Le uova biologiche fanno davvero bene all’ambiente? Uno studio ribalta le certezze
Uno studio britannico svela il paradosso delle uova biologiche, che fanno bene agli animali, ma fanno male al pianeta. La scelta di uova da galline allevate all’aperto, infatti, favorisce standard più elevati di benessere animale, ma non implica necessariamente una minore impronta ambientale: ecco perchè.
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Quando si parla di biologico e naturale in ambito alimentare, viene spontaneo pensare che i prodotti che si fregiano di questi aggettivi siano anche la scelta migliore per l’ambiente, ma un recente studio inglese ha dimostrato che non è così, almeno per quanto riguarda le uova. Gli esperti, infatti, rivelano una verità sconcertante: le uova biologiche fanno male al clima e causano emissioni di CO2 quasi doppie rispetto a quelle prodotte da galline in gabbia.
Ecco il perchè di questa evidenza, e cosa propongono gli esperti per ovviare al problema senza mettere in gioco il benessere degli animali che, si sa, negli allevamenti in gabbia non è affatto elevato, al contrario di quanto avviene in quelli all’aperto.
Uova biologiche e clima

Un team internazionale composto da ricercatori di Oxford e dell’Università di Padova ha pubblicato su Royal Society Open Science uno studio intitolato Il costo ambientale delle politiche guidate dal benessere animale nella produzione di uova nel Regno Unito. L’articolo ha fatto subito scalpore, perchè sostiene e rivela una verità a dir poco sconcertante:
L’adozione di un modello di allevamento biologico all’aperto nel Regno Unito potrebbe portare a emissioni di gas serra equivalenti a 2.361.000 tonnellate di CO2. Se invece le galline ovaiole fossero tenute in gabbia le tonnellate di CO2 equivalente emessa sarebbero 1.184.000: quasi la metà.
La motivazione è presto data: la differenza è riconducibile al fatto che i modelli di allevamento biologico all’aperto richiedono un numero maggiore di galline per produrre la stessa quantità di uova, dato che gli animali allevati in gabbia tendono ad essere più efficienti e a produrre più uova. Inoltre:
- gli allevamenti biologici hanno effetti peggiori in termini di eutrofizzazione e acidificazione delle acque e di utilizzo del suolo;
- la mortalità delle galline è risultata più elevata negli allevamenti all’aperto rispetto a quelle che vivono in gabbia.
Il rovescio della medaglia

A questo punto, è bene fare alcune considerazione e guardare anche ai limiti della ricerca, che sottolinea Marco Bindi, professore di Agroclimatologia all’Università di Firenze:
Un animale che vive in uno spazio confinato è certamente più efficiente dal punto di vista produttivo: si muove poco e tutto ciò che ingerisce va a finire nelle uova. L’efficienza riguarda anche le terapie e le disinfestazioni a cui vengono sottoposti i capi. Lo studio si concentra più sulla quantità che sulla qualità, sia la qualità di vita delle galline che la qualità delle uova ottenute. E’ vero che servono più galline libere per fare lo stesso numero di uova di un allevamento in gabbia, ma forse sono uova migliori dal punto di vista proteico, e allora se ne possono mangiare di meno.
I consumatori, quindi, dovrebbero essere consapevoli che scegliere uova da allevamenti all’aperto favorisce standard più elevati di benessere animale, ma non implica necessariamente una minore impronta ambientale. Gli stessi autori dello studio riconoscono che la transizione verso sistemi senza gabbie rappresenta un passo importante per il benessere animale, ma un impatto maggiore per l’ambiente. La sfida, quindi, consiste nello sviluppare sistemi produttivi in grado di garantire contemporaneamente elevati standard di benessere animale, un uso efficiente delle risorse e una riduzione degli impatti ambientali: ci arriveremo mai?