Drosera capensis – Drosera

Autore:
Laura Bennet
  • Docente sc. biologiche
Tempo di lettura: 10 minuti

Drosera-capensis

La Drosera capensis è una pianta carnivora ornamentale, apprezzata anche in fitoterapia per le sue proprietà benefiche.

Caratteristiche generali della Drosera capensis

Le piante di Drosera appartengono alla famiglia Droseraceae originarie del Sudafrica, diffuse ampiamente nelle zone con elevata umidità come acquitrini e paludi.

La pianta di Drosera capensis è una carnivora di piccole dimensioni, infatti in pieno sviluppo vegetativo forma un robusto cespuglietto che generalmente non supera i 30 cm di altezza. I fusti si originano da radici tuberose e da erbacei e teneri, invecchiando diventano legnosi.

Drosera-foglie

Le foglie della Drosera capensis sono lineari, lunghe fino a 15 cm e larghe 1 cm. Sono ricoperte lungo i bordi di tentacoli rossi terminanti alle estremità con gocce di mucillagine appiccicosa simile alla colla la cui funzione è quella di intrappolare gli insetti che si poggiano su di essi.

Non appena l’insetto viene catturato, i tentacoli si arrotolano e, il malcapitato viene digerito dal secreto prodotto dalle ghiandole digestive che si trovano nella zona centrale della foglia.

Al termine della digestione, circa 2 ore, la foglia si srotola e si prepara alla cattura di nuove prede. La velocità di arrotolamento delle foglie e la digestione dell’insetto aumenta con l’aumentare della temperatura quindi è massima in in piena estate.

I semi sono piccoli, fusiformi e chiusi all’interno di capsule deiscenti. Quando il fiore secca, le capsule si aprono liberando i semi che per autodisseminazione danno vita a nuove piante di Drosera.

Fioritura

La drosera fiorisce dalla primavera inoltrata fino all’autunno.

Drosera

Coltivazione della Drosera

Esposizione

Ama l’esposizione al pieno sole ma cresce bene anche all’ombra parziale. La temperatura ideale va dai 18° ai 30° C. Teme le correnti d’aria e le temperature al di sotto dei 5°C. Al chiuso va tenuta lontano dal calore dei termosifoni.

Annaffiature

Utilizzare sempre il sottovaso ricolmo d’acqua (se coltivata all’esterno durante l’inverno, togliere il sottovaso mantenendo sempre umido il substrato).

Terreno

La pianta di Drosera predilige i terreni poveri di sali minerali, soprattutto di azoto (N) di azoto se si vuole evitare che le foglie dissecchino completamente. Va assolutamente evitata quindi la coltivazione nel terriccio ricco di nutrienti. Il substrato ottimale di coltivazione è costituito da un 70% di torba bionda acida di sfagno e un 30% costituito da perlite o, in alternativa, sabbia di quarzo.

Annaffiature

E’ una pianta che va annaffiata frequentemente per mantenere costante l’umidità del terreno. Per le annaffiature va utilizzata acqua demineralizzata, piovana o distillata preferibilmente a temperatura ambiente. Per garantire una costante ed adeguata umidità ambientale il vaso o ciotola va posto in un capiente sottovaso contenente almeno 2-3 cm di acqua. Se la Drosera è coltivata all’esterno, il terreno va mantenuto appena umido durante l’inverno avendo però l’accortezza di toglierlo dal sottovaso.

Esposizione

Ama l’esposizione al pieno sole ma cresce bene anche all’ombra parziale. La temperatura ideale va dai 18° ai 30° C. Teme le correnti d’aria e le temperature al di sotto dei 5°C. Al chiuso va tenuta lontano dal calore dei termosifoni.

Concimazione

Questa pianta carnivora non necessita di concime in quanto gli elementi indispensabili per la crescita e lo sviluppo le vengono forniti direttamente dalla digestione degli insetti di cui si nutre come la Dionea.

