Roma diventa più green: il vigneto tecnologico che protegge il territorio
Roma diventa sempre più green, e dopo il progetto che ha interessato Villa Celimontana, la Capitale pianta un vigneto ad alta tecnologia all’ombra del Colosseo. Si tratta di un progetto che unisce salvaguardia ambientale e innovazione tecnologica, e che punta a limitare la dispersione idrica.
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La Città Eterna sta operando un grandissimo cambiamento nella sua struttura urbana, e sta lentamente diventando un esempio di virtù in termini ambientali: intende creare un tessuto urbano in grado di autoprodurre l’energia di cui ha bisogno, realizzare zone d’ombra per alleviare la pressione delle temperature in aumento e aumentare il verde cittadino a beneficio di tutti i residenti e i visitatori.
L’ultima novità è un vigneto urbano che nascerà all’ombra del Colosseo, sulla collina del Celio. Seguendo il progetto che lo scorso anno ha portato alla piantumazione di una vigna a Villa Celimontana, la Capitale realizzerà un vigneto hi-tech che unisce innovazione e ambiente.
Vigneto hi-tech al Colosseo

Il percorso di Roma verso un futuro più verde passa attraverso diverse fasi. Una di queste è la creazione di vigneti urbani in giro per la città, e proprio in questi giorni è arrivata la notizia che se ne troverà uno a ridosso del Colosseo, sulla collina del Celio. Si tratta del secondo step del progetto Roma Mater Vinorum, reso possibile dalla start-up Citicoulture (fornitore di materiali, attrezzature, 300 barbatelle di vite e know-how). In particolare, per il Parco del Celio si utilizzeranno barbatelle di Vitis vinifera della varietà PIWI, particolarmente resistente alle malattie più comuni della vite, e il luogo non è stato scelto a caso o per la sola vicinanza all’Anfiteatro Flavio.
Al Celio, infatti, nel Cinquecento si coltivavano giù uve di diverso tipo, anche se con un approccio decisamente diverso. A rendere unica questa piantumazione, infatti, è la modalità di coltivazione, che vedrà le piante messe a dimora in vasi tecnici (quindi non direttamente nel terreno) in grado di limitare la spiralizzazione delle radici e di rendere più efficiente l’assorbimento dell’acqua. Questa, infatti, arriverà alle piante individualmente e con un sistema a goccia, monitorando costantemente la salute delle piante ed evitando perdite idriche inutili.
Roma sempre più green

L’idea di coltivare uva all’ombra del Colosseo fa parte, come anticipato, di un progetto di più ampio raggio, e che nel settembre 2025 ha portato all’inaugurazione di una vigna di 1.400 mq di terreno alle pendici di Villa Celimontana. Qui si trovano oggi 7 specie autoctone:
- il Mammolo,
- il Moscato di Terracina,
- il Cesanese,
- il Nero Buono di Cori,
- il Bellone,
- l’Abbuoto,
- la Malvasia puntinata.
Da questi due progetti, la città vorrebbe sviluppare un itinerario enoturistico che unisca il vino all’archeologia, le tradizioni romane alla sostenibilità e ad un turismo culturale. Dalla piantumazione di alberi alla trasformazione di un tratto di tangenziale in parco urbano, la città ce la sta davvero mettendo tutta per diventare più verde e vivibile per i suoi cittadini, e al contempo più attrattiva e virtuosa per chi la visita. Come spiega anche l’assessora all’ambiente Sabrina Alfonsi:
Con questo nuovo progetto vogliamo proseguire nell’attività di valorizzazione e promozione della viticoltura urbana nei luoghi storici della nostra città, per aumentare il loro valore identitario, ambientale e turistico-economico. Partendo dalla storia urbana di Roma, il progetto Roma Mater Vinorum vuole restituire alla Capitale il suo ruolo di città del vino, reintroducendo i vigneti non solo come pratiche di agricoltura urbana e di prossimità, ma anche come fattori di rigenerazione degli spazi all’insegna dell’ecologia, del miglioramento del paesaggio e del reintegro identitario di una storia culturale millenaria.