Calotropis – Calotropis gigantea

Laura Bennet
  • Dott. in scienze biologiche

 

Calotropis-gigantea

La Calotropis è una pianta esotica che produce fiori campanulati con corona, conosciuta comunemente come mela di Sodoma o corona del re.

Caratteristiche generali della Calotropis gigantea

La Calotropis gigantea è una pianta perenne della famiglia Apocinacee (Asclepiadacee) diffusa come spontanea nei terreni poveri delle regioni tropicali dell’Asia e dell’Africa.

E’ una pianta con una robusta radice a fittone che cresce come arbusto o ad alberello eretto con parte aerea  ramificata fin dalla base e che in pieno vigore vegetativo supera i 4,5 m di altezza.

Gli steli maturi sono legnosi, ricoperti da una corteccia  profondamente fessurata di colore marrone chiaro simile a un sughero, mentre quelli giovani sono lisci, di colore verde grigiastro e con peli biancastri simili a lanugine. Entrambi i fusti sono cerosi e contengono un lattice bianco-latteo.

Calotropis

Le foglie della Calotropis sono sessili, lunghe 5-30 cm e larghe 4-15 cm. Sono disposte a coppie lungo i fusti in modo opposto; hanno forma tondeggiante – ovoidale con apice leggermente appuntito, bordo intero e  di colore grigio-verde. Le lamine o pagini superiori delle foglie sono per lo più glabre mentre quelle inferiori sono ricoperte di piccolissimi peli bianchi e rigidi, maggiormente addensati alla base della prominente nervatura centrale.

I fiori della Calotropis sono riunite in infiorescenze a grappolo che durante il periodo della fioritura compaiono tra le ascelle fogliari. Ciascun grappolo è composto da 3-15 fiori campanulati provvisti di lunghi peduncoli tubolari.

Calotropis-corona dei fiori

Ogni fiore ha cinque sepali ovati-ellittici, 5 petali allargati, leggermente ricurvi verso l’esterno di colore bianco o rosato o uniformemente rosa o malva con punte leggermente più scure ( viola o marrone-violacee), un disco centrale a forma di corona di colore violaceo con 5 stami. L’impollinazione è entomofila e viene eseguita dalle api.

Calotropis-frutto

I frutti della Calotropis sono grandi baccelli vescicolosi leggermente ovoidali, lungo 6-12 cm e larghi 3-7 cm. Ciascun frutto ha una spessa buccia spugnosa di colore di colore verde-grigiastro che a maturità si spacca per rilasciare sul suolo numerosi semi.

I semi sono piccoli, piatti, di colore marrone chiaro e sormontati da un ciuffo (cioè chioma) di lunghi peli bianchi e setosi (lunghezza 35-50 mm). I semi della Calotropis, dotati di un’alta capacità di germinazione, vengono disseminati per lunghe distanze dal vento e dall’acqua, anche dagli  animali e persino dai veicoli.

Fioritura

La Calotropis in condizioni pedoclimatiche ottimali fiorisce tutto l’anno, dalla primavera fino all’inizio dell’inverno.

Calotropis-foglie-fiori

Coltivazione della Calotropis

Esposizione

Questa pianta esotica, anche se si sviluppa abbastanza bene anche nei luoghi parzialmente ombrosi per poter fiorire e fruttificare, richiede luoghi luminosi e soleggiati per molte ore al giorno. E’ resistente al caldo, al vento, all’aria salmastra e alle temperature rigide dell’inverno fino a -2° C, ma teme il gelo persistente.

Terreno

Si adatta a qualunque tipo di terreno anche povero, tuttavia predilige quello soffice, sciolto e ben drenato.

Annaffiature

La pianta coltivata in piena terra si accontenta delle acque piovane e va irrigata solo nei periodi di prolungata siccità mentre quella coltivata come ornamentale da vaso necessita invece di regolari apporti idrici quando il terreno è completamente asciutto per evitare che i ristagni idrici possano causare il marciume della radice.

Concimazione

La Calotropis, come detto precedentemente cresce bene anche nei terreni poveri tuttavia pe avere una pianta robusta e fiori a profusione è consigliabile somministrare in primavera un concime granulare a lento rilascio ricco in azoto (N), potassio (K) e fosforo (P).

Calotropis: coltivazione in vaso

E’ una pianta che si adatta anche alla coltivazione in un vaso purchè abbastanza largo e profondo, pieno di terreno sciolto e ben drenato anche sul fondo con uno strato di argilla espansa o pezzi di cocci di terracotta. Anche se crescerà velocemente difficilmente supererà i 150 cm di altezza.

rinvaso

Rinvaso

La Calotropis va rinvasata quando le radici avventizie prodotte dalla radice a fittone  fuoriescono dai fori di scolo delle acque delle annaffiature. Va trasferita in un vaso più alto del precedente pieno di terriccio nuovo e fertile.

Moltiplicazione della Calotropis

Questa pianta si riproduce principalmente per seme,  per via vegetativa anche per talea e margotta.

Semina

La semina si esegue in primavera: nelle regioni con clima temperato si può effettuarla e direttamente a dimora, mentre in quelle più fredde va fatta in contenitori abbastanza alti per permettere il regolare sviluppo della radice a fittone.

