Non cambiare la vecchia caldaia: puoi renderla smart e recuperare il 50%

Autore:
Laura Scarpellini
  • Laurea in architettura d'interni
Tempo di lettura: 5 minuti

Tra detrazioni fiscali e obblighi tecnici, ecco come trasformare la vecchia caldaia senza rischiare sanzioni dal fisco.

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Termostati smart e Bonus Casa: direttive detrazioni e installazione a norma
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Può capitare di tentare di provvedere alla regolazione delle valvola termostatica da soli. Ma cosa si ottiene solitamente? Il guasto non viene riparato in maniera definitiva, e si è perduta l’occasione di poter accedere agli sgravi fiscali a tal riguardo Trasformare una vecchia caldaia a condensazione in un impianto intelligente senza cambiare l’intero blocco è del tutto fattibile, ma quando si tocca il capitolo fisco bisogna muoversi con estrema precisione. Il quadro normativo italiano ed europeo spinge con decisione verso la decarbonizzazione e la digitalizzazione degli impianti termici, lasciando però paletti burocratici ben precisi per chi intende accedere alle agevolazioni fiscali attive. La detrazione irpef, fissata al cinquanta per cento per la prima casa e al trentasei per le altre soluzioni abitative, copre l‘acquisto e il montaggio di termostati smart Wi-Fi e valvole elettroniche. La vera trappola in cui cadono molti risiede nel fai da te. Il bricolage cancella qualsiasi agevolazione fiscale. Per accedere ai benefici serve obbligatoriamente la dichiarazione di conformità redatta da un tecnico abilitato e iscritto al registro professionale, la cui firma certifica l’integrazione corretta tra impianto, valvole e scheda di controllo secondo il Decreto Ministeriale 37/08.

Termostati smart e Bonus Casa: direttive detrazioni e installazione a norma
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Un altro passaggio normativo determinante riguarda la tipologia di dispositivo scelto

Sarà bene avere ben chiaro che non tutti i prodotti venduti come intelligenti sono idonei ad accedere alle detrazioni. Il sistema deve appartenere alle classi di termoregolazione evoluta definite dalla Commissione Europea (classi V, VI o VIII), capaci di interagire in modo bidirezionale con la caldaia. Questo significa che il dispositivo deve modificare l’erogazione di calore tramite protocolli digitali come OpenTherm o standard proprietari dei produttori, regolando la temperatura di mandata dell’acqua in base ai requisiti termici effettivi. Dispositivi puramente contemplativi come stazioni meteo autonome, igrometri da tavolo o sensori ambientali che si limitano a misurare la temperatura senza pilotare la fiamma non danno diritto ad alcun beneficio fiscale. La legge richiede una capacità attiva di modulazione della potenza.

Termostati smart e Bonus Casa: direttive detrazioni e installazione a norma
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Ottenere la detrazione per la termoregolazione permette l’accesso ad ulteriori incentivi

Da tenere inoltre a mente che ottenere la detrazione per la termoregolazione dell’impianto apre nel contempo, una porta molto  interessante sul fronte dell’arredo. Il contribuente che accede al Bonus Casa per questo genere di interventi conserva la possibilità di agganciare la spesa al Bonus Mobili per completare gli ambienti. Per non perdere la detrazione resta assolutamente fondamentale la tracciabilità dei pagamenti. Infatti  a tal proposito tutti gli acquisti che verranno effettuati in tale ambito devono essere saldati tramite solo bonifico parlante, per ristrutturazione edilizia o risparmio energetico, indicando con precisione il codice fiscale del beneficiario e la partita iva del fornitore. Conservare le fatture e le certificazioni dell’installatore resta comunque il passaggio finale obbligatorio per superare i controlli dell’Agenzia delle Entrate ed evitare la decadenza dai benefici.

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