Pachyveria – Crassulacea


Pachyveria-pianta grassa

La pachyveria è una pianta succulenta di facile coltivazione in vaso e nei giardini rocciosi e costieri.

Pachiveria


Caratteristiche Pachyveria

Il genere Pachyveria comprende diverse specie di piante perenni succulente della famiglia delle Crassulaceae  apprezzate alle nostre latitudini per la bellezza del fogliame  e per la sua resistenza alle avversità.

Si tratta di una pianta ibrida le cui foglie pur variando per dimensione e apice sono tutte disposte a formare dense rosette dal cui centro e dalle intersezioni fogliari durante il periodo della fioritura spuntano particolari infiorescenze composte da piccoli fiori tubolari di fiori colore giallo, giallo aranciato o rosa carico.

Varietà di Pachyveria

Tra le più apprezzate dai collezionisti ricordiamo:

  • la Pachyveria scheideckeri, una succulenta con fusti corti ricoperti da numerose foglie carnose, strette, leggermente concave di colore grigio-azzurro. Questa pianta è un ibrido ottenuto dall’incrocio tra  Pachyphytum bracteosum e Echeveria secunda;
  • la Pachyveria clavifolia, una specie con foglie appuntite coperte di pruina biancastra, Si tratta di un ibrido ottenuto da Pachyphytum bracteosum e Echeveria rosea;
  • la Pachyveria pachyphytoides, un ibrido ottenuto da Pachyphytum bracteosum e Echeveria gibbiflora metallica”, con un fusto grosso portante delle rosette di foglie coperte da pruina cerosa.

Pachyveria-glauca

Coltivazione Pachyveria

Esposizione: come l’aeonium e altri tipi di piante succulente ama i luoghi luminosi e soleggiati. Nelle regioni caratterizzate da estati molto calde la pianta va riparata dai raggi diretti del sole con un telo ombreggiante solo nelle ore più calde del giorno. Anche se tollera le temperature inferiori ai 7° C si consiglia di collocarla in un luogo non esposto a forte escursioni termiche. Gli esemplari coltivati invaso durante l’inverno vanno riparati dal gelo dell’inverno.

Terreno: predilige i terreni soffici misti a sabbia e ben drenati. Il substrato ottimale di coltivazione deve essere sciolto, poroso e misto con sabbia grossolana per facilitare il drenaggio dell’acqua delle annaffiature.

Annaffiature: va regolarmente annaffiata nel periodo della ripresa vegetativa, (maggio -ottobre) evitando però di inzuppare il terreno ed aspettando che esso sia completamente asciutto. Le irrigazioni vanno diradate in autunno e del tutto sospese nel periodo invernale.

Concimazione: dalla ripresa vegetativa somministrare del concime specifico per piante succulente almeno una volta al mese. La prima concimazione dell’anno va fatta alla seconda irrigazione della Pachyveria e somministrando un prodotto ad alto tenore di fosforo ( Perfosfato minerale-18 alla dose di 1 grammo per litro) un fertilizzante utile a stimolare la produzione dei fiori.

Successivamente e in media una volta al mese, si somministra  un concime misto composto da un basso titolo di azoto e a più alto tenore di fosforo (P) e potassio(K) come per esempio l’NPK 6-18-36 o 5-15-30 con l’aggiunta di tutti i microelementi utili per un adeguato accrescimento e un normale sviluppo della Pachyveria. Il concime va diluito nell’acqua delle annaffiature  alla dose di 1-2 grammi per litro, come da indicazioni riportate sulla confezione.

Pachyveria-moltiplicazione

Moltiplicazione Pachyveria

Come tutte le piante grasse anche la Pachyveria si può moltiplicare per seme, divisione dei cespi o o per talee di foglie e di rami nel periodo primaverile.

Moltiplicazione per seme

La riproduzione per seme è più difficile, i tempi di germinazione sono molto lunghi e i risultati non sempre positivi.

Si utilizza un semenzaio con terriccio specifico per la semina che va preventivamente bagnato possibilmente con acqua piovana e comunque non calcarea. Si procede distribuendo i semi in modo uniforme sulla superficie del semenzaio. Si coprono i semi con uno strato sottilissimo delle stesso terriccio o di graniglia. Si avvolge il semenzaio con la pellicola trasparente da cucina e lo si mette  in un luogo molto luminoso ma non esposto ai raggi diretti del sole dove la temperatura ambiente si mantiene costante tra i 18 – 21° C.

La comparsa di teneri germogli è indice dell’avvenuta germinazione dei semi.

Propagazione per talea

La moltiplicazione  della Pachyveria si ottiene facilmente tramite talea di rosetta apicale, talee di ramo, talee di foglia, talee di fusto e anche mediante divisione dei polloni che crescono ai piedi della pianta adulta.

In tutti i casi le talee praticate, sempre con attrezzi ben affilati e disinfettati con la candeggina  o alla fiamma, vanno messe a radicare in substrato torboso misto a sabbia in parti uguali.  Prima di interrare le talee si raccomanda di lasciare cicatrizzare all’aria aperte le ferite da taglio almeno un giorno per le talee di ramo, 4-5 giorni se si tratta invece di talee di foglie.
Dopo l’interramento il contenitore va posto in un luogo riparato dai raggi diretti del sole fino a che la talea non ha ben attecchito. La radicazione generalmente avviene nel giro di poche settimane e, una volta che le nuove piantine di Pachyveria saranno abbastanza robuste da potere essere maneggiate potranno essere messe in vasi singoli o direttamente a dimora ed allevate con le stesse cure riservate alla pianta madre.

Pachyveria-rinvaso

Rinvaso

Il rinvaso si effettua in primavera o alla fine dell’autunno ogni volta che si nota la fuoriuscita delle radici dai fori di scolo sul fondo del vaso o quando la pachyveria avrà occupato tutto lo spazio disponibile. Il nuovo vaso deve essere più grande del precedente e il terriccio soffice, fresco, fertile e soprattutto ben drenato. Dopo aver svasato la pianta, le radici troppo lunghe potranno essere accorciate di qualche centimetro nella parte terminale; in questo caso dopo il rinvaso la pianta potrà essere annaffiata dopo 2-3 giorni tempo necessario per la cicatrizzazione ed evitare il marciume. Nell’effettuare il rinvaso si consiglia come sempre di mettere sul fondo della sabbia  grossolana, poi della sabbia fine e per ultimo il terriccio.

Parassiti e malattie della Pachyveria

Si tratta di una pianta resistente alle cocciniglie ma soffre l’attacco del ragnetto rosso un piccolo acaro che tesse piccole ragnatele tra gli steli se l’ambiente è troppo secco viceversa se l’ambiente di coltivazione è troppo umido subisce infestazioni di afidi neri.

Tra le malattie fungine è sensibile al marciume delle radici a causa dei ristagni idrici.

Cure e trattamenti

In inverno riparare al coperto la Pachyveria coltivata in vaso mentre si consiglia di pacciamare alla base quelle coltivate direttamente a dimora. In caso di infestazioni parassitarie rimuovere i parassiti manualmente con cotone idrofilo imbevuto in alcool. Trattamenti preventivi specifici prima del risveglio vegetativo delle piante.

Curiosità

Il nome della Pachyveria è deriva dalla fusione fra la pachyphytum e la echeveria e per questo motivo è considerata un ibrido tra i due generi quindi è molto difficile distinguerle l’una dalle altre.

Galleria foto piante grasse

LauraB
  • Redattore specializzato in Casa e Giardinaggio
  • Scrittore e Blogger
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