Melocactus coltivazione

Laura Bennet
  • Dott. in scienze biologiche

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Il Melocactus è una pianta succulenta coltivata a scopo ornamentale, apprezzata per la straordinaria bellezza del suo apice il cosiddetto “cefalio”.

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Caratteristiche Melocactus

Al genere Melocactus, famiglia delle Cactaceae, appartengono diverse specie di piante globose di piccole dimensioni, originarie dell’America centro-meridionale, diffuse a livello del mare nelle isole caraibiche e fino ai tremila metri di altitudine nelle zone andine.

La pianta caratterizzata da una crescita molto lenta è provvista di radici corte e fragili.

Il fusto globoso e di colore verde scuro con evidenti costolature e areole provviste di lunghe spine bianche.

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I fiori, piccoli, poco appariscenti, autofertili e di colore rosa o viola fanno da corona al cefalio.

Il cefalio del Melocactus è una particolare protuberanza pelosa che spunta sull’apice della pianta a partire dal quinto anno di vita. Dalla nascita allo sviluppo il cefalio cambia forma: da sferico si allunga fino a diventare cilindrico. Dopo la comparsa del cefalio il Melocactus arresta la sua crescita.

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I frutti sono piccole bacche succose di colore rosso che racchiudono molti semi piccoli e neri.

Fioritura

Il Melocactus fiorisce da maggio a settembre ma prima di vedere la sua fioritura occorre aspettare che la pianta abbia almeno sette anni.

Melocactus-coltivazione

Coltivazione Melocactus

Esposizione

E’ una succulenta che necessita di luoghi luminosi , caldi e soleggiati. Non sopporta il freddo e le temperature inferiori ai 10 ° C. Per evitare l’eziolatura della parte non esposta alla luce si consiglia di ruotare la pianta di tanto in tanto. una volta geminare le piantine, leviamo il sacchetto di plastica, facendo attenzione però di tenere il vassoio in una zona poco soggetta a venti forti. Le giovani piantine dovranno venire annaffiate solo quando il terreno è asciutto, e prediligono posizioni moto luminose e calde, proprio come gli esemplari adulti.

Terreno

Richiede un substrato poroso, composto da un terzo di torba setacciata, un terzo di pomice ed un terzo di granuli di lava rossa.

Annaffiature

Contrariamente alle maggior parte delle piante grasse, il Melocactus richiede innaffiature più frequenti ma sempre e solo quando il terriccio è completamente asciutto che poi vanno gradualmente ridotte alla comparsa del cefalio ridurre le annaffiature.

Durante l’inverno, periodo in cui il Melocactus entra in riposo vegetativo, annaffiare solo se perde la sua turgidità; basta inumidire leggermente il terriccio ogni 2 mesi.

Concimazione

Il Melocactus va concimato fino a quando non compare il cefalio, fornendo una volta al mese del concime ricco di potassio (K), fosforo (P) e povero di azoto. L’azoto va somministrato  in quantità limitata, perché stimola l’eccessiva crescita della pianta e soprattutto perchè inflaccidisce i tessuti vegetali.

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Melocactus: coltivazione in vaso

Il vaso più adeguato per la coltivazione del Melocactus deve essere profondo almeno 30 cm per consentire alle radici di crescere verticalmente e riempito con terriccio specifico per piante grasse composto da 2 parti di terra, 1 di torba e 2 parti di sabbia per favorire il drenaggio. Nei mesi caldi il Melocactus può essere tenuto all’aperto e annaffiato regolarmente quando il terreno è completamente asciutto. Non appena le temperature iniziano a diminuire va ricoverato nuovamente in casa o in un altro luogo con temperatura non inferiore ai 16° C.

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Rinvaso

Il rinvaso del Melocactus si effettua solo nei primi anni di vita in quanto la pianta arresta la crescita quando compare il cefalio. Il contenitore deve essere di qualche centimetro più grande del precedente pieno di terriccio, sempre adatto per le cactacee, completamente fresco e soprattutto ben drenato sul fondo del vaso. Nell’effettuare il rinvaso bisogna fare attenzione a non rompere le spine e a non traumatizzare le radici.

