Oziorrinco: caratteristiche, danni e come intervenire
L’oziorrinco è un nemico molto fastidioso per le piante ornamentale e da frutto. Questo parassita provoca danni anche molto gravi a orti e giardini e dunque va contrastato rapidamente per evitare problemi veramente irreparabili.

L’oziorrinco è un insetto fitofago notturno che si nutre delle foglie e delle radici delle piante ornamentali, orticole e da frutto: caratteristiche, sintomi, piante attaccate, danni, trattamenti chimici e lotta biologica.
Caratteristiche dell’oziorrinco

L’oziorrinco, Otiorhynchus, è un coleottero di colore nero appartenente alla famiglia dei Curculionidi come il punteruolo rosso delle palme, con corpo suddiviso in capo, torace e addome.
L’addome, la parte più lunga e vistosa del corpo, si presenta rigonfio e spesso segnato da puntini gialli.
Le larve bianche e carnose, lunghe circa 1 cm, aventi la forma di C hanno il capo di colore giallo-rossastro, vivono sottoterra e si nutrono delle radici delle piante.
Gli insetti adulti vivono nel terreno o nelle spaccature della corteccia degli alberi e sistematicamente, ogni sera, dopo il tramonto, risalgono il fusto degli alberi per portarsi alle foglie e ai teneri germogli per dare inizio alla loro opera di erosione fogliare per tutta la notte.
Al mattino come incomincia ad albeggiare ritornano ai loro rifugi.
Sintomi della presenza dell’oziorrinco

Ai primi caldi, periodo di massima attività dell’oziorrinco, le foglie presentano i bordi erosi dai tipici morsi dentellati di forma semicircolare segni manifesti lasciati dall’apparato masticatore dell’oziorrinco.
Danni dell’oziorrinco
L’oziorrinco è un parassita che arreca danni alle piante, in particolari a quelle giovani, sia allo stato di larva che di adulto.
Le foglie erose perdono vitalità, ingialliscono e cadono.
La pianta soffre per la ridotta fotosintesi e deperisce rapidamente fino a morire, soprattutto se si tratta di bonsai , di piante in vaso o di giovani piante allevate in serra.
In autunno i danni maggiori derivano dalle larve di oziorrinco che svernano nel terreno nutrendosi delle radici di diverse piante ornamentali, da frutto soprattutto dell’olivo erbacee ed orticole.
Piante attaccate
- Alberi da frutto come viti, agrumi, le drupacee come il pesco, olivo e fragole.
- Alberi come tiglio, acero e frassino.
- Piante ornamentali come le siepi come il lauroceraso, lillà, gelsomino, rose, ecc.
- Piante orticole come cavoli e broccoli.
Rimedi naturali e trattamenti contro l’oziorrinco
E’ possibile combattere questo parassita sia con rimedi naturali che prodotti specifici di natura chimica.
Trattamenti chimici contro l’oziorrinco
Utilizzare insetticidi specifici come ad esempio zolfo bagnabile da distribuire nelle ore serali quando l’oziorrinco esce per nutrirsi delle foglie delle piante.
Lotta biologica contro l’oziorrinco
Le infestazioni di oziorrinco si possono combattere anche sfruttando i metodi di lotta biologica. Non esistono insetti in grado di attaccare questo parassita a causa delle sue dimensioni e della sua corazza così spessa. Ci sono però insetti che si nutrono delle sue larve. Ecco allora la possibilità di sfruttare le larve di Heterorhabditis bacteriophora, un “parassita del parassita” che si nutre delle larve di oziorrinco.
Agire prontamente è di grande importanza perché l’oziorrinco porta la pianta a morire lentamente. Sia che si tratti di attacchi alle radici da parte delle larve, sia che si tratti di attacchi alle foglie da parte degli insetti adulti, la pianta subisce gravi sofferenze che poi diventano irreversibili.
- Impiego di antagonisti naturali come alcuni tipi di nematodi.
- Cattura manuale di questi parassiti mediante l’uso di teli stesi ai piedi delle piante. Si scuotono i rami e si raccolgono gli insetti che cadono sui teli.
- In inverno smuovere il terreno a circa 30 cm di profondità alla base della pianta e raccogliere le larve che vi svernano.
- Uso di trappole ad anello ricoperte di sostanze adesive disposte attorno ai tronchi ed ai fusti delle piante.
Periodo dell’intervento
Per sterminare l’oziorrinco, la fase più indicata per intervenire è nei mesi di settembre e ottobre perché questo è il periodo in cui si trova nella fase larvale.