Cardo mariano coltivazione

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Il  cardo mariano è una pianta rustica molto antica apprezzata sia per le sue proprietà benefiche sia come pianta ornamentale tanto da essere coltivata anche come pianta orticola.

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Caratteristiche generali del Cardo mariano

Il Cardo Mariano, Silybum marianum, è una pianta erbacea biennale della famiglia delle Asteraceae simile al carciofo diffusa in tutta l’area mediterranea.

La parte ipogea della pianta è composta da una robusta radice fittonante.

La parte aerea, alta mediamente 1, 5 metri, presenta uno stelo verde, eretto e ramificato, ricoperto da grandi foglie lobate con margini dentati e spinosi.


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Sulle foglie di colore verde intenso spiccano numerose nervature bianche che secondo alcune leggende sono gocce di latte colate dal seno della Madonna mentre allattava Gesù bambino.

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Nel mese di luglio al centro di un involucro formato da numerose squame fogliari, compaiono vistosi fiori tubulosi di colore rosa, porpora o viola, contenenti piccoli semi, acheni appiattiti e lisci di colore nero.

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I semi sono oblunghi e di colore grigio scuro. In estate, quando i semi, alati e leggeri, raggiungono la maturazione, possono essere raccolti per scuotimento dei capolini, conservati per la semina nella primavera successiva.

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Coltivazione del Cardo mariano

Esposizione

E’ una pianta che predilige i luoghi soleggiati per molte ore al giorno.

Terreno

Cresce bene geta in qualsiasi tipo di terreno ma si sviluppa meglio in quello compatto, profondo, ricco di sostanza organica, fresco. Non tollera il terreno a pH acido.

Annaffiature

Le piante coltivate in piena terra anche se generalmente si accontentano delle piogge vanno irrigate  regolarmente nei mesi estivi. I cardi allevati in vaso vanno annaffiati ogni 20 giorni o solo quando il terreno è completamente asciutto.

Concimazione

Il cardo mariano è una pianta che generalmente non necessita di fertilizzanti, ma per ottenere fiori e frutti nell’anno successivo è consigliabile effettuare durante il periodo primaverile una prima concimazione abbondante in azoto (N)) prima dell’impianto e una con una seconda nel mese di luglio. Come concime si può usare humus di lombrico, pellets di stallatico o letame ben maturo..


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Moltiplicazione del Cardo

La pianta si riproduce facilmente per seme in primavera.

Semina

I semi del cardo mariano vanno messi a germinare in semenzaio caldo contenente un miscuglio di terriccio composto da 1/3 di terreno comune, 1/3 di sabbia e 1/3 sabbia e torba. Le buche destinate ad accogliere i semi devono essere profonde almeno 5 cm.

Dopo la semina il terriccio va compresso e va mantenuto umido fino alla comparsa dei primi germogli che una volta irrobustiti e facili da maneggiare potranno essere impiantati a dimora definitiva.

La semina direttamente a dimora nel terreno si può effettuare a gennaio nelle regioni meridionali e tra aprile – maggio in quelle con clima rigido. ; in semenzaio riscaldato si può anticipare anche in gennaio, cosa che al Sud avviene anche in pieno campo. I semi germinano dopo 10-30 giorni.

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Impianto del Cardo mariano

A fine maggio, le nuove piantine di Cardo mariano vanno trapiantate in piena terra a distanza di 1 metro tra le file e 60 cm sulla fila. Per la coltivazione in vaso è consigliabile l’utilizzo di contenitori di grandi dimensioni in modo da poter piantare più piante ma a distanza più ravvicinata.

Consociazioni o abbinamenti

Il cardo coltivato nell’orto come il carciofo può essere abbinato a colture arboree da frutto o con specie orticole: cipolle, carote, spinacio, insalata, ravanello, ecc.

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Raccolta del Cardo mariano

Tutte le parti della pianta sono commestibili e ricche di proprietà benefiche. Le foglie  vanno raccolte tra maggio-giugno o in autunno; i semi tra luglio-agosto per scuotimento dei capolini essiccati; le radici quando la pianta entra in riposo vegetativo.

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Conservazione del Cardo mariano

Le foglie, i semi e le radici tagliate a pezzetti, si fanno essiccare e in un luogo ben arieggiato e poi si conservano in sacchetti di carta o in barattoli di vetro in un luogo buio e asciutto.

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Parassiti e malattie del Cardo mariano

Teme il marciume radicale ma non viene attaccato dai comuni parassiti animali.

Cure e trattamenti

Non sopporta i diserbanti chimici pertanto le erbe infestanti vanno eliminate manualmente.

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Usi del Cardo mariano

Le foglie più tenere private delle spine possono essere consumate crude all’insalata, cotte e gratinate con le acciughe..

Le foglie essiccate trovano invece largo impiego nella  preparazione di infusi e decotti depurativi in casi di intossicazione del fegato, cirrosi e altre malattie croniche del fegato relative all’abuso di alcool.

Curiosità

Il nome comune Cardo mariano fa riferimento ad una tradizione cristiana. Stando ad antiche credenze popolari cristiane le striature bianche presenti sulle foglie della pianta, sono gocce di latte  che la vergine Maria in fuga dall’Egitto, avrebbe perso durante l’allattamento proprio in una vegetazione di cardi.

Galleria foto Cardo mariano

Laura Bennet
  • Laureata in scienze biologiche
  • Insegnante di ruolo
  • Autore specializzato in Botanica, Biologia e Cucina
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