Drosera: coltivazione in vaso

Questa splendida pianta carnivora va coltivata in vassoi larghi e bassi riempiti con torba e sabbia, e posti in ampi e capienti sottovasi, con circa 2-3 cm di acqua, costantemente, per tutto l’arco dell’anno. In estate può essere tenuta all’aperto ma riparata dai raggi diretti del sole delle ore più calde del giorno e, in inverno, va riparata in casa, lontano dal calore dei termosifoni o in un ambiente umido con temperatura di i 5 – 10 gradi.

Rinvaso

Il rinvaso va fatto solo si effettua nel periodo in cui la Drosera riprede a vegetare, in febbraio e mediamente ogni 1 0 3 anni oppure quando le radici emesse dai tuberi fuoriescono dai fori del vaso. Va utilizzato un vassoio più grande del precedente e nuovo substrato sempre a pH acido e composto da una parte di pura torba di sfagno e una parte di perlite o sabbia di quarzo inerte. I tuberi vanno prontamente interrati a 3-4 cm di profondità.

Moltiplicazione della Drosera

La riproduzione avviene per seme e anche per talea di foglia e stolone.

Semina

La semina si effettua spargendo i semi di Drosera su un substrato specifico che va tenuto molto umido e posto in un luogo con discreta luminosità e a temperatura  non inferiore ai  5°C.

Propagazione per talea

Nuove piante di Drosera si possono ottenere facilmente per talea fogliare. Si asportano dalla rosetta della pianta madre foglie sane e rigogliose e, si pongono direttamente a dimora, in un piccolo vaso contenente il substrato adatto. Le talee fogliari radicano rapidamente, dando origine ad una piccola rosetta di tenere foglioline di colore verde chiaro.

Propagazione per stoloni

Piante identiche a quella originale si possono propagare separando gli stoloni prodotti dalle piante di Drosera.  Si stacca la rosetta apicale e si invasa singolarmente.

Parassiti e malattie della Drosera

E’ una pianta resistente ai parassiti animali ma sensibile alla Botrite  o muffa grigia una malattia fungina che se non curata tempestivamente provoca la marcescenza della pianta.

Cure e trattamenti

Le piante di Drosera nella maggior parte dei casi, non hanno bisogno di cure particolari; in  coltivazione va solo evitata la somministrazione di acqua del rubinetto cioè ricca di sali disciolti. Come le altre piante carnivore non hanno bisogno di trattamenti antiparassitari e quelli fungini vanno effettuati solo se necessari.

Varietà e specie di Drosera

Il genere Drosera comprende circa 150 specie di piante carnivore che differiscono tra loro per le dimensioni e il colore dei peli.

Drosera capensis ‘Alba’

Una pianta carnivora originaria del Sud Africa che a differenza della Drosera capensis produce fiori bianchi autofertili che catturano moscerini, zanzare e altri insetti molto piccoli. Nelle regioni in cui  le temperature invernali non sono inferiori a 0° C, può essere quindi coltivata all’esterno e, anche se perderà completamente le foglie, la pianta le ricaccerà rigogliose nella primavera successiva.
Nelle zone in cui la temperatura è molto rigida, questa Drosera deve essere riparata e in questo la pianta continuerà a vegetare mantenendo il fogliame e assumendo la forma di una palmetta.

Drosera peltata

La Drosera peltata è una pianta carnivora endemica dell’Australia meridionale, orientale e sud-occidentale, della Nuova Zelanda, del Sud-est asiatico e dell’India. Cresce senza problemi in ambienti poveri di nutrienti su suoli sabbiosi, nelle torbiere, e nei terreni siccitosi o saturi di acqua. La pianta è provvista di tuberi perenni che danno vita a rosette di foglie dal  portamento eretto. Le  foglie di questa specie, come tutte le Drosere, hanno la lamina ricca di ghiandole che secernono una sostanza mucillaginosa ricca di enzimi che cattura e digerisce piccoli insetti. In primavera produce piccoli fiori rosa. Va annaffiata regolarmente per tutto il ciclo vegetativo fino all’estate per permettere ai tuberi sotterranei di riposare.

