Addio ai fumi nei porti? Entro il 2030 quattro traghetti su cinque potrebbero cambiare
Si punta ira più che mai alla sostenibilità e qualità della vita nelle città di mare: le nuove direttive europee e l’opportunità delle rotte navali a zero emissioni
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Poter godere dell’aria salubre del mare è un diritto fondamentale che per chi vive nelle città di costiere, ma appare spesso un traguardo difficile da raggiungere. L’Italia possiede la flotta di traghetti più anziana e inquinante d’Europa. Con imbarcazioni che superano abbondantemente i tre decenni di attività, la gestione del traffico navale deve fare i conti con standard di emissione ormai del tutto superati. La risposta istituzionale fortunatamente non si è fatta attendere. L’introduzione del protocollo internazionale SECA ha fissato tetti assai severi al contenuto di zolfo nei carburanti marittimi, costringendo conseguentemente gli armatori a installare sistemi di filtraggio o a impiegare combustibili meno tossici. Inoltre le sempre più stringenti direttive dell’Unione Europea in materia di decarbonizzazione impongono ora una rapida e drastica riduzione dei fumi nei bacini di sosta. Rispettare queste normative non è solo un obbligo di legge. È una straordinaria occasione per rinnovare i trasporti sul nostro territorio e tutelare la salute pubblica.

Prossimo obiettivo 2030: la svolta elettrica
I dati diffusi dal gruppo indipendente T&E durante l’evento “Il Corridoio Blu” tracciano una strada chiara. Entro il 2030 sarà tecnicamente possibile sostituire ben quattro traghetti su cinque con modelli propulsi a batteria o con sistemi propulsivi ibridi. E’ stato appurato che sulle rotte a breve e medio raggio la tecnologia elettrica azzera la produzione di sostanze nocive alla radice. Non si tratta soltanto di un vantaggio ecologico per il paesaggio costiero. Gli aspetti economici legati al ciclo di vita delle navi sono lampanti. Entro il 2035 la conversione all’elettrico risulterà la scelta più conveniente per gli operatori nel 76% dei casi. Eliminare così la dipendenza dai carburanti tradizionali protegge dalle oscillazioni dei prezzi del petrolio e permette di azzerare le pesanti penali previste oggi dalle leggi europee contro l’inquinamento. La svolta verso la navigazione pulita protegge la casa di tutti noi, andando a migliorare la qualità dell’aria dei quartieri portuali. Ecco quindi che si assisterà di conseguenza, anche ad una importante trasformazione del turismo che diverrà così un’esperienza davvero rispettosa dell’ambiente.

Bruxelles tra divieto fumi neri e quadrature dei bilanci
Il futuro prossimo delle nostre città costiere passa inevitabilmente da queste decisioni. Dire addio ai fumi neri all’orizzonte non significa soltanto rispettare i parametri imposti da Bruxelles o far quadrare i bilanci delle compagnie marittime. Di fatto significa andare a restituire dignità all’aria che respiriamo, ogni volta che apriamo le finestre di casa. Convertire i traghetti all’elettrico è la scommessa irrinunciabile per trasformare così porti caotici e inquinati in veri e propri polmoni blu, dove la tecnologia più avanzata si mette finalmente al servizio del benessere quotidiano, e della bellezza dei nostri litorali. Questo è l’unico percorso possibile per salvaguardare un patrimonio naturale inestimabile. Soltanto applicando con rigore i tetti sulle emissioni e spingendo sulla decarbonizzazione dei trasporti marittimi potremo continuare a godere di quel meraviglioso panorama costiero che tutto il mondo ci invidia.