Cardo proprietà

Scopriamo qualche informazione utile sul cardo: una pianta antica e dalle proprietà benefiche che forse non tutti conoscono. Consigli su semina, cura e coltivazione, qualche spunto culinario e alcune curiosità sul cardo mariano.

cardo-01

Il Cardo, nome scientifico Sylibum marianum, è una pianta spontanea caratteristica di tutto il bacino mediterraneo. In Italia è facile trovarla, sia al nord che al sud: ogni regione ha il suo modo di chiamare questo ortaggio, i più famosi sono Carduccio, Cynara o Cardoncello, senza confonderlo con il fungo omonimo. Il cardo era conosciuto già nell’antichità, amato e coltivato per le sue proprietà benefiche per la salute.

I suoi utilizzi sono svariati, sia in farmacologia che in gastronomia e ci sono tante curiosità da sapere su questa specie vegetale. In questo articolo scopriremo come coltivarlo, come prenderci cura delle piante e quando procedere a semina, raccolta o concimazione. Dedicheremo, inoltre, un paragrafo alle curiosità sulle sue origini e la sua diffusione.

cardo-02

1. Cardo: introduzione

cardo-03

Il cardo cresce e si sviluppa in maniera spontanea assieme ad altri arbusti tipici della macchia mediterranea. Il fusto può raggiungere il metro e mezzo di altezza e le foglie si presentano lobate con striature bianche. I fiori, visibili intorno a giugno/luglio hanno un caratteristico colore rosa violaceo. Somiglia molto al carciofo, infatti fa parte della stessa famiglia di piante: come quest’ultimo viene ampiamente sfruttato per varie applicazioni ed usi.

Tutte le parti di questa pianta sono commestibili: radici, steli e foglie, a seconda del periodo dell’anno, possono essere raccolti e consumati. Abbiamo detto che è una pianta spontanea molto facile da trovare in natura: ci sono alcune accortezze da usare nel caso in cui si decida di seminarla e coltivarla in giardino o, perché no, in vaso sul terrazzo.

2. Seminare il cardo

cardo-04

Se volete provare a seminare il vostro cardo ecco qualche consiglio:

  • utilizzare un semenzario caldo
  • scegliere un terreno di semina composto da :1/3 di torba, 1/3 di terriccio comune e 1/3 di sabbia
  • i semini vanno posizionati a una profondità di circa 5 cm
  • una volta impiantati, compattare il terreno e bagnarlo

I semi vengono prodotti dal fiore: sono alati e aerei, di colore grigio scuro. Possono essere raccolti in estate quando sono ben maturi e pronti per essere conservati per la semina della primavera successiva. Le piantine germoglieranno dopo circa 20/30 giorni e, una volta che avranno raggiunto un’altezza adeguata, potranno essere spostate. Quando si semina in terreno aperto, va lasciato un metro di spazio fra una pianta e l’altra.

3. Cura e concimazione

cardo-05

Questa pianta non richiede grosse cure. Per quanto riguarda la concimazione, il terreno può essere fertilizzato con un prodotto a base di azoto per aiutarne la rigenerazione: sconsigliati concimi chimici. Ha la fortuna di non essere attaccata in maniera aggressiva dai parassiti, quindi con la giusta accortezza la vostra pianta di cardo non avrà grossi problemi. Molto amato dagli insetti impollinatori, offrirete un’opportunità di nutrimento molto gradita per le api: ovviamente non sono nocive per la pianta ne per i semi. In caso di piante infestanti nel vaso, procedete alla rimozione manuale senza ricorrere a sostanze aggressive.

Potrebbe interessarti Cardo pallottola – Echinops

4. Stagionalità

cardo-06

Il cardo va seminato da febbraio ad aprile, riservandosi il mese quasi primaverile nel caso in cui si abiti in una zona dal clima più rigido. Dopo circa 50/60 giorni le piantine possono essere travasate: ricordate di non annaffiare troppo il terreno, questa pianta non ama l’umidità e troppa rischia di portare alla marcescenza delle radici.

Durante il primo anno di vita, vanno riservate le giuste cure alla pianta: esposizione solare generosa ma adeguata, irrigazione moderata senza esagerare e rimozione manuale delle erbacce circostanti. Durante il secondo anno, il cardo sviluppa vegetazione e fiori adulti: le foglie si raccolgono da maggio fino all’autunno, i semi fra luglio e agosto a maturazione e scuotendo leggermente il fusto. Le radici, infine, possono essere raccolte quando la pianta va in riposo vegetativo.

5. Proprietà nutritive e uso in campo farmacologico

cardo-07

Questa pianta veniva apprezzata già secoli fà, perché da tempo l’uomo conosce e sfrutta le sue qualità e proprietà benefiche. Era una delle piante coltivate nella celebre Scuola Medica Salernitana: le sue parti venivano fatte essiccare per ottenere tisane, decotti e sostanze emollienti per trattare le patologie legate al fegato. Oggi esistono numerosi prodotti farmacologici a base di estratto di cardo: ricordiamo il cosiddetto latte di cardo, alla base di specifici integratori alimentari. Ha molte proprietà benefiche: antinfiammatorio per il fegato, disintossicante, favorisce la sintesi proteica e aumenta il metabolismo delle cellule epatiche. Un vero toccasana tutto naturale.

6. Ricette in cucina con il cardo

cardo-08

Essendo una pianta spontanea e facile da reperire, esistono molte ricette della tradizione contadina a base di cardo. A seconda delle regioni d’Italia e delle varie specie di cardo, abbiamo piante consumate crude, cotte, stufate o essiccate per decotti e tisane. Per una bevanda tonificante e lenitiva, ottima per fegato e digestione, mettere i semini  in infusione, in acqua bollente, per una quindicina di minuti. Per qualche ricetta segnaliamo che il cardo perfetto da consumare crudo è quello del Monferrato; altre preparazioni lo vedono fritto o gratinato, utilizzando gambi e foglie più tenere. Va tenuto presente che il suo sapore ricorda quello del carciofo, ed è un po’ tendente all’amarognolo.

7. Qualche curiosità sul cardo

Cirsium altissimum

Il cardo è avvolto da credenze popolari e miti, e molte sono lo curiosità su questa pianta:

  • Da oltre 500 anni, il fiore del cardo è simbolo della Scozia e delle Highland, di cui impreziosisce le vedute e gli scenari naturali;
  • pare che questo fiore fosse il preferito niente di meno che di William Shakespear;
  • viene chiamato spesso cardo mariano: si narra che le striature bianche sulle foglie siano gocce di latte della Vergine Maria, versate mentre allattava Gesù bambino durante la loro fuga in Egitto;
  • Nell’antichità le sue foglie e le radici, una volta essiccate, venivano adoperate per creare infusi dalle proprietà rinvigorenti: qualcuno pensava si trattasse di filtri quasi magici capaci di aiutare, fra l’altro, anche la fertilità maschile e femminile.

Cardo, pianta e proprietà: immagini e foto

Una piante dalle mille proprietà, facile da coltivare e di cui prendersi cura: sperimentate la coltivazione del cardo mariano e scoprite tutte le sue speciali virtù.