Oleandro rinvaso
Come e quando rinvasare l’oleandro o Nerium oleander? Alcuni consigli pratici per non danneggiare la pianta e fare un lavoro pulito e completo.
L’oleandro è una splendida pianta ornamentale sempreverde che, generalmente, viene allevata in piena terra per siepi di separazione o per creare macchie di colore anche negli angoli più dimenticati di un giardino. Ne esistono diverse varietà, ma che si coltivi a terra o in vaso è bene prestare attenzione ad alcuni dettagli e passaggi importanti.
Facile da coltivare, presenta dei fiori colorati e molto decorativi con una corolla semplice o composta le cui tonalità spaziano dal bianco al rosa, dal giallo al rosso. L’oleandro viene allevato in vasi e fioriere anche su balconi e terrazzi davanti casa per abbellire le facciate dei palazzi anche nelle grandi città.
Il rinvaso dell’oleandro
L’oleandro è una pianta che cresce rapidamente, pertanto bisogna effettuare il rinvaso ogni anno per evitare che le radici occupino tutto lo spazio a disposizione, impoverendo al massimo il terriccio che lo accoglie. Il momento dell’anno ideale per rinvasare l’oleandro è la primavera, quando la pianta è in piena stagione e la crescita della terra nuova è più forte. Il rinvaso è possibile anche prima dello svernamento, ma rispettate queste semplici regole perché, fatto nel momento sbagliato, può creare conseguenze irreparabili e nuocere gravemente al futuro della pianta.
Come effettuare il rinvaso dell’oleandro
Per effettuare il rinvaso dell’oleandro, per prima cosa, bisogna acquistare un vaso più profondo e grande del precedente, con un diametro di almeno 80 cm. Poi occorre procurarsi del nuovo terriccio, poiché il vecchio va sostituito del tutto in quanto troppo povero di elementi nutritivi; e in seguito fornirsi di pezzi di terracotta e argilla espansa. Aspettare l’arrivo della primavera e non annaffiare la pianta almeno per due giorni. Munirsi di guanti perché l’oleandro, pur essendo una pianta molto bella, è anche velenosa. Soprattutto le foglie sono taglienti e i rami, spezzandosi, lasciano fuoriuscire un lattice biancastro e vischioso altamente tossico per gli esseri umani, quindi meglio fare attenzione.
Nell’effettuare il rinvaso è preferibile operare nelle prime ore del mattino e soprattutto in una giornata non ventosa. Disporre sui fori di drenaggio dell’acqua del nuovo vaso, dei pezzi di terracotta; poi distribuire sul fondo uno strato di argilla espansa e uno strato di nuovo terriccio misto a torba e a stallatico maturo.
Dopo aver estratto l’oleandro dal vecchio vaso, trasferirlo al momento nel nuovo e coprire tutto intorno l’apparato radicale con il terreno, comprimendolo delicatamente per evitare la formazione di sacche d’aria dannose per le radici. Dopo aver completato l’operazione del rinvaso dell’oleandro, annaffiare abbondantemente con acqua a temperatura ambiente; dopo 2 settimane somministrare del concime liquido specifico per piante da fiore diluito nell’acqua delle annaffiature secondo le dosi consigliate e riportate sulla confezione.
Oleandro: il terriccio più adatto
Il terriccio ricco di humus non è consigliato per l’oleandro, che ha invece bisogno di un substrato limoso e strutturalmente stabile. Gli esperti ci pensano da soli aggiungendo della polvere culinaria al terriccio base che si trova sul mercato. Il terriccio ideale dovrebbe avere argilla ad arricchire il composto per dare alla pianta la giusta nutrizione e le giuste condizioni per crescere rigogliosa e maestosa. Per qualcuno si può optare anche per un terriccio specifico per piante fiorite a base di Leonardite che aiuta l’assorbimento delle radici e la crescita di nuovi germogli. Però l’argilla è meglio metterla, comunque, ma alla base del vaso per favorire il drenaggio ed evitare i ristagni di acqua.
Come e quando annaffiare l’oleandro
Prima di tutto è bene controllare lo stato del terreno con le dita e, se non è umido ma troppo secco, vuol dire che è arrivato il momento di innaffiare la pianta. L’oleandro non ha bisogno di moltissima acqua, quindi niente annaffiature abbondanti e frequenti, ma bisogna tener conto delle diverse stagioni e temperature. Tuttavia occorre poca acqua, per esempio, tra la fine dell’estate alla primavera successiva, mentre in piena estate meglio innaffiare più spesso. Preferite l’acqua tiepida perché con l’acqua troppo fredda le foglie potrebbero virare verso un colore troppo pallido.
Oleandro rinvaso: immagini e foto
Cosa e fare e cosa non fare, quando si è chiamati a rinvasare un oleandro, una pianta resistente e bella da vedere ma comunque con i suoi punti deboli. Le operazioni, il terreno migliore, il vaso giusto, quanto e come annaffiare la pianta, insomma poche semplici regole ma efficaci.





