Superbonus 110%, arriva il 2024: scopriamo scadenze e proroghe

Autore:
Laura Scarpellini

Superbonus 110% ancora oggetto di accesi dibattiti e aggiornamenti, in vista del nuovo anno. Il comparto edile invoca un chiaro segnale fiscale che possa dare l’avvio ad una ripartenza dopo la fase di stallo delle ultime settimane. Si assiste infatti ad un fermo nei cantieri, con gli italiani in ansia per il precario accesso al beneficio istituzionale. Cerchiamo di dare uno sguardo a quelle che saranno le prime novità che ci attenderanno,  in avvio del prossimo anno.

Tasse, Soldi
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Superbonus 110% 2024: in arrivo le proroghe

Di certo potranno tirare un sospiro di sollievo, quegli italiani che hanno fatto ricorso agli incentivi fiscali, ricevendo finalmente qualche spiraglio di luce. L’anno nuovo vedrà il Superbonus proseguire la sua funzione di sostegno al comparto edile in Italia, seppure in modalità più ristretta.

Tra le novità che ci attendono a tal proposito, ecco che emerge l’opzione per l’ambito incentivo fiscale, di essere d’ora in poi ad appannaggio solamente dei condomini con un’aliquota fissata al 75%, che scenderà al 65% nel 2025. Fino a quella data inoltre, il Superbonus potrà essere di supporto solo per gli immobili che siano stati colpiti da terremoti manifestatisi, dal 2009 in poi.

Ultima precisazione vede il Superbonus essere oggetto di cessione di credito o di sconto in fattura solo nel caso in cui la CILAS (comunicazione inizio lavori superbonus),sia stata presentata entro la data del 17 febbraio 2023.

Edilizia, Euro
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Cantieri fermi, pronti a ripartire: tre opzioni al vaglio del Governo

Il bilancio del Superbonus 110% vede negli ultimi tempi il comparto edile avvolto da una coltre di incertezza. Cantieri chiusi e lavori che rischiano ormai di non essere consegnati entro il termine stabilito del 31 dicembre 2023, rischiano di compromettere l’accesso allo sgravio fiscale.

Gran parte degli italiani che hanno avviato ristrutturazioni a condizioni agevolate, le trovano essere incluse nel totale dei 15 miliardi di opere edili ferme da tempo. Il rischio è quello di vedere perduto il tanto rincorso 110% di sgravio fiscale. Il superbonus ad oggi ha inciso nelle casse dello Stato italiano, per ben 100 milioni di euro, anche se ci si aspetta un ritorno economico pari al doppio di tale importo.

Ciò è dato dall’innesco della transizione energetica, che ormai ha messo in moto i suoi ingranaggi, anche nel nostro Paese. Pertanto si potrebbe prospettare una proroga per il termine ultimo della consegna dei lavori, che di contro con tempi più lunghi, andrebbe ad incidere negativamente sulle casse statali. (In giornata sono arrivate buone notizie)

A tale aspettativa si potrebbe evitare una proroga evitando il SAL, portando immediatamente la detrazione fiscale al 70%. Ma c’è anche chi sta ventilando invece un SAL fissato al 31 dicembre 2023 con detrazione al 110%, che per i ritardatari si tramuterebbe a seguire in una detrazione al 70%.

Edilizia, Euro

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Bonus che ritroveremo nel 2024

Nel 2024 troveranno ancora posto diversi sgravi fiscali, come ad esempio:

  • Ecobonus messo a punto per incentivare la realizzazione di nuovi impianti ecosostenibili, con una detrazione fiscale dal 50% al 75%, secondo le lavorazioni.
  • Bonus barriere architettoniche che può contare su di una detrazione fiscale pari al 5% della spesa sostenuta, da ammortizzare in 5 anni, con un massimo di spesa tra i 30 e i 50 mila euro per condomini e singole abitazioni.
  • Sismabonus che presenta un massimo di spesa pari a 96 mila euro, da ammortizzare in 5 anni.
  • Bonus ristrutturazione con un massimo di spesa di 96 mila euro e ammortamento al 50% da recuperare in 5 anni.
  • Bonus elettrodomestici e arredamento con detrazione pari al 50% della spesa sostenuta per un massimo di 5 mila euro, da recuperarsi in 5 anni.

Foto e immagini: Superbonus 2024 arrivano le novità