Bagolaro – Celtis australis

 

Bagolaro-albero spaccasassi

Il Celtis australis, conosciuto anche come Bagolaro o albero spaccasassi è un albero esotico  maestoso coltivato come ornamentale nei giardini privati e nel verde pubblico.

Caratteristiche generali del Celtis australis  o Bagolaro

Il Bagolaro, nome scientifico Celtis australis, è un maestoso albero caduco della famiglia delle    Cannabaceae, originario dell’Asia, dell’Europa e dell’Africa. E’ diffuso allo stato rustico in tutti i terreni aridi e siccitosi e

E’ un albero molto longevo, può superare anche i 500 anni di età. Ha crescita lenta ma continua e, in condizioni pedoclimatiche ottimali, supera di gran lunga i 30 metri di altezza creando ombreggiature dal diametro di circa 15 metri.

Il Celtis australis nonostante la maestosità della folta chioma resiste alla forza del vento perchè ben ancorato al suolo grazie alle lunghe ramificazioni del suo apparato radicale molto profondo ed espanso. Il tronco, eretto, diritto e ramificato, sostiene una chioma globosa, molto folta.  Tronco e  rami hanno la corteccia grigiastra, con piccole e varie striature orizzontali.

Le foglie, lunghe da 4 a 15 cm, sono alterne, ovali-lanceolate, con apici appuntiti e bordi seghettati. La pagina superiore è verde scuro mentre quella inferiore è più chiara e pubescente.

Celtis-bagolaro-fiori

I fiori, sono ermafroditi e compaiono tra il fogliame solitari o riuniti in gruppi da 3 a 5 in  infiorescenze ascellari di colore bianco-verdastro che compaiono contemporaneamente alle foglie. L’impollinazione è anemofila, avviene ad opera del vento.

Bagolaro-frutti

I frutti del Bagolaro sono drupe commestibili tondeggianti di circa 1 cm che maturano tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. Dapprima sono verdi e successivamente man mano che maturano diventano nerastre. La polpa è leggermente dolciastra ed è una buona fonte di proteine, vitamine e fibre alimentari.

I semi sono piccoli noccioli duri, avvolti dalla polpa delle drupe. Sono dotati di un’ottima capacità di germinazione, e vengono disseminati dagli uccelli che se ne cibano durante tutto il periodo invernale.

Fioritura

Il Bagolaro fiorisce in primavera, ad aprile-maggio.

Fioritura

Il Bagolaro o Celtis australi fiorisce in primavera, da Marzo a Maggio.

Coltivazione del Bagolaro – Celtis australis

Esposizione

Il Celtis australis, predilige l’esposizione luminosa, preferibilmente al pieno sole almeno per alcune ore del giorno. Se coltivato all’ombra totale mostra segni di insofferenza. L’esemplare adulto si adatta alle diverse condizioni ambientali in quanto non teme né il freddo, né il caldo mentre le  quello giovane soffre le gelate intense e le abbondanti nevicate.

Terreno

Si tratta un albero rustico che pur adattandosi a a qualunque tipologia di terreno, come suggerisce il nome comune di albero spaccasassi,  ama i terreni sassosi, molto ben drenati, calcarei, anche poveri e con un pH ottimale: 6,5 – 7,5.


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Annaffiature

L’albero di Bagolaro già ben sviluppato solitamente si accontenta delle acque piovane quindi va  irrigato solo nei periodi di prolungata siccità e in estate. Gli esemplari giovani invece necessitano di regolari apporti idrici,  evitando i ristagni idrici, tanto temuti da questo genere di albero.

Concimazione

Dopo 5 anni dall’impianto, in autunno interrare del letame ben maturo ai piedi dell’albero.

Moltiplicazione del Bagolaro – Celtis australis

Nuovi esemplari di questo splendido albero si possono ottenere per seme e, per via vegetativa o agamica mediante talee semilegnose.

