Lino coltivazione


Linum-pianta-perenne

Il Lino comune è una varietà di pianta erbacea coltivata per la produzione di fibra tessile e di semi adatta anche per le bordure fiorite nel giardino o in vaso, apprezzata per la sua prolungata e decorativa fioritura che va dalla primavera fino alla fine dell’estate.

Linum-usitatissimum


Caratteristiche del Lino

Il genere Linum, famiglia delle Linaceae, comprende diverse specie di piante erbacee, annuali o perenni, originarie della Nuova Zelanda, dell’Africa, dell’Asia e dell’Europa coltivate in tutte le regioni italiane caratterizzate da un clima caldo-temperato per vari scopi.

Le varietà più note e più conosciute sono:

  • il Linum grandiflorum coltivato come pianta da fiore;
  • il Linum usitatissimum, il lino comune, una specie annuale coltivata per la produzione della fibra tessile e per la produzione di semi.

Il Linum grandiflorum è un’erbacea perenne (coltivata come annuale) che in poco tempo tende a formare folti cespugli.

I fusti, sottili, resistenti e glabri, sono di colore verde-argenteo e nel massimo dello sviluppo possono superare anche il mezzo metro di altezza.

Le foglie, alterne, lineari o lanceolate e e con tre nervature molto evidenti, sono di colore verde-argenteo.

Lino-fiore-rosso

I fiori sono campanelle composte da cinque petali lobati, di colore celeste, giallo, rosso o porpora. I petali sorretti da un calice imbutiforme contornano un bottone centrale generalmente di colore contrastante.

I frutti sono piccole capsule verdi che a maturazione completa diventano brunastre.

Lino-semi

I semi del lino pur essendo piccolissimi sono dotati di un’alta capacità di germinazione.

Fioritura: il periodo della fioritura varia a seconda della specie e generalmente è compreso dalla primavera fino alla fine dell’estate.

Lino-coltivazione

Coltivazione del Lino

Esposizione

Anche se cresce abbastanza vigoroso anche in zone parzialmente ombreggiate per poter fiorire ininterrottamente e copiosamente predilige i luoghi soleggiati ma al riparo dal vento. Nelle regioni caratterizzate da un clima estivo torrido si consiglia di mettere a dimora le giovani piantine al riparo dei raggi diretti del sole. Le piante di lino coltivate in vaso vanno riparate  in ambienti in cui la temperatura non scende al di sotto dei 15°C.

Terreno

Il lino pur adattandosi a qualunque tipo di terreno, predilige quello umido, sciolto, misto a sabbia, ricco di sostanza organica e ben drenato.

Annaffiature

Si tratta di una pianta erbacea che richiede frequenti annaffiature soprattutto nei periodi di prolungata siccità ed in estate. La pianta allevata in vaso va annaffiata frequentemente evitando però di inzuppare il substrato che comunque va mantenuto costantemente umido tra un’annaffiatura e l’altra.

Concimazione

In autunno e in primavera, per le specie perenni, interrare dai piedi dei cespi dello stallatico ben maturo. Per le specie annuali è sufficiente arricchire il terreno con concimazioni periodiche utilizzando del concime specifico per piante da fiore o in forma liquida mescolato nell’acqua delle annaffiature o in forma granulare a lento rilascio.

Linum-grandiflorum

Moltiplicazione Lino

La pianta si riproduce per seme.

La semina può essere fatta in semenzaio protetto a fine inverno ma generalmente viene fatta direttamente a dimora in piena terra in tarda primavera, tra e maggio, in quanto le giovani e piccole radici mal tollerano il trapianto. Nelle regioni del nord e centro Italia per la semina bisogna aspettare il mese di maggio per evitare che le gelate notturne tardive possano  compromettere la germinazione o danneggiare i teneri germogli.

Il substrato di semina deve essere soffice e ben lavorato. I semi posizionati a circa 10 centimetri di distanza gli uni dagli altri, vanno interrati a circa un centimetro di profondità.

Impianto o messa a dimora

Il lino si mette a dimora in autunno o inizio primavera nel terreno lavorato a fondo e concimato con stallatico maturo.

Raccolta

I semi si raccolgono quando le capsule sono di colore brunastro. Si recidono o si estirpano i fusti dal terreno;  si compongono fasci e si appendono a essiccare in luogo ombroso e ventilato. Quando i frutti saranno ben essiccati si procede all’estrazione dei semi.

