Conto Termico 3.0 già sospeso: troppe domande in poche ore, il sistema va in tilt
Dopo pochi giorni dalla sua attivazione arriva lo stop al Conto Termico 3.0: in pochissime ore sono arrivate talmente tante richieste che il Gse (Gestore dei servizi energetici) ha deciso di sospendere temporaneamente le nuove domande. A mandare in tilt il sistema i Comuni più piccoli, ecco perché.

Da tempo si attendeva l’avvio del Conto Termico 3.0. Il portale, attivo dal 2 febbraio 2026 però, è andato in tilt dopo pochi giorni e, a causa dell’elevatissimo numero di richieste pervenute, dopo pochissimi giorni il Gse ha deciso di sospendere l’invio di nuove domande.
Questo vuol dire che chi non ha fatto in tempo a presentare la propria, non ha ora una tempistica chiara su quando potrà farlo. Ecco quello che sta succedendo e quali sono le previsioni realistiche della riapertura del portale: arriverà davvero o quello che si sta verificando è uno stop definitivo?
Stop al Conto Termico 3.0

Il 3 marzo 2026, ad un mese di distanza dall’apertura del Portaltermico 3.0, il Gse ha emesso una nota ufficiale che recitava:
A seguito dell’elevato numero di richieste pervenute nei primi giorni di apertura del portale del Conto Termico 3.0, il Gse comunica la sospensione temporanea della presentazione di nuove richieste di incentivo. La sospensione è adottata in via prudenziale per consentire al Gse di compiere le attività di istruttoria e di verifica delle domande già presentate, nel rispetto dei limiti annuali di spesa previsti dal Dm 7 agosto 2025 e al fine di garantire la sostenibilità degli impegni finanziari.
In 29 giorni, infatti, il portale ha ricevuto 1,3 miliardi di richieste per un totale di 3.333 pratiche avviate e di 1.298 milioni di euro richiesti. Si tratta di un numero impressionante di richieste, che però non arrivano del tutto inaspettate, considerando la popolarità della misura che, invece della classica detrazione fiscale, garantisce un contributo a fondo perduto che viene corrisposto tramite bonifico bancario e che, di fatto, accorcia i tempi rispetto a tutti gli altri incentivi fiscali.
Il ruolo dei piccoli Comuni

Il Conto Termico 3.0 è una misura che restituisce fino al 65% per interventi di efficienza energetica e produzione di energia termica da fonti rinnovabili su edifici esistenti, destinato a privati, imprese e Pubbliche Amministrazioni. In particolare, ad aver giocato un ruolo cruciale nella sospensione delle domande sono stati i Comuni con meno di 15.000 abitanti. Per loro, infatti, il Conto Termico 3.0 prevede la possibilità di ricevere fino al 100% della spesa per interventi come:
- la sostituzione di generatori di calore esistenti con pompe di calore, caldaie a biomassa o sistemi ibridi;
- l’isolamento termico e la sostituzione degli infissi;
- l’installazione di schermature solari, Building Automation;
- l’installazione di sistemi bivalenti, pompe di calore “add-on” e, in alcuni casi, fotovoltaico.
Le risorse previste dal Conto Termico 3.0 ammontano a 900 milioni di euro complessivi (500 ai privati, e 400 alle PA) ma, con un numero di richieste così alto (l’85% del totale), le PA dei piccoli Comuni hanno spinto il Gse a questa drastica decisione. Ora le strade che si aprono sono due: dirottare una parte dei fondi per i privati alle PA (diminuendo ulteriormente i bonus casa per i cittadini), oppure valutare lo stop definitivo alle domande. Per ora, il Gse si limita ad una pausa di due o tre settimane per visionare le domande e valutarne la validità. Una volta preso atto di che somma di plafond si spenderà effettivamente, si deciderà il da farsi.