Ricaricare l’auto nel garage di casa può diventare più conveniente: dal 22 settembre puoi recuperare l’80%

Autore:
Laura Scarpellini
  • Laurea in architettura d'interni
Tempo di lettura: 5 minuti

Tra scadenze di Invitalia, tetti di spesa e decreti ministeriali facciamo un pò di chiarezza al fine dell’ottenimento dell’incentivo statale sulla sempre più presente ricarica elettrica per autovetture, privata.

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Bonus Colonnine Elettriche 2026
Photo by bayern-reporter_com – Pixabay

Sempre più spesso ormai  non possiamo fare a meno di pensare a quante volte le novità tecnologiche e la burocrazia istituzionale finiscano per intrecciarsi nelle nostre giornate. Capita di compiere qualche passo falso, non rivolgere la dovuta attenzione a termini di inoltro istanze, o a particolari vincoli, che di fatto condizionano la possibilità di accesso al beneficio economico,  istituzionale. oggi passare  in ogni caso alla mobilità elettrica, non è più soltanto una scelta ecologica. In ogni caso però richiede anche un pizzico di astuzia fiscale per districarsi tra portali telematici, moduli ufficiali e provvedimenti governativi. Il quadro normativo ha trovato a quanto pare una stabilizzazione cruciale con il DPCM Automotive del 10 giugno 2026, che ha esteso di fatto la misura per la ricarica domestica, fino al 31 marzo 2030. Le istituzioni hanno fissato un plafond finanziario solido, mettendo sul piatto 68 milioni di euro complessivi. Per la sola finestra del 2026 risultano disponibili 15 milioni di euro, frutto dei fondi correnti uniti ai residui dell’annualità precedente. Il provvedimento si rivolge in via esclusiva alle persone fisiche residenti in Italia e ai condomini, tagliando fuori le partite Iva e le aziende che viaggiano invece su un binario separato presidiato dal MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica).

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Le percentuali del contributo e i paletti delle istituzioni

L’agevolazione statale gestita dal Mimit ( Ministero delle Imprese e del Made in Italy) copre l’80 per cento dei costi sostenuti per l’acquisto e la posa delle strutture di ricarica. I tetti massimi erogabili cambiano a seconda del soggetto che inoltra la richiesta. Per quanto riguarda i privati cittadini il rimborso massimo arriva a 1.500 euro per ciascun richiedente persona fisica. Se si parla invece di condominio, per gli interventi realizzati sulle parti comuni e nelle aree di sosta dell’edificio la soglia limite sale a 8.000 euro.Sotto il profilo tecnico i ministeri impongono requisiti rigidissimi. Il dispositivo deve essere nuovo di fabbrica, dotato di potenza standard e installato sul territorio nazionale. Risulta obbligatorio produrre la dichiarazione di conformità a regola d’arte rilasciata dall’impiantista ai sensi del DM 37/2008. Rientrano tra le voci rimborsabili l’acquisto della wallbox, gli impianti elettrici, i lavori edili collegati, le perizie di progettazione e le spese per il nuovo contatore dedicato. Ogni pagamento, come prescritto dalle norme vigenti, deve passare tassativamente per canali tracciabili come bonifici, carte o addebiti SEPA intestati al beneficiario.

La procedura d’accesso tramite Invitalia

L’infrastruttura operativa della misura fa capo al soggetto gestore Invitalia (Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A.). La finestra temporale per l’inoltro delle istanze telematiche si apre dalle ore 12.00 del 22 settembre 2026 e rimane attiva fino alle ore 12.00 del 31 gennaio 2027. Per questo blocco saranno considerati  validi solo gli impianti completati tra il 26 giugno 2026 e il 31 dicembre 2026. Ovviamente in questi contesti l’autenticazione sulla piattaforma richiede credenziali ufficiali quali SPID, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi. Una volta dentro il sistema guidato, si dovrà procedere andando ad allegare la documentazione per certificare il completamento della posa, prima di inviare la pratica.

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