Superbonus 110%, arriva l’approvazione Cdm: cosa accadrà ora

Autore:
Laura Scarpellini

Superbonus 110% che agguanta il via libera da parte del Consiglio dei ministri. La recente notizia riporta della messa a punto di iniziative mirate che vanno a toccare il Superbonus 110% e il Sismabonus. L’obiettivo del Governo è stato quello di andare a tutelare la fascia degli italiani più deboli, che non dovranno restituire soldi. Ecco le novità in arrivo.

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Superbonus: messo finalmente a punto un decreto risolutivo

A quanto pare sono finiti i giorni di passione per i cantieri rimasti in panne nel corso della definizione del Superbonus 110%. È stato messo a punto nelle ultime ore un Decreto che consentirà di portare a termine le lavorazioni o di definire un SAL minimo al 30% per poter accedere con facilità alla detrazione fiscale del 110%.

Ecco quindi che Palazzo Chigi ci tiene a sottolineare che in merito al Superbonus non verrà formulata nessuna proroga nonostante una parte della maggioranza l’abbia invocata a gran voce. Di contro si è giunti alla stesura di un decreto apposito che vada in aiuto ai cittadini italiani che presentino redditi molto bassi, e si trovano ad avere cantieri ancora aperti, senza la detrazione del 110%.

Infatti sono proprio loro che stavano rischiando di dover restituire i crediti fiscali maturati, a partire dal 1° gennaio 2024, a causa dei lavori edili ancora non portati a compimento.

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Chi rientra nel decreto

Il provvedimento messo a punto dal Cdm nelle ultime ore, di fatto si rivolge a tutti i lavori edili che in possesso di certificazione, si sono svolti nel 2023, e che non risulteranno essere chiusi allo scadere del 31 dicembre prossimo. Ciò andrà di fatto a porre la parola fine al Superbonus 110% così come lo conosciamo.

L’incentivo fiscale è costato alle casse dello Stato 100 milioni di euro, e con tale provvedimento non si vedrà salire ulteriormente tale tetto della spesa pubblica. Contestualmente nella stessa sede il Cdm ha messo delle limitazioni ben precise che andranno a riguardare gli alti incentivi edilizi come il Sismabonus, e quello riguardante l’abbattimento delle barriere architettoniche.

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Scattano gli aiuti alle fasce di reddito più basse

Durante il lungo dibattimento a Palazzo Chigi si sono andati a definire anche mirati aiuti economici a supporto degli italiani che presentino un ISEE fino a 15 mila euro. Il decreto per tale situazione prevede una proroga dell’agevolazione al 110% andando a definire un Fondo povertà.

Con tale provvedimento si farà fronte alle spese assunte dal 1° gennaio 2024 fino al 31 ottobre, che non siano più coperte dall’agevolazione del 110%, ma solo al 70%. Ecco quindi che le fasce degli italiani rientranti nei redditi più bassi, potranno contare sull’integrazione economica messa a punto dal Governo.

Per avere diritto a tale supporto però lo stato avanzamento dei lavori non dovrà essere inferiore al 60% del volume complessivo. A determinare i dettagli del Fondo che verrà finanziato a tal riguardo, entrerà in gioco il Mef che avrà il compito di andare a reperire le risorse necessarie, andando ad attingere ad altri fondi già in essere.

Attualmente la cifra adisposizione per poter intervenire a tal riguardo è stimata su 16 milioni di euro. Con tale provvedimento potranno tirare un sospiro di sollievo gran parte  italiani che si sono trovati ad oggi ad avere ancora cantieri aperti, e lavori edili non portati a compimento al 31 dicembre 2023.

Nuovo accordo Superbonus: foto e immagini