Aree contro l’inquinamento acustico: silenzio risorsa da tutelare

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Erika Fameli
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L’istituzione di aree contro l’inquinamento acustico è una tutela nei confronti del silenzio, una risorsa preziosissima che, soprattutto nelle grandi città, si sta perdendo. Lo sa bene Roma, che avvia un progetto di valorizzazione di 14 zone verdi della città, dalla Caffarella ai grandi parchi, per salvaguardare il silenzio e rendere questi luoghi sempre più riconoscibili e vivibili.

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Roma, Parco
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L’inquinamento acustico è un tipo di inquinamento di cui si sente parlare troppo poco, ma che impatta negativamente sull’ambiente e sulla salute umana in egual misura di molti altri agenti. Soprattutto nelle grandi città, i rumori forti dei mezzi di trasporto e della vita quotidiana stanno cancellando i suoni della natura, e diventa sempre più difficile trovare zone in cui non si sente un’eco di clacson o traffico.

Proprio per tutelare il silenzio, Roma ha avviato un progetto con cui intende valorizzare 14 zone verdi e renderle sempre più riconoscibili e fruibili. Si tratta di un progetto di ampio raggio, che abbraccia realtà come il parco della Caffarella e i grandi parchi romani, passando per le aree meno conosciute.

Un problema evidente ma di cui non si parla

Villa, Borghese
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A Roma più di 740.000 persone sono esposte all’inquinamento acustico. Tra i clacson delle macchine, gli smartphone, la musica, gli altoparlanti e i rumori della frenesia urbana, trovare un angolo di quiete è diventato praticamente impossibile. Per questo, la Città Eterna ha deciso di avviare un progetto a tutela di 14 zone silenziose da preservare, dove rifugiarsi quando i rumori esterni diventano troppo forti e dove trovare quella tranquillità che sta diventando sempre più rara. Queste zone silenziose sono aree verdi di almeno 3.000 mq in cui si gode ancora di un elevato comfort acustico e dove il livello del rumore è inferiore a 55 dB, livello che permette di ascoltare i suoni della natura, come il canto degli uccelli o il fruscio del vento.

Una sovraesposizione ai rumori come quella che si ha in realtà metropolitane come Roma è deleteria per la salute, in quanto è capace di aumentare i livelli di stress e l’affaticamento, rendendo più difficile rilassarsi. Le zone silenziose, quindi, restituiscono silenzio e tranquillità, ma anche benessere psicofisico e una protezione dallo stress. Proprio per questo il Piano d’Azione di Roma Capitale intende non solo tutelare queste aree, ma anche rendere riconoscibili e fruibili attraverso una nuova segnaletica e indicazioni chiare e dettagliate.

Aree contro l’inquinamento acustico

Villa, Doria
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La prima area silenziosa ufficialmente riconosciuta a Roma è il Parco della Caffarella, dove sono stati installati i primi cartelli e che fa da apripista per la campagna che interesserà anche gli altri parchi inseriti nel Piano:

  • il Parco dell’Appia Antica;
  • il Parco degli Acquedotti;
  • il Parco di Centocelle;
  • Villa Torlonia;
  • il Parco dell’Aniene;
  • Villa Ada;
  • Villa Doria Pamphili (Lato Est);
  • Villa Doria Pamphili (Lato Ovest);
  • Villa Borghese;
  • il Cimitero del Verano;
  • il Parco di Monte Mario;
  • il Parco della Cellulosa;
  • la Riserva del Litorale.

Grazie alla nuova segnaletica, le aree più tranquille della città diventeranno facilmente riconoscibili da tutti, permettendo a cittadini e turisti di individuarle e viverle con una maggiore consapevolezza. Questo progetto si inserisce in una strategia ambientale ben delineata, che Roma sta portando avanti e che sta lentamente trasformando i contorni urbani, riportando il verde in città e valorizzando aree finora lasciate abbandonate o in disuso, tenendo conto dell’importanza della vivibilità urbana e tutelando quelle aree in cui si riesce ancora a respirare aria pulita, a stare nella natura e a godere di un pò di sano dolce far niente.

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