Mandragora autunnale – Mandragora autumnalis


Mandragora



Caratteristiche Mandragora

Il genere Mandragora comprende piante erbacee rustiche della famiglia delle Solanaceae diffuse in tutte le zone del Mediterraneo caratterizzate da un clima mite.

La pianta chiamata comunemente mandragola o erba uomo si trova diffusa allo stato spontaneo nell’Africa del Nord, in Medio Oriente, in Europa. In Italia cresce nei campi incolti lungo nelle zone collinari e gli aridi sentieri di montagna esposte al sole.

La mandragora è pianta erbacea di piccole dimensioni dotata di una resistente e robusta radice a fittone di colore scuro che, subito sotto il livello del terreno si biforca assumendo la forma caratteristica del copro umano.

La parte aerea della pianta alta non più di 10 cm è formata da grandi foglie ovali-lanceolate, con apice appuntito disposte a formare una larga rosetta che si sviluppa a livello del terreno.

La pagina fogliare è coriacea, reticolata e ruvida ed è percorsa da una spessa nervatura centrale bianco-verdastra. Il margine è ondulato e tutta la foglia compreso il breve picciolo sono ricoperti da una fitta ma corta peluria.

Mandragora-foglie-fiori

Le foglie più interne e giovani sono di colore verde chiaro mentre quelle esterne e più mature sono di colore colore verde scuro.

Mandragora-fiori

I fiori blu o bianchi sono campanule lunghe poco più di 2 cm, con corolla gamopetala che nella parte terminale si suddivide in 5 lobi triangolari con margini lievemente ondulati. I fiori compaiono al centro della rosetta di foglie riuniti in gruppi di 5 a 60. Dal centro del fiore sporgono 5 vistosi stami bilobati di colore giallo paglierino ed un lungo stilo lattescente.

Mandragora-frutti

frutti sono bacche tondeggianti uguali a quelle del Solanum capsicastrum, che da verdi quando sono immature virano al colore giallo-rossastro a maturazione fino a diventare nerastre quando seccano. Le bacche maturano in estate e come tutte le altre parti della mandragora emanano un odore sgradevole quasi fetido. Il frutto viene chiamato anche mela del diavolo per la sua elevata tossicità.

I semi racchiusi all’interno delle bacche sono numerosi, piccoli, reniformi e dotati capaci germinare anche se in tempi molto lunghi.

Singolare è il modo di comportarsi della Mandragora autumnalis rispetto alle stagioni. In estate la pianta scompare dal terreno andando in letargo e diventando ipogea, ma sotto lo strato della terra è perfettamente viva. In una calma e paziente attesa delle lunghe ombre autunnali rispunta in autunno dando spettacolo di sé nella stagione fredda!

Fioritura: la mandragora fiorisce in primavera e in autunno. Il suo comportamento rispetto alle stagioni è davvero singolare. In estate la pianta si rende invisibile, perde le foglie ed entra in riposo vegetativo. In autunno ricompare forte e rigogliosa  emettendo nuove foglie e nuovi fiori.

צומח

Coltivazione Mandragora

Si tratta di una pianta magica che con opportuni accorgimenti si presta facilmente ad essere coltivata in piena terra ed in vaso. La coltivazione in vaso è sconsigliata perchè lo sviluppo eccessivo della radice circa 150 cm, richiederebbe vasi grandi e molto profondi.

Coltivazione in piena terra

La mandragora, magica, antropomorfa e nello stesso tempo velenosa per ingestione, viene comunque coltivata in piena terra come pianta ornamentale perenne e come buon auspicio.

Esposizione: ama il luoghi luminosi e soleggiati anche se si sviluppa in maniera rigogliosa anche in quelli parzialmente ombreggiati. Non soffre il caldo e non teme il freddo ma mal sopporta le gelate notturne.

Terreno: predilige terreni calcarei ben drenati. Il substrato di coltivazione adatto deve essere profondo, fertile e ben drenato per consentire il corretto sviluppo della radice che come è noto è lunga circa 150 cm. Non tollera il terreno umido o ghiaioso.