I semi vanno leggermente pressati in un substrato drenante, costituito per il 50% di sabbia o agriperlite, mantenuto costantemente umido (mediante nebulizzazioni giornaliere) e in un luogo luminoso con temperatura di 24-26 °C, fino alla comparsa dei germogli che generalmente compaiono dopo  3  o 4  settimane. Per ridurre i tempi della germinazione è sufficiente tenere i semi in ammollo in acqua tiepida, per almeno per 12 ore.

Impianto

La messa a dimora definitiva si effettua quando le piante di Calotropis hanno sviluppato una radice abbastanza robusta. Nell’effettuare il trapianto bisogna procedere con attenzione per evitare di danneggiarla.

Potatura

La Calotropis va potata solo se si vuole farla crescere ad alberello. Vanno comunque eliminati con tagli alla base del terreno i futi vecchi o malati. Nell’effettuare la potatura si raccomanda come sempre di indossare un paio di guanti e di utilizzare cesoie ben affilate e disinfettate.

Parassiti e malattie della Calotropis

Si tratta di una pianta rustica che raramente viene attaccata dagli afidi o dalle cocciniglie ma teme il marciume delle radici se il substrato di coltivazione non è sufficientemente drenato.

Cure e trattamenti

Nelle zone caratterizzate da inverni rigidi o con frequenti gelate notturne si consiglia di mettere al riparo le piante di Calotropis coltivate in vaso. Per quelle a dimora in piena terra si consiglia di proteggere le radici con uno spesso strato di pacciamatura di paglia.

Varietà di Calotropis

Oltre alla Calotropis gigantea conosciuta comunemente come euforbia gigante esiste un’altra specie, la Calotropis procera, perfetta da coltivare in vaso o nel giardino.

Calotropis-procera

Calotropis procera

La Calotropis procera  è un arbusto perenne o piccolo albero, alto 1-4 metri della famiglia delle Apocynaceae,  originario dell’Asia, del Nord Africa e dell’Africa tropicale. Questa specie caratterizzata da una crescita lenta, produce fior, leggermente a forma di coppa, cono petali relativamente corti e larghi biancastri con punte viola. Cresce bene nei terreni umidi con un buon drenaggio. Ama il sole pieno ma non disdegna la penombra specialmente se coltivata nelle zone con clima estivo molto caldo.

Usi

La Calotropis viene utilizzata, per la fioritura pressoché continua, come pianta ornamentale isolata o per bordure e siepi nei giardini anche costieri a clima tropicale o temperato. Per  la sua robusta radice fittonante è ideale anche per stabilizzare terreni e pendii franosi.

I fiori di questa pianta hanno una lunga durata e spesso vengono utilizzati recisi nelle composizioni floreali e alle Hawaii per le classiche ghirlande di benvenuto.

I numerosi peli che avvolgono i semi sono utilizzati per fare imbottiture, mentre il latice che si estrae dai tronchi serve a fabbricare un caucciù poco pregiato.

La fibra resistente viene utilizzata per creare corde, tappeti, reti da pesca e filo per cucire. Una combinazione di asclepiade fermentate e sale può essere utilizzata per rimuovere i peli dalle pelli di capra e pecora durante il processo di produzione della pelle.

L’estratto delle parti vegetali è stato anche usato come fungicida e insetticida.

Il suo carbone è adoperato per la fabbricazione della polvere pirica.

Usi medicinali

Il latice della Calotropis procera e Calotropis gigantea contiene calotropina, glucoside con proprietà cardiotoniche simili alla digitale, nonché calotossina, e viene usato nella medicina popolare come emetico ed espettorante. Combinato con altri medicinali, è utile per trattare febbre, indigestione, raffreddore, asma e nausea.

La corteccia di radice essiccata della pianta viene utilizzata come depurativo, espettorante e lassativo. Le foglie invece vengono utilizzate per alleviare febbri intermittenti, gonfiore, paralisi e dolori articolari mentre i fiori possono essere usati come astringenti naturali in caso di problemi gastrointestinali.

Tossicità della Calotropis

Come la Araujia sericifera tutte le parti della pianta contengono una linfa lattiginosa che per contatto può causare dermatiti e gravi irritazioni agli occhi, mentre per ingestione involontaria provoca indesiderati effetti crescenti, a seconda della quantità, alla bocca e all’apparato digerente. fino alla morte. Quindi  durante la manipolazione, è bene indossare i guanti da giardinaggio e fare attenzione a evitare di ottenere linfa sul viso o negli occhi.

Curiosità

Il nome Calotropis deriva dal greco κάλως / kálos (bello), e τροπις / tropis (chiglia), con riferimento alla forma del fiore a forma di chiglia.

La Calotropis, in molte regioni di origine,  è una specie attualmente elencata come erbaccia ambientale e pertanto continuamente monitorata e tenuta sotto controllo da gruppi di comunità soprattutto  nel Territorio del Nord.

La pianta ha vari nomi comuni infatti è conosciuta come: mela di Sodoma, albero del cavolo, calotropo, asclepiade gigante, albero di capoc, corona del re, cespuglio di gomma, pianta nido di rondine.

Galleria foto Calotropis