Roma diventa più green: il vigneto tecnologico che protegge il territorio

Autore:
Erika Fameli
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Roma diventa sempre più green, e dopo il progetto che ha interessato Villa Celimontana, la Capitale pianta un vigneto ad alta tecnologia all’ombra del Colosseo. Si tratta di un progetto che unisce salvaguardia ambientale e innovazione tecnologica, e che punta a limitare la dispersione idrica.

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Roma, Vino
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La Città Eterna sta operando un grandissimo cambiamento nella sua struttura urbana, e sta lentamente diventando un esempio di virtù in termini ambientali: intende creare un tessuto urbano in grado di autoprodurre l’energia di cui ha bisogno, realizzare zone d’ombra per alleviare la pressione delle temperature in aumento e aumentare il verde cittadino a beneficio di tutti i residenti e i visitatori.

L’ultima novità è un vigneto urbano che nascerà all’ombra del Colosseo, sulla collina del Celio. Seguendo il progetto che lo scorso anno ha portato alla piantumazione di una vigna a Villa Celimontana, la Capitale realizzerà un vigneto hi-tech che unisce innovazione e ambiente.

Vigneto hi-tech al Colosseo

Roma, Vino
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Il percorso di Roma verso un futuro più verde passa attraverso diverse fasi. Una di queste è la creazione di vigneti urbani in giro per la città, e proprio in questi giorni è arrivata la notizia che se ne troverà uno a ridosso del Colosseo, sulla collina del Celio. Si tratta del secondo step del progetto Roma Mater Vinorum, reso possibile dalla start-up Citicoulture (fornitore di materiali, attrezzature, 300 barbatelle di vite e know-how). In particolare, per il Parco del Celio si utilizzeranno barbatelle di Vitis vinifera della varietà PIWI, particolarmente resistente alle malattie più comuni della vite, e il luogo non è stato scelto a caso o per la sola vicinanza all’Anfiteatro Flavio.

Al Celio, infatti, nel Cinquecento si coltivavano giù uve di diverso tipo, anche se con un approccio decisamente diverso. A rendere unica questa piantumazione, infatti, è la modalità di coltivazione, che vedrà le piante messe a dimora in vasi tecnici (quindi non direttamente nel terreno) in grado di limitare la spiralizzazione delle radici e di rendere più efficiente l’assorbimento dell’acqua. Questa, infatti, arriverà alle piante individualmente e con un sistema a goccia, monitorando costantemente la salute delle piante ed evitando perdite idriche inutili.

Roma sempre più green

Roma, Vino
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L’idea di coltivare uva all’ombra del Colosseo fa parte, come anticipato, di un progetto di più ampio raggio, e che nel settembre 2025 ha portato all’inaugurazione di una vigna di 1.400 mq di terreno alle pendici di Villa Celimontana. Qui si trovano oggi 7 specie autoctone:

  • il Mammolo,
  • il Moscato di Terracina,
  • il Cesanese,
  • il Nero Buono di Cori,
  • il Bellone,
  • l’Abbuoto,
  • la Malvasia puntinata.

Da questi due progetti, la città vorrebbe sviluppare un itinerario enoturistico che unisca il vino all’archeologia, le tradizioni romane alla sostenibilità e ad un turismo culturale. Dalla piantumazione di alberi alla trasformazione di un tratto di tangenziale in parco urbano, la città ce la sta davvero mettendo tutta per diventare più verde e vivibile per i suoi cittadini, e al contempo più attrattiva e virtuosa per chi la visita. Come spiega anche l’assessora all’ambiente Sabrina Alfonsi:

Con questo nuovo progetto vogliamo proseguire nell’attività di valorizzazione e promozione della viticoltura urbana nei luoghi storici della nostra città, per aumentare il loro valore identitario, ambientale e turistico-economico. Partendo dalla storia urbana di Roma, il progetto Roma Mater Vinorum vuole restituire alla Capitale il suo ruolo di città del vino, reintroducendo i vigneti non solo come pratiche di agricoltura urbana e di prossimità, ma anche come fattori di rigenerazione degli spazi all’insegna dell’ecologia, del miglioramento del paesaggio e del reintegro identitario di una storia culturale millenaria.

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