Drosera regia-fiore

Drosera regia

E’ una pianta carnivora della famiglia Droseraceae, endemica delle Province del Capo, in Sudafrica. Ha rizomi legnosi e foglie lunghe  circa 70 cm, coperte di tentacoli mucillaginosi che possono catturare grandi prede, come coleotteri, falene e farfalle. L’epiteto specifico regia è deriva dal latino per “reale”, un riferimento al suo imponente aspetto.

Drosera rotundifolia

Drosera rotundifolia

La Drosera rotundifolia chiamata anche rosòlida è è una pianta carnivora della famiglia delle Droseraceae, alta 10–20 cm. Ha foglie disposte a rosetta basale, obovate e lungamente picciolate,  provviste  di lunghi tentacoli con peli porporini che producono un secreto vischioso, nel quale restano intrappolati piccoli insetti. I tentacoli si ripiegano sulla preda dopo la cattura. Da aprile a Settembre produce piccoli fiori bianchi. In inverno la pianta entra in dormienza chiudendosi in un corpicciuolo detto ibernacolo. La Drosera rotundifolia viene utilizzata in fitoterapia per le proprietà espettoranti, come calmante della tosse, nel trattamento di bronchiti croniche e nell’asma.

Drosera-anglica

Drosera anglica

La Drosera anglica è una pianta carnivora della famiglia delle Droseracee diffusa nel nord America, in Europa e in Asia. In Italia pochi esemplari di questa specie si trovano lungo l’arco alpino. La pianta forma una rosetta di brevi piccioli che portano alla loro estremità delle foglie spatolate, con lamine lunghe 5-7 cm, ricoperte da minuscoli tentacoli rossastri che intrappolano piccoli insetti volanti con le loro gocce appiccicose. Da giugno ad agosto produce  piccoli fiori bianchi portati da un breve racemo che si sviluppa al centro della rosetta.

Drosera-intermedia

Drosera intermedia

La Drosera intermedia è una pianta carnivora della famiglia delle Droseraceae, diffusa nel Nord e Sud America del Nord e anche in Europa. E’ una carnivora erbacea perenne, alta circa 10 cm, con foglie spatolate disposte a rosetta semi-eretta. Le lamine delle foglie sono fittamente coperte di ghiandole mucillaginose che catturano  piccoli insetti e li digeriscono grazie agli enzimi digestivi prodotti. Da giugno fino ad agosto forma infiorescenze alte fino ai 15 cm, composte da 3 a 8 fiori bianchi. Produce numerosi piccoli semi rilasciati da capsule deiscenti a forma di uovo che si formano dagli ovari fecondati. Predilige l’esposizione al pieno sole, il terreno povero di nutrienti,   acido, con pH inferiore a 5.

Drosera-Drosera aliciae

Drosera aliciae

Una specie carnivora perenne originaria del Sudafrica. Forma piccole rosette striscianti composte da foglie cuneiformi con tentacoli rossi appiccicosi  che attirano e catturano gli insetti. Produce fiori molto decorativi di colore rosa portati  da uno stelo alto circa 30 cm. La Drosera aliciae non va in riposo vegetativo ed è per tale motivo molto apprezzata come ornamentale.

Usi

Le piante di Drosera vengono coltivate in terrario o in vaso come ornamentali.

Nei luoghi nativi gli infusi preparati con le foglie essiccate vengono utilizzati come rimedio contro le infezioni dell’apparato respiratorio e come sedativi della tosse per far cagliare il latte.

Curiosità

Il nome del genere Drosera viene dalla parola greca droserós, che significa “coperto di rugiada”. L’epiteto specifico capensis deve il nome alla regione della Città del Capo, in Sudafrica, da cui proviene.

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