Peyote – Lophophora williamsii

Lophophora williamsii-Peyote

Il Peyote, nome botanico, Lophophora williamsii, è un cactus di piccole dimensioni molto ricercato dai cactofili, apprezzato da coloro che non hanno il pollice verde perchè come tante altre piante succulente è di facile coltivazione.

Caratteristiche generali della Lophophora williamsii

La Lophophora williamsii conosciuta comunemente col nome di Peyote, è una pianta succulenta della famiglia delle Cactaceae originaria delle zone desertiche del Centro America. E’ diffusa allo stato spontaneo nei terreni rocciosi del Messico e del Sud del Texas, ad altitudini comprese fra i 100 e i 1900 metri.

La Lophophora williamsii pur avendo un corpo di piccole dimensioni è provvista di una robusta radice a fittone molto lunga. Nel primo anno di vita la pianta giovane cresce solitaria generando un corpo globoso verde-glauco o verde-grigiastro di circa 15 cm di diametro con parte centrale leggermente convessa.


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Dal terzo anno di vita in poi invece il Peyote, si allarga formando densi gruppi di corpi ravvicinati. Ciascun corpo è generalmente suddiviso da 8 costole poco marcate ma con areole sparse e ben visibili.

Le areole delle piante adulte hanno ciuffi di peli eretti, biancastri, giallastri o grigiastri mentre quelle delle piante molto giovani portano solo piccole spine acuminate.

I fiori, spuntano dal centro della massa lanosa, sono imbutiformi con corolla larga alcuni centimetri formata da petali ligulati rosa tenue, talvolta gialli o bianchi che contornano stami  con antere gialle ricche di polline.

I frutti sono bacche claviformi di color marrone chiaro, contenenti all’interno piccolissimi semi.

I semi sono ovoidi, neri, germinabili ma tossici perchè ricchi di mescalina, una sostanza   allucinogena.

Fioritura

Il Peyote fiorisce tra Marzo e Settembre.

Peyote–cactus

Coltivazione del Peyote – Lophophora williamsii

Esposizione

Questo piccolo cactus, molto raro e apprezzato per la mancanza di spine, va coltivato in un luogo luminoso, arieggiato e al riparo dei raggi cocenti del sole delle ore più calde dei mesi estivi. In estate il Peyote coltivato in vaso va portato all’esterno, all’ombra diffusa da altre piante e riportato in serra o in casa non appena le minime invernali sono inferiori ai 10° C.

Terreno

Come per le altre piante grasse il terreno ottimale per la coltivazione del Peyote è un miscuglio composto da 1/3  di torba, 1/3 terzo di pomice 1/3 di lava o argilla espansa.

Annaffiature

La pianta va annaffiata con moderazione dalla primavera all’autunno, da marzo ad ottobre, periodo che coincide con la piena attività vegetativa. Si interviene una volta a settimana o ogni 10 giorni anche a seconda del clima, lasciando però asciugare completamente il terreno tra un’innaffiatura e l’altra. In inverno, il Peyote entra in dormienza, quindi le annaffiature vanno sospese del tutto anche se durante tale periodo il boton della pianta si riduce di volume e perde consistenza al tatto. Ritornerà ad essere bello e turgido non appena vengono riprese con gradualità. le annaffiature primaverili. Se non si rispetta il periodo di dormienza la Lophophora williamsii non produrrà fiori.


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Concimazione

Dalla ripresa vegetativa, primavera-estate, il terreno di coltivazione del peyote va arricchito di nutrienti, quindi ogni 20-30 giorni è consigliabile somministrare del concime specifico per cactacee povero in azoto (N) a dosi più basse di quelle indicate sulla confezione del produttore. Un Eccessivo apporto di fertilizzante potrebbe portare a lesioni della cute del Peyote e a un rallentamento della crescita

Lophophora williamsii: coltivazione in vaso

La Lophophora williamsii può essere coltivata in contenitori ampi e soprattutto profondi, poichè sviluppa un apparato radicale molto lungo e robusto. Come substrato è ottimo quello specifico per piante succulente, costituito da una piccola parte di terriccio calcareo  mescolato con sabbia e argilla.

Rinvaso

La Lophophora williamsii è una succulenta dalle piccole dimensioni che va rinvasata solo se lo spazio a disposizione della radice e dei corpi è insufficiente. Se il primo vaso è largo e profondo 30 centimetri, generalmente la pianta viene trasferita in uno più grande dopo 3-4 anni. In primavera, si trasferisce quindi il Peyote in un vaso di plastica o in terracotta, più largo che alto, facendo attenzione a non traumatizzare le radici. Una volta effettuato il rinvaso, la pianta dovrà  adattarsi al nuovo terreno e quindi la si lascia riposare 2-3 giorni senza annaffiarla.

