Luppolo – Humulus lupulus


Luppolo-Lupulus

Il luppolo è una pianta rampicante che oltre ai ben noti usi commerciali per la produzione della birra viene coltivata anche a scopo ornamentale per abbellire pergolati e gazebi.


Caratteristiche del Luppolo

Il luppolo, Humulus lupulus, è una pianta  della famiglia delle Cannabaceae, diffuso allo stato selvatico in molte regioni italiane, isole comprese. E’ facile trovarlo in pianura, lungo i sentieri collinari e montani, lungo le rive dei fiumi o dei torrenti, ai margini del bosco ed coltivato ovunque a scopi commerciali per la produzione della birra.

Il luppolo è una pianta perenne caducifoglia (dura circa 25 anni) provvista di una apparato radicale di tipo rizomatoso molto robusto e profondo composto da numerose radici avventizie molto sviluppate che contribuiscono ad ancorarla saldamente al terreno.

La parte aerea del luppolo è formata da sottili fusti rampicanti verdi e cilindrici che, negli esemplari adulti, superano anche i 10 metri di lunghezza. I fusti detti anche vitigni allungandosi tendono a avvolgersi su se stessi formando intrecci naturali come accade per l’Araujia.

Luppolo-foglie

Le foglie simili a quelli della vite vinifera, sono cuoriformi, picciolate, opposte, e divise in 3-5 lobi con margini dentellati. La pagina superiore  di colore verde intenso è ricoperta da una fitta e corta peluria ed è ruvida al tatto mentre quella inferiore è leggermente più chiara e se stropicciata rilascia una sostanza cerosa simile alla resina delle conifere.

Luppolo-fiori

I fiori riuniti in particolari infiorescenze pendule a pannocchie, sono giallo-verdognoli e gradevolmente profumati. Poichè  il luppolo è una pianta dioica, i fiori femmina e maschio sono portati da piante a sessi separati e si riconoscono facilmente.

Luppolo-fiori-maschili

Nelle piante maschili i fiori compaiono all’apice dei rami riuniti in pannocchie più piccole e sono composti da 5 tepali e 5 stami.

Luppolo-infiorescenze-femminili

Nelle piante femminili i fiori o meglio i coni compaiono a due a due all’ascella di brattee simili a piccole foglie che nell’insieme formano la caratteristica infiorescenza  a cono ricca di ghiandole resinose secernenti la lupina o luppolina una sostanza polverosa giallastra dal sapore aromatico- amaragnola che insieme ad latri oli essenziali è responsabile del caratteristico gusto della birra.

I frutti sono acheni di colore grigio-verde situati alla base delle infiorescenze e sono rivestiti da brattee secernenti una sostanza resinosa di colore giallo.

Fioritura: il luppolo fiorisce in estate tra Agosto e Settembre a seconda delle zone climatiche. La fecondazione è anemofila.

Lupppolo-coltivazione

Coltivazione del Luppolo

Esposizione: per dare una fioritura abbondante e copiosa necessita di luoghi luminosi e soleggiati per molte ore al giorno.  E’ resistente alle temperature rigide dell’inverno fino ai -30° C. Il clima siccitoso ne compromette la fioritura.

Terreno: il luppolo predilige terreni fertili, ricchi di sostanza organica e ben lavorati con valori di pH ottimali compresi tra 6 a 7,5.

Annaffiature: regolari in primavera e in estate soprattutto nelle prime fasi della crescita delle piante giovani messe a dimora definitiva.

Concimazione: il luppolo si concima in primavera-estate con fertilizzanti ternari: ricchi in azoto (N)in primavera; fosforo (P) e potassio  (K) in autunno e primavera in dosi variabili. In fase di impianto e ogni 5 anni è ottimale per la vigoria delle piante un apporto di stallatico maturo.

Moltiplicazione del Luppolo

La pianta  si propaga facilmente mediante talea di polloni basali.

In primavera con attrezzi adatti ben affilati e disinfettati si staccano talee di polloni portanti una porzione del rizoma provvista di radici ben sviluppate. Le talee prelevate vanno messe al momento stesso a dimora definitiva. Nelle zone caratterizzate da un clima più rigido e le gelate primaverili non sono del tutto scongiurate le talee di rizomi possono essere messe a radicare in vasi singoli e solo verso Maggio potranno essere trapiantati con tutto il pane  che avvolge le radici in piena terra.

Luppolo-impianto

Impianto

Le piante di Luppolo si mettono a dimora in primavera in buche ben lavorate, profonde e larghe circa 30 cm. Il terreno va compattato ben bene e va mantenuto umido fino all’avvenuta radicazione o alla comparsa dei nuovi germogli. In un sesto d’impianto, seguito, i germogli di luppolo vanno accompagnati su sostegni metallici, in genere due fusti ad ogni filo, ed altri due germogli di “riserva” sono lasciati liberi a terra.

Le piante di luppolo vanno disposte  a distanza regolare di circa 80 cm sulle file e circa 3 metri tra le file. Le piante vanno poi annaffiate tutti i giorni per almeno 2 settimane.

