Stato legittimo degli immobili: nuova procedura Salva Casa

Autore:
Erika Fameli
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Dimostrare lo stato legittimo degli immobili non sarà più un’impresa titanica per gli italiani, grazie alle linee guida del Decreto Salva Casa, che permette di limitarsi a presentare lo storico degli immobili da sanare partendo dall’ultimo intervento edilizio. Ecco come funziona la nuova procedura introdotta dal Decreto Salva Casa.

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Photo by stevepb – Pixabay

Pochi giorni fa si è tenuto il Quarto Tavolo dedicato al Piano Casa. Indetto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Tavolo ha portato alla definizione delle linee guida da seguire per attuare il Decreto Salva Casa e regolarizzare migliaia di situazioni immobiliari in stallo. Come si legge nella nota stessa del MIT:

Il Mit ha puntato sulla semplificazione delle regole a vantaggio del cittadino.

Ebbene, lo ha fatto su diversi fronti, tra cui si notano diverse voci, come il recupero dei sottotetti, le istanze con finalità multipla, il silenzio assenso e anche la dimostrazione dello stato legittimo degli immobili.

Stato legittimo degli immobili

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Lo stato legittimo degli immobili è un passaggio fondamentale per portare a compimento qualsiasi pratica edilizia. Infatti, anche per una semplice ristrutturazione o per il rinnovo degli impianti già esistenti, il proprietario di casa deve dimostrare al Comune la legittimità del proprio immobile, consegnando la documentazione attestante tutta la sua storia. Di conseguenza, per ogni tipo di pratica si deve consegnare al Comune:

  • i titoli edilizi di costruzioni;
  • i permessi a costruire;
  • le eventuali varianti;
  • le certificazioni di proprietà;
  • eventuali interventi già effettuati.

Insomma, si tratta di una mole di documenti davvero enorme, spesso anche difficile da reperire. Infatti, essendo molti immobili italiani risalenti a quasi 100 anni fa, trovare tutta la documentazione necessaria implica spendere somme importanti e anche attendere tempi parecchio lunghi. Le linee guida del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha notevolmente semplificato questo punto, permettendo ai proprietari di dimostrare lo stato legittimo del proprio immobile solamente a partire dall’ultimo intervento eseguito.

La nuova procedura

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Grazie a questa semplificazione, quindi, chi vuole per esempio presentare una CILA per aver ristrutturato la propria casa, non dovrà più inviare la documentazione dell’immobile a partire dalla sua costruzione, ma limitarsi a presentare quella che ne attesti la legittimità dall’ultimo intervento eseguito sullo stesso. Ovviamente, questo è possibile solamente se il Comune ha già provveduto ad esaminare tutta la documentazione precedente e ad attestarne la validità. In questo modo, solamente la prima istanza edilizia fatta al Comune comporta la presentazione della documentazione completa.

Una volta approvata, infatti, non sarà più necessario presentarla nuovamente per le nuove richieste inerenti lo stesso immobile. Quello che si dovrà presentare è solamente la documentazione relativa all’ultima pratica effettuata. Il Mit, a questo proposito, pubblicherà presto delle linee guida, in cui chiarirà come dovranno comportarsi i Comuni. Per esempio, le linee guida definiranno che la verifica dei titoli pregressi sarà presunta se nella modulistica relativa all’ultimo intervento, il proprietario dell’immobile ha indicato gli estremi degli stessi. Questo si potrà applicare sia ai titoli rilasciati dalla Pubblica Amministrazione che da quelli generati dal silenzio assenso.

Si tratta, quindi, di una semplificazione importantissima, che farà risparmiare un sacco di tempo e di soldi ai proprietari immobiliari che vogliono presentare una qualsiasi istanza edilizia. Grazie a questo, inoltre, la crisi del mercato immobiliare italiano potrebbe cessare, e nel 2025 comprare e vendere casa potrebbe non essere più tanto complicato come lo è stato in passato.

Stato legittimo degli immobili, nuova procedura Salva Casa: foto e immagini