Pachyphytum – Pachyphytum compactum


Pachyphytum-Crassulacee


Il Pachyphitum compactum è una pianta grassa di piccole dimensioni facile da coltivare e molto apprezzata dagli amatori per le sue foglie turgide e compatte simili a grossi datteri.

Pachyphytum-coltivazione


Caratteristiche Pachyphytum compactum

Il Pachyphytum compactum è una pianta grassa perenne e sempreverde della famiglia delle Crassulaceae originaria degli del Messico e diffusa allo stato spontaneo in tutte le zone aride e rocciose dove supera i 40 centimetri di altezza. Nelle nostre zone la pianta generalmente non supera i 25-30 cm di altezza.

Il Pachyphytum compactum è una sempreverde che come l’Echeveria tende ad espandersi in larghezza formando folti cespugli eretti e arrotondati composti da fusti carnosi di colore verde chiaro o bianco grigiastro ricchi di grosse foglie lisce e coriacee che al minimo urto si staccano facilmente dalla pianta.


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Le foglie, dalla forma arrotondata e con apice leggermente appuntito, spuntano direttamente dal fusto e il loro colore varia dal verde chiaro al grigio-bianco.

Pachyphytum-compactum-fiori

I fiori, in numero variabile da 3 a 10, sono riuniti in infiorescenze a grappolo pendule e  lunghe circa 40 cm. I fiori hanno corolle campaniformi con petali di colore arancione rossastro con punta blu, sono contenute in brevi calici versi o rosa.

Fioritura: il Pachyphytum compactum fiorisce in primavera da marzo fino alla fine di Maggio.

Pachyphytum compactum-Pachifito

Coltivazione Pachyphytum compactum

Esposizione: è una pianta grassa che ama le zone molto luminose ma teme i raggi diretti del sole.  In estate la pianta può essere trasferita all’esterno fino a quando le temperature notturne non scendono al disotto dei 10° C.

Terreno: utilizzare un terriccio leggero e sabbioso, che sia molto drenante. Un’alternativa è un mix fra terriccio e ghiaia

Annaffiature: il Pachyphytum va regolarmente annaffiato durante la crescita, in media ogni 5-6 giorni, e più frequentemente nei periodi più caldi, avendo cura di evitare i ristagni di acqua. In inverno,periodo in cui la pianta entra in riposo vegetativo, le irrigazioni vanno sospese del tutto.

Concimazione: dalla primavera e per tutta l’estate, una volta al mese, somministrare, un fertilizzante liquido specifico per cactaceae povero di azoto, ma più ricco di fosforo (P) e potassio(K) opportunamente diluito nell’acqua delle innaffiature e in dose inferiore a quella consigliata sulla confezione. In alternativa, somministrare, ogni 3 mesi, sulla superficie del terreno un concime granulare a lento rilascio.

Moltiplicazione o propagazione Pachyphytum compactum

La pianta si riproduce naturalmente per seme ma viene propagata quasi sempre per talea o mediante divisione dei cespi.

La semina non assicura piante identiche alla pianta madre e richiede molto tempo per generare nuove plantule.

Propagazione o moltiplicazione per talea

In primavera-estate, si mettono a radicare in un miscuglio di torba e sabbia le foglie che si staccano spontaneamente o intere porzioni di fusto prelevate con forbici ben affilate e disinfettate con candeggina o alcool denaturato.

Prima dell’interramento si lasciano asciugare all’aria le cicatrici delle talee e solo successivamente si mettono a radicare. Si innaffia con moderazione e si pone il contenitore in un luogo ad una temperatura costante di circa 21°C.

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Propagazione per divisione dei cespi

Questo metodo di riproduzione agamica può essere praticato in qualunque periodo dell’anno. In pratica si separano dalla pianta madre i cespi  più sani e vigorosi con le loro radici. I rametti separati dalla pianta madre si impiantano in vasi singoli e si allevano con le stesse cure.

Rinvaso

Il Pachyphytum si rinvasa quando lo spazio disponibile per lo sviluppo della parte aerea ovvero delle foglie è ormai inesistente.  Si utilizza un nuovo vaso più grande del precedente, terriccio fresco e ben drenato sempre specifico per piante succulente. Il periodo migliore per effettuare il rinvaso è quello primaverile. Il rinvaso va fatto con molta attenzione per evitare la rottura dei rami e di traumatizzare le delicate radici.

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Parassiti e malattie del Pachyphytum

Il Pachyphytum, come tante altre varietà di piante succulente cespitose come il Sedum, il Senecio rowleyanus, è sensibile all’attacco degli afidi neri e della cocciniglia, piccolissimi parassiti animali che formano fitte colonie nerastre o biancastre, nelle intersezioni fogliari.

Talvolta se l’ambiente di coltivazione è eccessivamente secco viene infestato dal ragnetto rosso un microscopico acaro di colore rosso o bruno-rossastro non visibile ad occhio nudo ( solo con una lente di ingrandimento) che non le sue punture danneggia vistosamente le foglie ricoprendole di macchie brunastre.

Se il substrato di coltivazione è troppo compatto la pianta soffre il marciume delle radici una comune malattie fungina che in breve tempo si estende alle foglie che perdono il loro turgore cellulare, rammolliscono, marciscono emanando anche un odore fetido.

antiparassitario-ortica

Cure e trattamenti

Eliminare le foglie rammollite e quelle secche per evitare che possano diventare veicolo di infezioni fungine.

Gli afidi e le cocciniglie possono essere eliminati manualmente con un batuffolo di cotone idrofilo intinto in una soluzione alcolica. Le infestazioni da parte del ragnetto rosso possono essere prevenute con periodiche nebulizzazioni fogliari soprattutto nei periodi di gran caldo.

In caso di infestazioni estese si consiglia di asportare le parti più danneggiate e di trattare la pianta con acaricidi specifici e antiparassitari biologici come: l’antiparassitario all’ortica, l’antiparassitario all’equiseto e altri preparati naturali facili da preparare in casa.
Per prevenire il marciume delle radici dopo circa 20 minuti dalle irrigazioni è buona norma svuotare il sottovaso.

Il Pachyphytum è velenoso?

Questa bella e longeva pianta grassa non è velenosa per l’uomo nè per i cani e i gatti.

Curiosità

Il nome del Pachyphytum che letteralmente significa grossa pianta deriva dal greco pachys (grosso) e da phytòs (pianta), è in netto contrasto con le sue modeste dimensioni che in genere non superano i 15 cm di altezza, anche se non mancano specie diverse alte anche 60 -70 cm.

Nel gergo comune il Pachyphytum compactum viene chiamato semplicemente Pachifito compatto.

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LauraB

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