Annaffiature: anche se è una pianta rustica che si accontenta delle acque piovane  va comunque regolarmente annaffiata durante l’estate e soprattutto nei periodi di prolungata siccità. Un ridotto o scarso apporto di acqua ostacola la ripresa vegetativa della pianta.

Concimazione: la mandragora non ha particolari esigenze nutritive ma al momento dell’impianto un apporto di stallatico maturo sicuramente favorirà l’accrescimento e la fioritura.

Moltiplicazione Mandragora

La pianta in natura si riproduce spontaneamente per seme.

La semina si effettua in autunno stratificando i semi in un  vaso contenete un substrato specifico fine e leggero, che va mantenuto umido fino alla comparsa dei germogli. I tempi di germinazione sono piuttosto lunghi (mesi) ma in compenso le giovani piantine potranno essere messe a dimora definitiva senza alcun problema in quanto sono molto resistenti al trapianto.

Potatura Mandragora

Per evitare diffusione di malattie fungine si recidono le foglie secche e quelle rovinate dalle lumache.

lumache

Parassiti e malattie della Mandragora

La mandragora è una pianta rustica resistente ai comuni parassiti animali come afidi e cocciniglie ma soffre il marciume delle radici a causa dei ristagni idrici nel terreno. Tra gli animali terricoli è appetita dalle lumache che in breve tempo erodono la rosetta di foglie fino a lasciare a nudo il corto caule.

Cure e trattamenti

La mandragora non necessita di particolari cure e per difenderla dall’attacco delle lumache basta cospargere intorno al suo colletto della comune cenere di camino e allontanare manualmente quelle si rendono visibili.

Tossicità della Mandragora

Si tratta di una pianta tossica che contiene potenti alcaloidi e pertanto non va coltivata nei luoghi frequentati da bambini piccoli che per semplice curiosità potrebbero essere invogliati ad ingoiare le bacche colorate. L’ingestione potrebbe far aumentare le pulsazioni cardiache, produrre effetti di eccitazione psicomotoria e psichica, allucinazioni, manifestazioni di riso convulso e stati deliranti.

Usi in medicina

Pur essendo possedendo velenosa la mandragora viene ancora oggi utilizzata nella medicina tradizionale come blando anestetico. La medicina omeopatica, con le droghe estratte dalla radice ed opportunamente dosate, cura le malattie dell’apparato respiratorio, l’epilessia, la depressione, l’insonnia e l’incontinenza urinaria.

mandragora-radice

Curiosità

Anticamente la radice della Mandragora, considerata magica per la sua caratteristica forma antropomorfa, veniva custodita avvolta in un panno rosso in un luogo nascosto per poi essere utilizzata per vari scopi quali: proteggere la salute del possessore, vincere e gettare il malocchio, avere o togliere fortuna e ricchezza, favorire la fertilità, stimolare l’amore, vincere le calamità e la morte.

Secondo antiche leggende, gli incauti che estirpavano la pianta dal proprio terreno cadevano in disgrazia ed erano maledetti a vita. In molti casi il veleno che fuoriusciva con l’eradicazione portava alla pazzia e alla morte.

Sempre nel passato la mandragora veniva usata come pianta allucinogena ed afrodisiaca. Inoltre era sfruttata da streghe come ingrediente principale di diverse pozioni magiche e per riti wodoo.

Gli antichi Greci chiamavano la radice di Mandragola anthropomorphon per il suo aspetto antropomorfo che assume biforcandosi e ramificandosi ed erano capaci addirittura di poterne distinguere il sesso: mandragora maschio con radice bianca, grossa e carnosa e mandragora femmina con radice più piccola e nerastra.

La mandragora è una pianta antichissima, viene citata infatti nella Bibbia nel libro della Genesi: Rachele richiese a Lia la radice di mandragora per ottenere la fecondità.

Per la sua particolare forma questa pianta, è chiamata con nomi diversi: mela del Diavolo, Vecchietto barbuto, Vecchia signora e semi-homo.

Galleria foto Mandragora

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