Semina

La semina va fatta in autunno in semenzaio protetto o in primavera direttamente all’aperto quando le temperatura diventano miti. Si mettono i semi contenuti nelle bagole (frutti), in un substrato specifico per la semina. mantenuto sempre umido fino a germinazione. Le nuove piantine nate da seme, vanno fatte irrobustire e poi allevate singolarmente in vaso per almeno due anni prima di essere poste a dimora definitiva  non non sopportano il freddo e le gelate persistenti, vanno allevate singolarmente in vaso per almeno due anni prima di essere poste a dimora definitiva.

Propagazione per talea

In autunno e in primavera è possibile ottenere piante di Bagolaro identiche a quella originale mettendo a radicare talee semilegnose lunghe 18-20 cm, in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali. A radicazione avvenuta, ovvero quando compaiono nuove foglioline, le piante di Bagolaro più vigorose potranno essere impiantate a dimora.

Impianto o messa a dimora

Le piante di Bagolaro si mettono a dimora in primavera in buche larghe e profonde il doppio delle dimensioni del vaso. Vanno impiantate ad una distanza di almeno 10 m da altri alberi, edifici, costruzioni e tubature dell’acqua per evitare che possano subire seri danni dalle forti radici della pianta spaccasassi.

Potatura

Il Bagolaro è un albero splendido per la sua maestosità quindi non va potato. In primavera vanno recisi solo eventuali rami secchi o danneggiati dal freddo.

Parassiti e malattie del Bagolaro – Celtis australis

Il Celtis australis è un albero rustico e resistente, che solitamente non viene attaccato da parassiti animali. Tra le malattie fungine soffre solo il marciume radicale che insorge quando il terreno di coltivazione non è ben drenato e che quindi consente all’acqua di depositarsi.

Cure e trattamenti

Il bagolaro è una pianta rustica che non richiede cure particolari e tantomeno di trattamenti fitosanitari.

Varietà di Celtis

Il genere comprende 15-20 piante molto simili tra loro che differiscono per dimensioni,  portamento,  forma delle foglie e il colore della corteccia.

Celtis occidentalis

Il Celtis occidentalis detto hackberry americano è un bellissimo esemplare originario del Nord America, alto 10 – 15 metri. Ha corteccia scura profondamente fessurata, foglie con lamina lanceolata di colore verde chiaro. Produce piccole bacche di colore giallastro a maturità.

Celtis bungeana

Il Celtis bungeana è un albero originario dell’Asia, alto 10/ 15 metri. Produce fiori ermafroditi tra aprile -maggio e fruttifica in autunno.

Celtis caucasica

Il Celtis caucasica noto come albero di ortica del Caucaso, è originario della regione del Caucaso, dell’Asia centrale e dell’Himalaya occidentale. Raggiunge un’altezza media di circa 10 15 metri. Ha una chioma ampia, ramificata e foglie ovali e verdi, con bordi dentati. Produce piccoli fiori gialli-verdastri,  seguiti da bacche rosse o marrone. Cresce bene nei  terreni poveri; resiste alla siccità, al vento e al freddo. E perfetto per le alberature dei viali e delle strade.

Celtis reticulata

E’ un albero deciduo originario del Nord America occidentale, alto 8 metri. Presenta foglie sulla pagina superiore di colore verde e verde-gialle in quella inferiore; i fiori primaverili sono bianchi.
Il Celtis reticulata è apprezzato come pianta ornamentale resistente alla siccità, ideale per progetti di consolidamento di terreni scoscesi.

Celtis sinensis

E’ una specie originaria dell’Asia orientale, alta circa 20 metri. Ha corteccia di colore grigio chiaro,  foglie decidue tomentose di colore verde. Fiorisce in primavera e i piccoli frutti che produce maturano in autunno. Viene allevato anche come bonsai.

Celtis tenuifolia

Una specie di dimensioni contenute, alta 2 – 8 metri. Ha la corteccia grigiastra, dapprima liscia e successivamente ruvida.

