Rabarbaro coltivazione


Rabarbaro-palmatum

Il rabarbaro cinese, Rheum officinale (o Rheum palmatum), è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Polygonaceae originaria della Cina e del Tibet largamente diffusa anche in Europa.

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Caratteristiche generali del Rabarbaro

La pianta presenta un apparato radicale di tipo rizomatoso molto sviluppato che può sopravvivere anche più di 20 anni.

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Le foglie, di grandi dimensioni, sono in gran parte riunite a formare una rosetta basale intorno  lunghi steli cilindrici e carnosi alti anche 2 metri. Il  lembo fogliare è variabile da ovato-cordato a reniforme, semplice o palmato-lobato. Il margine è intero o dentato, più o meno ondulato.

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I fiori bisessuali, sono riuniti in infiorescenze a pannocchie terminali. Ogni singolo fiore presenta un perigonio composto da sei tepali di colore bianco o giallastro.

I frutti sono noci trigone con spigoli prolungati in un’ala membranosa.

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Coltivazione del Rabarbaro

Esposizione: anche se cresce bene in luoghi semiombreggiati il rabarbaro preferisce quelli luminosi e soleggiati.

Terreno: ama i terreni freschi, ricchi di sostanza organica, ben drenati e con valori di pH variabili da 6 a 8.

Annaffiature: regolari e costanti per mantenere il terreno costantemente umido ma non inzuppato d’acqua.

Concimazione: in autunno somministrare alla base delle piante del letame maturo o dello stallatico pellettato.  In primavera fornire un buon concime ricco di azoto per favorire la formazione dei tessuti vegetali.

Concime-pellettato

Moltiplicazione Rabarbaro

La pianta si propaga per seme in primavera, per divisione dei rizomi o dei cespi in autunno.

La semina del rabarbaro si effettua in semenzaio alla fine dell’inverno ai primi di marzo. I semi  si stratificano su un terriccio specifico che va mantenuto umido fino alla comparsa delle nuove piantine. Dopo circa 2 mesi, tra aprile e maggio, le piante di rabarbaro possono in vasi singoli  oppure direttamente all’aperto nell’orto. le piante ottenute in questo modo produrranno a partire dal secondo anno.

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La divisione dei cespi va fatta prelevando porzioni periferiche della pianta madre che vanno messe in vaso e allevate in esso almeno per un anno.

Si ricorda che ogni pezzo o porzione di rizoma abbia almeno una gemma. Questa operazione può esser fatta a inizio primavera o prima dell’inverno ed ha il vantaggio che la raccolta delle coste può essere fin da subito.

Rabarbaro-pianta

Impianto delle piante di rabarbaro

Per l’impianto sono da preferire le piante di un anno d’età in modo che a partire dal secondo anno è possibile effettuare il primo raccolto. Le piante vanno impiantate ad una distanza di 80 -100 cm lungo la fila e a 1 metro tra le file.

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La messa a dimora si effettua a novembre-dicembre nelle zone a inverno mite o a febbraio-marzo nelle regioni fredde.

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Raccolta del Rabarbaro

La raccolta delle foglie o dei gambi va fatta al secondo anno d’impianto dalla tarda primavera fino alla fine dell’estate mentre in  autunno si raccoglie il rizoma.

I gambi del rabarbaro saranno pronti per la raccolta quando raggiungeranno uno spessore compreso fra 1,5 e 2,5 cm. Dovrebbero essere piuttosto sodi e colorati di un rosa scuro.In estate la raccolte delle coste va sospesa per evitare che il caldo possa danneggiare l’apparato radicale che resta esposto ai cocenti raggi del sole.  In inverno si effettua l’ultimo raccolta lasciando sulla pianta di Rabarbaro almeno tre foglie.

Per la raccolta del rabarbaro si recidono le coste a livello del terreno anche perchè le foglie come è noto sono ricche di acido ossalico e pertanto tossiche.

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Potatura del Rabarbaro

Per poter fiorire il rabarbaro come tutte le altre piante spende gran parte della sue riserve energetiche a discapito della produzione di coste e foglie, per questo si consiglia di tagliare lo scapo floreale appena si forma. I fiori vanno fatti sviluppare se si desidera raccogliere i semi per la produrre nuove piante o si vuole coltivare il rabarbaro a scopo ornamentale. .

Conservazione del rabarbaro

Il rabarbaro va consumato possibilmente appena colto ma l’eccedenza può essere conservata in frigorifero per 3 settimane e per mesi nel congelatore. I gambi privati dalle foglie e divisi in pezzi più piccoli vanno messi in sacchetti per alimenti o in contenitori con tappo.

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Parassiti e malattie del Rabarbaro

Il rabarbaro è una pianta rustica abbastanza resistente alle malattie fungine ma teme il marciume delle radici causato da un cattivo drenaggio del terreno e l’attacco degli afidi.

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Cure e trattamenti

In estate vanno asportati le infiorescenze in quanto la fioritura e la fruttificazione sottraggono energie alla pianta a discapito dell’ingrossamento dei rizomi.

Periodicamente bisogna liberare le piante di rabarbaro dalle erbe infestanti che oltre a soffocarle  impoveriscono il terreno da preziosi elementi nutritivi.

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Usi del rabarbaro

Le coste del rabarbaro vengono utilizzate in cucina per la produzione di liquori e marmellate, insalate fresche miste, minestroni con patate e legumi e perfino dolci ed aromatiche crostate con crema di yogurt. L’industria dolciaria impiega il rabarbaro per aromatizzare le caramelle  ed alcuni tipi di biscotti secchi. Il rabarbaro non va mai consumato crudo ma sempre cotto al forno, o ollito Per stufare il rabarbaro, togli le foglie e buttale, taglia i gambi in pezzetti da 2-3 cm e falli cuocere in acqua sufficiente a coprirli. Questa cottura non richiede molto tempo, perciò dai sempre un’occhiata.

In cosmesi le varie parti della pianta vengono impiegate per la preparazione di prodotti di bellezza. In erboristeria le radici o rizomi del rabarbaro vengono usati per le loro proprietà medicamentose e curative per preparare infusi, tisane e decotti efficaci nel regolarizzare l’appetito, in caso di stipsi, dismenorrea ed  amenorrea.

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Calorie del Rabarbaro

Il rabarbaro è anche un ortaggio dietetico, infatti 100 grammi apportano solo 29 Calorie. ed i seguenti valori nutrizionali: 0,2 g di grassi, 288 mg di Potassio, 4 mg di Sodio, 0,9 g di Proteine.

Curiosità

Il rabarbaro è considerato da moltissimo tempo un antiparassitario naturale efficace ed utile contro alcuni comuni parassiti animali che nell’orto fanno strage di cavoli, verze, di Kale, altre varietà di Brassicacee e non solo. Secondo gli esperti dell’agricoltura biologica basta interrare vicino agli ortaggi dei pezzetti di rabarbaro per tenerli a bada.

Le lumache e le limacce si riparano all’ombra delle foglie del rabarbaro ed escono a mangiare gli altri ortaggi al tramonto del sole.

Anticamente le donne erano solite servire ai propri mariti la torta al rabarbaro per aiutarli a mantenersi fedeli.

Il rabarbaro è velenoso?

I gambi del rabarbaro sono commestibili, mentre le foglie sono velenose e tossiche se consumate crude o cotte, per la presenza di acido ossalico, una tossina utilizzata in campo industriale come anti-ruggine.

Galleria foto Rabarbaro



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