Luppolo-potatura

Potatura

La pianta va potata dopo ogni raccolta recidendo a livello del terreno tutti i rami spogli. Nella primavera successiva il rizoma ricaccerà nuovi getti che, in breve tempo, raggiungeranno una lunghezza di 3-4 metri. Le piante più giovani dopo il primo  anno di vita vanno potate a 30 centimetri di altezza e rincalzate con nuovo terriccio fresco e fertile.

Luppolo-frutti-maturi

Raccolta

La raccolta dei coni del luppolo si effettua nel mese di Settembre e dura circa 20 giorni.

Luppolo-fiori-raccolti

Quando i coni maturi appaiono cartacei, di colore verde chiaro tendente al giallo ed asciutti al tatto si staccano dai rami con tutto il peduncolo che nel frattempo avrà preso un bel colore bronzato.

Luppolo-conservazione

 Conservazione

Dopo la raccolta i coni del luppolo vengono essiccati ad una temperatura di 50-60 gradi (anche nel forno). Una volta essiccati i coni vanno poi compressi in sacchetti di alluminio o in barattoli di vetro e conservati in un luogo buio e freddo. La fuoriuscita dell’aria per compressione impedisce l’ossidazione de coni e l’alterazione delle loro caratteristiche organolettiche. La compressione va fatta delicatamente per evitare di rompere le ghiandole interne. Generalmente le infiorescenze vengono commercializzate trasformate in pellets.

Luppolo-parassiti-malattie

Parassiti e malattie del luppolo

Si tratta di una pianta sensibile ai comuni parassiti animali quale afidi e ragnetto rosso che succhiando la linfa delle foglie le fanno diventare gialle o rossastre e allo stesso tempo tempo fanno seccare i coni.

Tra le malattie fungine teme:

  • il marciume delle radici se il terreno di coltivazione non è ben drenato;
  • la Ruggine del grano, un fungo sporigeno che attacca la parte aerea del luppolo causando gravi danni. Le piante colpite si sviluppano meno, si rachitizzano e in caso di forte infestazione possono anche morire.

Cure

Le piante di luppolo allevate in vaso o nel frutteto necessitano di un sostegno per potersi arrampicare. Non tollerano le erbe infestanti e pertanto sarchiature e scerbature dovranno essere effettuate on una certa frequenza periodicamente per mantenere libero il terreno.

Per la difesa dai parassiti si procede effettuando trattamenti fitosanitari prima dei 40-50 giorni dalla raccolta, in conformità a quanto previsto dalla vigente legislazione. In alternativa utilizzare  antagonisti come le coccinelle insetti ghiotti di questi insetti.

Luppolo-usi

Usi

Il luppolo viene usato soprattutto a scopi commerciali nella produzione della birra per i suoi componenti aromatici ed amaragnoli.  Il sapore aromatico-amaro e la chiarificazione della birra dipendono dalla qualità e dalla quantità di luppolo che tra l’altro ne prolunga la conservazione in quanto agisce anche come potente antibatterico. L’uso del luppolo inoltre aiuta aiuta nella tenuta della schiuma.

In cucina i getti apicali o germogli della pianta di luppolo coltivato e di quello selvatico vengono utilizzati in cucina come gli asparagi per la preparazione di frittate, minestre, risotti o semplicemente all’insalata o saltati in padella. Si raccolgono i getti teneri lunghi 20 cm di pianta, si fanno lessare per 5-10 minuti e poi si consumano a piacere. Sono ottimi, sempre lessi, anche solo con olio, sale e limone.

In fitoterapia tisane di coni di luppolo vengono consigliati per curare la dispepsia, stati di tensione, ipereccitabilità, insonnia di origine nervosa e anche per stimolare l’appetito. Per il contenuto di fitoestrogeno il luppolo è indicato anche per contrastare l’insorgenza dell’osteoporosi, attenuare i disturbi della menopausa e per la cura dell’acne.

In farmacologia gli estratti dei coni del luppolo vengono utilizzati per la preparazione di creme e pomate utili ad alleviare il prurito di varia natura.

Commestibilità e Velenosità

Se si raccolgono i getti apicali ad uso culinario è ben non confondere quelli del luppolo con i rami fioriferi di altre piante simili molto tossiche come l’Ornithogalum o Latte di gallina.

Luppolo-rami

Curiosità

La pianta del era già conosciuta ed utilizzata nella preistoria ma la sua prima coltivazione ha avuto inizio solo durante il IX secolo d.C. in Germania. In Italia venne introdotta per la prima volta nel 1847 da Gaetano Pasqui di Forlì, il primo agronomo a produrre la birra artigianale e che in seguito la promosse anche a scopo commerciale istituendo anche la prima fabbrica.

I getti apicali della pianta di luppolo selvatico hanno un nome diverso a seconda della regione: luventìn in Piemonte, aspargina in Lombardia, löertis A Brescia e a Bergamo, urtis a Lodi, luartis a Mantova e Cremona, luperi in Umbria, viticedda nel Cilento ecc.

Il nome scientifico latino del luppolo, Humulus lupulus, deriva dalla parola humus, che significa terra umida, fertile e da Lupulus o Lupus che significa lupo.

Calorie

100 grammi di luppolo apportano solo 15 calorie.

Galleria foto Luppolo

LauraB
  • Redattore specializzato in Casa e Giardinaggio
  • Scrittore e Blogger
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