Elleboro

E’ una pianta velenosa se ingerita in dosi non adeguate ed è quindi sconsigliato l’uso anche se ha proprietà curative.

Ad esempio la polvere ricavata dalle radici è un purgante estremo ed ha anche proprietà narcotiche, emetiche e curative degli edemi.

Elleboro e linguaggio dei fiori

La rosa di Natale o elleboro assume il significato di cambiamento o anche di liberazione da uno stato d’animo, sia esso dolore o angoscia.

Curiosità

Un’antica leggenda attribuisce la nascita del fiore di Elleboro alle lacrime di una pastorella. Costei era molto povera e non avendo la possibilità di portare un dono a Gesù bambino appena nato, scoppiò in un pianto disperato. I suoi singhiozzi arrivarono ad un angelo che si commosse tanto da far sbocciare un bellissimo fiore di Elleboro dalle sue lacrime. La pastorella felice lo recise e lo regalò al Bambinello.

La Rosa di Natale è chiamata anche Rosa d’inverno.

Galleria foto della Rosa di Natale o Elleboro

Laura Bennet
  • Laureata in scienze biologiche
  • Insegnante di ruolo
  • Autore specializzato in Botanica, Biologia e Cucina
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