Celtis aetnensis

Noto come bagolaro dell’Etna è una specie cespugliosa endemica sui pendii dell’Etna e dei Nebrodi. Ha foglie cuoriformi leggermente crenate lungo i bordi. Produce bacche eduli gialle con polpa di sapore gradevole.

Bagolaro-frutti

Usi del Bagolaro

Questa splendida pianta trova largo impiego in vari settori commerciali.

una pianta molto rustica, che ama crescere nei terreni sassosi, dove gli altri alberi fanno molta fatica. Da qui il particolare nome di albero spaccasassi, cioè con radici in grado di farsi strada tra le pietre e addirittura di penetrare nelle rocce sgretolandole.
Per questo motivo, quest’albero ha importanti usi in ambito forestale, per il consolidamento e il rimboschimento di terreni sassosi.
Albero coltivato come esemplare ornamentale o da ombra per grandi giardini e prati, cresce anche in suoli sassosi, da cui il nome “Spaccasassi”.nche frequentemente coltivata come pianta ornamentale soprattutto lungo le vie, ed è comune sulle rupi e sui ruderi. È una specie frugale che si presta bene all’utilizzo per il rimboschimento di pendii aridi;

Utilizzi in cucina

I frutti del bagolaro, da sempre, vengono usati per la preparazione di confetture e liquori.

Usi medicinali

Le foglie del Bagolaro hanno proprietà astringenti, antidiarroiche e rinfrescanti. Vengono raccolte ed essiccate e poi utilizzate in fitoterapia per la preparazione di tisane, infusi e decotti efficaci per uso interno per problemi all’intestino o, per uso esterno, per disinfettare la bocca in caso di gengiviti.

Usi commerciali

Il legno, duro, flessibile, tenace, elastico e durevole, del Bagolaro viene commercializzato per piccoli per la fabbricazione di mobili, per lavori al tornio e anche per la produzione di carbone.

La corteccia viene utilizzata per ricavare un pigmento giallo, impiegato in tintoria.

Il fogliame viene utilizzato come foraggio.

Usi in giardinaggio

Il Bagolaro è apprezzato come albero ornamentale nei giardini privati. E’ perfetto per realizzare ombreggiature nei parchi pubblici, alberature stradali grazie alla sua rusticità e all’elevata  resistenza all’inquinamento. È un albero utilizzato per il rimboschimento di pendii aridi.

Curiosità

Il Celtis australis,  in Italia, è conosciuto con diversi nomi locali: Bagolaro, Romiglia, Lodogno, Spaccasassi, Romiglia, Lodogno, Caccamo, Milicucco.

Il bagolaro viene chiamato anche “albero dei rosari”; infatti i suoi semi erano utilizzati per costruire il rosario.

E’ un albero molto longevo diffuso anche in Italia: un esemplare di Bagolaro alto più di 25 metri  vive nel centro di San Gimignano (SI)e un altro Bagolaro, alto  32 m con una circonferenza di ben 5,5 m, vive in Toscana.

Il particolare nome di albero spaccasassi fa riferimento al tipo di terreno arido e roccioso in cui  cresce facilmente e alla capacità delle sue radici di infiltrarsi tra le rocce sgretolandole.

Il nome comune “bagolaro” deriva da ‘bàgola’ (che significa ‘manico’), una parola del dialetto del Norditalia che fa riferimento all’utilizzo del legno per la costruzione di utensili.

Il nome scientifico del Celtis australis invece si deve a Linneo che per il genere utilizzò un vocabolo latino celtis che significa pianta arborea dai frutti eduli e come epiteto specifico la provenienza dall’ Europa meridionale o australe.

Galleria foto Bagolaro – Celtis australis

Laura Bennet
  • Laureata in scienze biologiche
  • Insegnante di ruolo
  • Autore specializzato in Botanica, Biologia e Cucina
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