Pino marittimo coltivazione
Esemplare della famiglia delle pinacee, questa tipologia di pino fa parte del panorama mediterraneo. Per questo motivo la sua presenza si rileva in modo particolare tra Italia, Spagna e Grecia. Vediamo quali sono i segreti per coltivarlo al meglio.

Siamo così abituati alla sua imponente presenza da non far troppo caso alla bellezza antica e coriacea che ci regala. Stiamo parlando, ovviamente, del pino marittimo. Si tratta di una varietà facente parte della famiglia delle Pinacee e si tratta di uno dei sempreverde più comuni per quanto riguarda il panorama mediterraneo.
Sarà per questo, dunque, che non ci si sofferma mai molto ad osservarlo. Eppure, con il suo tronco più snello e la chioma che sembra costantemente schiaffeggiata dal vento, rappresenta una visione quasi poetica del modo in cui la natura viene forgiata dalle sue stesse forze.
Tra le sue caratteristiche peculiari, poi, c’è soprattutto una crescita molto veloce. Per questo motivo, dunque, viene utilizzato spesso per sopperire a dei disboscamenti troppo feroci.
Ecco perché portare a termine la sua coltivazione nel modo migliore è molto importante. Prima di scoprire le necessità che distinguono questo sempreverde, però, è essenziale imparare a riconoscerlo.
Il che vuol dire stilare una sorta d’identikit generale. Come abbiamo già accennato un elemento peculiare è il suo tronco. Rispetto agli altri pini comuni, infatti, ci troviamo di fronte ad una circonferenza più snella. Il tronco, infatti, ha una forma quasi colonnare anche se spesso si trova ricurvo proprio in stretta vicinanza con il mare.
Altro elemento essenziale è la chioma che, con l’andare del tempo, prende sempre di più la forma di un ombrello. Come tutti gli altri esponenti della famiglia delle pinacce, anche il pino marittimo produce le sue pigne. I pinoli al loro interno, poi, hanno una forma più piccola ed allungata.
Stabiliti questi elementi essenziali, vediamo come andare a coltivare un pino marittimo per garantire la sua sopravvivenza nell’arco dei decenni.

Il pino marittimo e il suo habitat

Ma quanto vive un pino marittimo? La risposta è molto, anche se non moltissimo. In sostanza parliamo di una media di 250 anni che, riferito all’esistenza di ogni singolo uomo, è un’estensione temporale immensa.
Nonostante questo, però, rispetto ad altre speci storicamente centenarie come le querce, possiamo dire di non trovarci al cospetto di una pianta destinata ad una lunga esistenza.
Questo per dire che è essenziale piantarne e coltivarne sempre di nuove. Ma quali sono le condizioni essenziali perché possa svilupparsi con forza? Le due variabili essenziali per la sopravvivenza sono, senza alcun dubbio, clima e terreno.
Nel primo caso predilige una chiara esposizione solare e marittima. Anzi, lontano dai litorali si troverebbe a soffrire particolarmente la presenza di temperature troppo rigide durante l’inverno. Un motivo per cui, ad esempio, questa specie non è presente in alcune regioni come il Trentino e la Valle D’Aosta.
Per quanto riguarda il terreno, invece, dimostra di avere una certa capacità di adattamento. Pur non avendo particolari preferenza in fatto di ph, non sopporta le consistenze argillose e quelle troppo basiche. Assolutamente essenziale, invece, è che gli venga garantito un buon drenaggio.
Perché è evidente che il ristagno non sia un suo grande amico.
Tecniche di coltivazione

Fatto chiarezza sulle effettive scarse necessità del pino marittimo, iniziamo ad addentrarci nelle tecniche per la sua coltivazione. Il primo particolare essenziale da conoscere, riguarda il fatto che si tratta di una specie riproducibile prevalentemente per sementi.
Un particolare, questo, che richiede attenzione durante le prime fasi proprio per non “stressare” eccessivamente i semi scelti. Ma cosa si deve fare nella pratica effettiva?
Prima di tutto è fondamentale individuare il periodo giusto per iniziare la coltivazione. Questo, solitamente, s’identifica con il tardo inverno o subito dopo la raccolta delle sementi. Comunque sia, è bene metterle a dimora il prima possibile, mentre durante la prima stagione invernale si consiglia di sistemare il tutto in una zona riparata. In questo modo si garantisce alla pianta di avere una germinazione assicurata ed anche piuttosto veloce.
In caso, però, si decida di utilizzare un altro metodo, ricordiamo che è possibile piantare in loco degli esemplari giovani tra i 30 e i 90 cm di altezza. Due parametri da tenere ben in considerazione.
Se si decide di piantare prima o dopo, infatti, si rischia l’arresto della crescita per molti anni ed anche una minore resistenza nei confronti del vento.
La moltiplicazione per talee

Nel caso in cui si voglia tentare di moltiplicare un pino marittimo attraverso l’uso e la tecnica delle talee, è bene sapere che devono essere rispettati delle regole ben precise. Prima tra tutti quella di prelevarle da alberi con un’età inferiore ai dieci anni.
Perché questa tecnica abbia successo, poi, si deve scegliere tutto un fascio di foglie da cui, qualche settimana prima, sono state eliminate le gemme. Ed ecco che con pochi passaggi ma con la giusta dose di attenzione il gioco è fatto. E si ottiene un nuovo pino marittimo con le caratteristiche e la forza della pianta madre.
Pino marittimo, come coltivarlo: foto e immagini
Il tronco snello e la chioma folta. Ecco due delle caratteristiche di questo sempreverde. Sfogliate le immagini in galleria per conoscere la sua fiera bellezza e i risultati di una buona coltivazione.