Potatura

Il lino non va potato ma per stimolare la nuova fioritura, nel mese di ottobre, si recidono solo gli steli floreali appassiti utilizzando sempre delle forbici ben affilate e disinfettate.

Rinvaso-pianta

Rinvaso

Il rinvaso si effettua in primavera quando le radici fuoriescono dai fori di drenaggio dell’acqua delle annaffiature. Il vaso deve essere solo leggermente più ampio del precedente e il terriccio nuovo e fresco.

Parassiti e malattie del Lino

Si tratta di una pianta sensibile agli attacchi degli afidi che vistosamente i teneri germogli e i fiori ancora in boccio.

Tra le malattie fungine teme l’oidio, la ruggine e l’antracnosi. Le piante di lino vengono danneggiate dalle pulci (Aphthona euphorbiae e Longitarsus parvulus), da alcuni Tripidi, dalla Tignola e le radici da un particolare nematode l’Heterodera radicicola.

Cure e trattamenti

Per prevenire gli attacchi trattare le piante di lino con prodotti specifici a largo spettro. In caso di infestazioni parassitarie, le piante possono essere irrorate con composti naturali come l’antiparassitario all’ortica, all’aglio o al piretro.

Lino-fiori-gialli

Varietà di Linum

Oltre alle specie già descritte, tra  quelle più diffuse ricordiamo:

  • Linum grandiflorum coltivato come pianta da fiore;
  • Linum usitatissimum, il lino comune, una specie annuale coltivata per la produzione della fibra tessile e per la produzione di semi.
  • Linum alpinum: una specie ornamentale alta circa 20 cm a portamento prostrato che produce grandi fiori di colore azzurro cielo.
  • Linum narbonense: una varietà perenne sempreverde che produce fiori di colore rosso-porpora.
  • Linum campanulatum: produce fiori campanulati gialli che sbocciano in estate.

Linum-narbonense

Significato e linguaggio dei fiori

Nel linguaggio dei fiori e delle piante il Lino è il simbolo della dolcezza e della luce.

Usi

La specie Linum usitatissimum (lino comune), è coltivata per la produzione dei suoi semi, dell’olio, delle fibre tessili e anche come pianta ornamentale.

I semi di lino vengono utilizzati per produrre sia la farina sia l’olio di lino, impiegato impieghi come integratore alimentare, come ingrediente in prodotti per la finitura del legno e come olio siccativo e diluente nell’industria delle vernici.

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In cucina i semi di lino si possono utilizzare nell’impasto di torte, biscotti pane e focacce, anche nel latte, nello yogurt, nelle insalate e nella pasta.

Nell’industria cosmetica i semi vengono utilizzati come ristrutturanti e rivitalizzanti dei capelli fragili  e come ingrediente base di un delicato sapone.

Usi in medicina

Tutte le parti della pianta possiedono proprietà benefiche dovute alla ricchezza di  mucillaggini, pectina, acidi grassi insaturi e proteine.

Gli effetti salutari benefici di questa piccola pianta vengono sfruttati, sotto forma di infusi o decotti, per curare alcune infezioni dell’apparato respiratorio, dell’apparato digerente e per combattere la stitichezza. Un regolare consumo di olio di semi di lino protegge l’organismo da malattie cardiovascolari e ritarda l’invecchiamento della pelle.

Inoltre gli impacchi gelatinosi ottenuti dalla bollitura dei semi sono utili per accelerare i processi di cicatrizzazione di ferite e piaghe da decubito.

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Curiosità

La  fibra di lino era già impiegata più di 6.000 anni fa, per la produzione di fibre tessili e per la realizzazione di tessuti.

I pittori del Medioevo usavano l’olio di lino cotto nella composizione delle tempere in quanto ritenevano che i colori erano più vivi e più facili da usare.

In Egitto le bende di lino servivano per avvolgere le mummie. Gli antichi Greci,invece utilizzavano il tessuto di lino per realizzare le vele delle proprie imbarcazioni.

In Francia, ancora oggi, i preti indossano la cotta (veste bianca) in lino.

Galleria foto Lino

LauraB
  • Redattore specializzato in Casa e Giardinaggio
  • Scrittore e Blogger
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