Moltiplicazione del Peyote

Nuovi esemplari si possono ottenere per seme e più facilmente per divisione dei polloni.

Semina

Si effettua in primavera ma viene poco praticata a causa della bassa germinabilità dei semi.

I semi del Peyote vanno stratificati sulla superficie di un terriccio composto da argilla e sabbia, mantenuto sempre umido, coperto da un film di plastica e posto in un luogo con una temperatura costante di 21°C, fino alla comparsa dei germogli, circa 15 giorni.

A germinazione avvenuta si rimuove la plastica, si lasciano irrobustire le piantine, annaffiando ogni 4 giorni. Quando le piante avranno raggiunto un diametro di 1 cm si trasferiscono in vasi singoli e si fanno svernare al coperto almeno per il primo anno.

Propagazione per divisione

Nuove piante di Peyote si ottengono facilmente staccando i giovani polloni emessi dalla pianta madre dopo il terzo anno di vita. Si staccano i polloni più vigorosi e si mettono a radicare subito  in vasi contenenti terriccio specifico e dalle dimensioni adeguate allo sviluppo delle radici che verranno emesse in pochissimo tempo. Tale riproduzione agamica si effettua sempre in primavera.

Parassiti e malattie  Peyote – Lophophora williamsii

Tutte le specie di Neoperteria temono il marciume delle radici causato dai ristagni idrici nel terreno o nel sottovaso.

E’ soggetta agli attacchi del Ragnetto rosso un piccolo acaro che soffoca la pianta con le sue sottili ragnatele e danneggia la cute del Peyote in modo irreversibile con evidenti macchie di color ruggine.

Soffre gli attacchi della cocciniglia un piccolo parassita che forma ammassi biancastri tra le costolature della pianta.

Cure e trattamenti

Per contrastare il marciume delle radici è sufficiente garantire un buon drenaggio all’acqua delle annaffiature e non lasciare acqua nel sottovaso. In estate sono utili nebulizzazioni con acqua non calcarea se l’ambiente è eccessivamente secco.

Periodicamente bisogna eliminare la polvere che si deposita sul corpo, utilizzando l’aria emessa dal Phon o un pennello dalle setole morbide.

I trattamenti fitosanitari vanno effettuati con prodotti specifici sia per prevenire le infestazioni da parte del ragnetto rosso sia delle cocciniglie.

Peyote-Lophophora

Varietà di Lophophora

Il genere Lophophora comprende solo un’altra specie la Lophophora diffusa e alcune sottospecie.

Lophophora diffusa (Croizat)

Un  cactus globulare dal diametro di 20-25 cm di diametro Ha il corpo Giallo-verde o grigio-verde, solitamente privo di spine. I podari , da 5 a 13, sono ondulati, larghi e piatti con areole pelose.
Produce fiori biancastri, bianco-giallastri o bianco rosati. Questa specie a differenza della Lophophora williamsii non contiene mescalina, raramente solo tracce.

Lophophora diffusa varietà koehresii

Una sottospecie della Lophophora diffusa, molto piccola. Ha un corpo di colore verde scuro con coste marcate e prominenti. Ha grandi fiori rosa pallido con striscia centrale più scura.

Usi

In Europa, la pianta del Peyote viene apprezzata soprattutto a scopo ornamentale da vaso o da piena terra nei giardini rocciosi e costieri.

Nei luoghi di origine, i nativi americani usavano il fusto o boton della Lophophora williamsii, secco o fresco, come farmaco o come droga durante riti religiosi e spirituali. È proprio il boton infatti  la parte che contiene la mescalina, ossia la sostanza con effetti psicotici.

Lophophora williamsii

Il Peyote è velenoso?

Il Peyote è ritenuto velenoso a causa delle sostanze  allucinogene contenute nel boton.

Curiosità

Il nome scientifico Lophophora williamsii deriva dal greco e significa letteralmente portatore di peli.

In Europa la Lophophora williamsii, chiamata Lofofora, è conosciutissima come Mescal o Peyote ovvero pane degli dei.

Galleria foto Cactus

Laura Bennet
  • Laureata in scienze biologiche
  • Insegnante di ruolo
  • Autore specializzato in Botanica, Biologia e Cucina
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