Potatura

Il Melocactus non si pota tuttavia  quando si effettua il rinvaso è consigliabile accorciare le radici troppo lunghe e asportare quelle eventualmente danneggiate dai ristagni idrici.

Moltiplicazione Melocactus

A differenza delle altre cactacee che si possono propagare anche per divisione dei cespi, il Melocactus è una pianta che può essere riprodotta solo per seme in quanto non produce polloni basali.

Semina

I semi del Melocactus hanno una capacità di germinazione abbastanza alta se il letto di semina o semenzaio viene mantenuto sempre umido. La semina si effettua nel periodo primaverile a temperatura di 20° C in terriccio composto da torba e sabbia di fiume in parti uguali bagnato prima di disporvi i semi. Quando il substrato di semina è ben umido, si posizionano i semi, ben distanti tra loro e coperti con un sottile strato di vermiculite utile anche per evitare l’eccesiva perdita di acqua per evaporazione. Per favorire la germinazione, il semenzaio va posto in un luogo luminoso ma al riparo dei ai raggi diretti del  sole e  a temperatura di 20 ° C, avendo cura di inumidire spesso il terriccio di semina.

A germinazione avvenuta si toglie il foglio di platica si annaffiano le giovani piantine solo quando il terreno è asciutto per almeno per 4- 5 mesi.

Parassiti e malattie Melocactus

La pianta adulta è molto sensibile al marciume delle radici dovuto ai ristagni di acqua. Soffre anche gli attacchi della cocciniglia che solitamente forma colonie ben visibili.

Trattamenti e cure

Nelle regioni in cui le temperature invernali sono inadeguate alla sopravvivenza del Melocactus si consiglia di ricoveralo in casa o in luoghi luminosi con temperatura minima di 10 – 12° C, lontano dalle correnti d’aria.

Per prevenire il marciume delle radici è sufficiente assicurare alla pianta un buon drenaggio ed evitando i ristagni idrici nel sottovaso.  Eventuali infestazioni si possono trattare con antiparassitari a largo spettro.

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Varietà di Melocactus

Esistono molte specie di Melocactus e, tra le tante, ricordiamo alcune  più conosciute e qualcuna molto rara.

Melocactus matanzanus

Il Melocactus matanzanus è un cactus originario del Sud Africa, endemico in provincia di Matanzas (Cuba). Ha un corpo  globoso di colore verde chiaro, depresso sulla cima. Le  costolature sono molto marcate, le areole poco appariscenti e spine leggermente ricurve verso il fusto stesso. Il cefalio è sferico e biancastro con  setole sui toni del rosso. In estate produce  piccoli fiori tendenti al rosa. Melocactus matanzanus, comunemente conosciuto anche come “berretto turco” nonostante sia una  una delle varietà più rare, è anche tra le più coltivate. Cresce bene a mezz’ombra; necessita di regolari innaffiature dalla primavera all’estate, ogni 10 giorni; ha bisogno di concimazioni primaverili ed autunnali. Teme le  temperature inferiori  agli 8-9° C. Il Melocactus matanzanus è  la specie più facile da reperire presso i vivai

Melocactus-ernestii

Melocactus ernestii

Il Melocactus ernestii è una specie di cactus originario del Brasile. Ha un fusto cilindrico alto 9 . 45 cm, di colore verde scuro o giallastro chiaro con 9 – 13 costole arrotondate, spine di colore che variano dal rosso al brunastro. Il  cefalio ha setole più o meno rosa ed è ricoperto nella parte superiore da una specie di lana bianca. Produce fiori rosa magenta scuro e frutti rosa scuro o di colore rosso.

Melocactus azureus

Il Melocactus azureus è una specie di cactus endemico del Brasile con un fusto cilindrico alto 30 cm e  largo 15 cm, con un’epidermide verde tendente al blu. Ha 9-10 costole con spine nere-rossastre rossastre, ricoperte di grigio. Dalla primavera al tardo autunno, produce piccoli fiori rosa o magenta e piccoli frutti  bianchi o rosa intenso contenenti piccolissimi semi lisci.Ama la luce intensa e predilige un terreno molto poroso ma non arido.

Curiosità

Il nome del Melocactus deriva dal suffisso latino melo e significa melone, per la caratteristica forma del fusto.

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