Prima di mettere lo zerbino sul pianerottolo controlla questo: potresti evitare una brutta sorpresa

Autore:
Laura Scarpellini
  • Laurea in architettura d'interni
Tempo di lettura: 5 minuti

Il pianerottolo è definito espressamente uno spazio condiviso. Ma troppo spesso non ci si ferma a pensare che  andare a  posizionare un tappeto sporgente o ingombrante potrebbe di fatto chiamare in causa le norme sulla “cosa comune” rischiando così di costare caro all’inquilino,  tra sanzioni e liti con l’amministratore. Ecco come ci si deve comportare.

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zerbino in condominio sanzioni
Photo by Tumisu – Pixabay

Forse troppo spesso non ci si pensa che la  superficie  del pianerottolo di fatto appartiene all’intero condominio. Un dettaglio che molti residenti tendono a dimenticare. Posizionare un elemento d’arredo o un semplice tappeto all’ingresso richiede attenzione, perché lo spazio condiviso è regolato da precise norme di legge. L’inosservanza delle disposizioni o del regolamento interno può portare a contestazioni formali e a sanzioni pecuniarie che arrivano fino a 200 euro nei casi di recidiva normati dalle assemblee. Il quadro giuridico di riferimento trova fondamento nell’articolo 1102 del Codice Civile. Tale norma consente a ciascun condomino l’uso delle parti comuni, a patto di non alterarne la destinazione e di non impedire ad altri di farne pari uso. Tradotto nella quotidianità abitativa: lo zerbino è tollerato. Ma deve restare un accessorio discreto. Non deve mai trasformarsi in un ostacolo per chi transita lungo le scale o verso le altre abitazioni.

zerbino condominio
Photo by MonsterDealz – Pixabay

Il mercato offre zerbini di forme e materiali di ogni genere

Il mercato degli zerbini e tappetini concepiti per essere posizionati all’entrata delle nostre abitazioni, offre ormai  forme, soggetti e materiali di ogni genere. Tuttavia sarà bene tenere sempre  a mente che le esigenze di uno spazio condiviso impongono sempre  criteri di scelta rigorosi. Le caratteristiche da verificare riguardano:

Dimensioni standard: la misura corretta per non invadere la corsia di passaggio è quella classica da 60 per 40 centimetri. Formati allungati o sagome rotonde ingombranti sono da evitare.

Posizionamento aderenza: il tappeto deve aderire perfettamente alla soglia dell’ingresso, a ridosso dello stipite della porta. Nessuna sporgenza verso il centro del corridoio.

Uniformità estetica: molti regolamenti condominiali contrattuali impongono un modello unico per colore e materiale, per tutelare l’armonia visiva e il decoro architettonico dello stabile.

La questione va oltre il semplice impatto visivo. Un tappeto consumato, arricciato agli angoli o posizionato male costituisce un pericolo reale per l’incolumità fisica di chi cammina, in particolare di anziani e bambini. L’inciampo è sempre dietro l’angolo. Nelle ore serali o in presenza di un’illuminazione ridotta, un ingombro imprevisto lungo il piano di calpestio aumenta drasticamente il rischio di cadute accidentali.

Zerbino condominio
Photo by stux – Pixabay

L’igiene gioca un ruolo decisivo

Troppo spesso si sorvola sul fatto che lo zerbino trattiene lo sporco della strada, fango e polveri sottili. Trascurare la pulizia di questo oggetto compromette l’estetica dell’intero piano, generando inevitabili tensioni con i vicini di casa e segnalazioni dirette all’amministratore. Un’aspirazione periodica e un lavaggio costante rappresentano la regola base per mantenere l’ordine. Inserire elementi di design all’esterno della propria porta è un diritto, ma il rispetto per gli spazi comuni e per la sicurezza collettiva resta l’unica vera regola per vivere in armonia.

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