Variazioni catastali: al via i controlli dell’Agenzia Entrate
L’Agenzia delle Entrate ha ufficialmente avviato la prima fase di controlli sulla variazione catastale di tutti quegli immobili che in Italia hanno usufruito di interventi edilizi agevolati quali Superbonus, Ecobonus e Sismabonus. Chi non ha ancora regolarizzato la propria posizione riceverà una lettera di compliance: ecco come comportarsi per mettersi in regola.

Era nell’aria da tempo e se ne parlava già da diversi mesi, ma finalmente è arrivata la comunicazione ufficiale. Con il Provvedimento n.38133/2025 l’Agenzia delle Entrate ha dato il via alla prima fase di controlli sui migliaia di immobili italiani che, grazie ad interventi di efficientamento energetico e adeguamento sismico, hanno l’obbligo di aggiornare la rendita catastale ma non l’hanno ancora fatto.
Le lettere di compliance arriveranno, quindi, a tutti i proprietari che a seguito degli interventi di riqualificazione del proprio immobile, laddove ce ne sia bisogno, non hanno ancora provveduto a presentare la documentazione di aggiornamento catastale tramite procedura DOCFA. La lettera non costituisce di per sé una minaccia, ma invita i proprietari a mettersi in regola e ad aggiornare la rendita catastale alla luce delle migliorie apportate al proprio immobile.
Controlli sulla variazione catastale

Già da diversi mesi si vociferava che l’Agenzia delle Entrate avrebbe avviato una vera e propria campagna di controllo sugli immobili italiani. In particolare, al di là dei singoli casi in cui i proprietari non hanno provveduto all’adeguamento della rendita catastale a seguito di importanti interventi sull’immobile di loro proprietà, la maggior parte dei contribuenti nel mirino dell’AdE sono quelli che hanno usufruito delle agevolazioni del Superbonus, dell’Ecobonus e del Sismabonus.
L’annuncio è arrivato nell’ambito di una riunione promossa dalla Direzione Centrale Servizi Catastali, Cartografici e di Pubblicità Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, cui ha partecipato anche il Gruppo di Lavoro Catasto del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali (CNPI). Con il Provvedimento n.38133/2025, quindi, l’AdE ha dato il via ufficialmente ai controlli su migliaia di immobili in Italia. Proprio le figure dei Periti industriali, che siano questi direttori dei lavori, consulenti tecnici o progettisti, sono quelle incaricate di verificare l’impatto degli interventi realizzati sul valore dell’immobile.
Spetta a loro, infatti, valutare se le opere hanno modificato oppure no la consistenza, la categoria o la classe catastale dell’immobile e, eventualmente, presentare la dichiarazione DOCFA entro 30 giorni dal termine dei lavori.
Gli interventi che richiedono l’adeguamento

Adeguare la rendita catastale è un obbligo del proprietario, il quale può avvalersi di tecnici specializzati sia per valutare l’entità dell’intervento e definire se questo rientri nelle casistiche di variazione, sia per presentare la pratica di adeguamento. Infatti, la procedura di variazione catastale non è obbligatoria per tutte le ristrutturazioni, ma solamente per quelle che aumentano significativamente il valore dell’immobile.
Alcuni esempi di interventi che obbligano il proprietario ad aggiornare la rendita catastale di un immobile sono:
- l’aggiunta di spazi abitativi e l’ampliamento volumetrico dell’immobile;
- l’installazione di impianti avanzati per l’efficientamento energetico;
- interventi strutturali considerevoli che hanno modificato il valore dell’immobile.
Rientrano, quindi, in queste categorie, molti degli interventi del Superbonus, dell’Ecobonus e del Sismabonus. Al ricevimento della lettera di compliance da parte dell’Agenzia delle Entrate, di conseguenza, si deve procedere all’adeguamento catastale, che aggiornerà la rendita in base all’aumento di valore apportato all’immobile. Considerando che i dati presenti in catasto sono quelli da cui si parte per il calcolo delle tasse, da quel momento in poi, inevitabilmente il proprietario dovrà pagarne di più alte, in virtù di un immobile dal valore più alto.