Papaccelle in agrodolce
Preparazione delle papaccelle fritte in agrodolce
Acquistate delle papaccelle rosse e sode oppure utilizzate quelle coltivate in vaso o nel vostro orto. Per prima cosa mettete sul piano dal lavoro tutti gli ingredienti: papaccelle, pinoli, zucchero aceto, olio extravergine e il sale.
Fate rinvenire l’uva passa in un po’ di acqua tiepida.
Lavate le papaccelle in acqua fredda.
Asciugatele con un canovaccio pulito.
Eliminate il picciolo, tagliatele a metà e poi togliete i semi ed eventuali filamenti bianchi.
Tagliate le papaccelle a fette non troppo sottili, circa mezzo cm.
Versate l’olio in una padella con fondo antiaderente, mettetela sul fuoco a fiamma moderata.
Cottura papaccelle in agrodolce
Aggiungete le fette di papaccelle, i pinoli e salatele con il sale fino. Mescolate con un cucchiaio di legno.
Fatele friggere fino a quando saranno cotte. Le papaccelle dovranno cuocere ma non diventare mollicce. Il tempo di cottura circa 15 -20 minuti, va controllato perchè dipende dalla loro carnosità. Mescolate di tanto in tanto.
A cottura ultimata, aggiungete un po’ di aceto bianco o rosso e fatelo evaporare.
Spegnete il fuoco, aggiungete lo zucchero semolato e l’uva sultanina ammollata e strizzata. Mescolate delicatamente e lasciate riposare.
Controllate che l’agrodolce sia equilibrato.
A questo punto togliete le papaccelle dalla padella e adagiatele su un piatto da portata o su un vassoio.
Servite in tavola come contorno a salsicce, carne di maiale, al baccalà all’insalata o fritto o come sfizioso antipasto semplicemente su fette di pane tostato, anche casereccio.
Consigli
Volendo potete utilizzare anche le papaccelle sott’aceto e procedere poi allo stesso modo ovviamente senza aggiungere aceto.
A cottura ultimata potete arricchire le papaccelle con olive nere di Gaeta o quelle verdi.
Potete preparare le papaccelle anche il giorno prima, saranno ancora più saporite.
Volendo potete sostituire l’aceto di vino con l’aceto di mele.
Curiosità
Le papaccelle sono particolari tipi di peperoni corti e polposi riconosciuti come prodotti agroalimentari tipici della Campania soprattutto delle zone del Napoletano dove vengono chiamate semplicemente Pupacchielle.
Come il classico peperone, la Pupacchiella o Papaccella, appartiene alla famiglia delle Solanacee.
Le piante di poco più piccole di quelle dei peperoni si possono coltivare nell’orto e facilmente anche in vaso e raccolte in piena maturazione da luglio ad ottobre.
La Papaccella ha un sapore dolce ed è molto versatile in cucina: può essere usata fresca nelle insalate, fritta o meglio ancora le papaccelle ripiene, imbottite di pane, olive verdi e nere, capperi e acciughe, fritte o cotte al forno.
Le papaccelle sott’aceto o le papaccelle sott’olio da gustare da Natale in poi nella tipica e tradizionale insalata di rinforzo della tavola della vigilia.
Oppure per accompagnare la carne di maiale fritta e gli arrosti di carne o di pesce e il baccalà all’insalata.
Le pupacchielle fritte sono ottime anche con la pasta o con le patate.
Nell’Italia centrale, la papaccella o peperone chiochiera o ancora chiacchiera, viene utilizzata fresca o ripiena di carne o tonno, e poi stufata in olio.
Il nome di questo gustoso ortaggio presente sulla nostra tavola, fresco o conservato, deriva dal latino volgare: pipiricella, paparicella, paparcella papaccella.













