Si può vendere casa senza APE? Ecco cosa dice la legge
L’APE (Attestato di Prestazione Energetica) è un documento che certifica la classe energetica di un immobile, ma è davvero necessario per vendere casa? Chi deve pagare per la sua produzione, e cosa succede se un venditore non consegna l’APE al Notaio per il rogito? Ecco le risposte a tutte queste domande, stando a quanto dice la legge.

Quando si vende casa c’è un corollario di documenti che i proprietari devono consegnare sia alla parte acquirente che al Notaio rogante. Ogni Notaio può decidere liberamente quanto approfondire la sezione documentale di ogni immobile per cui stipula una compravendita, ma ci sono alcuni documenti che deve richiedere obbligatoriamente, e dai quali non c’è modo di scappare. Tra questi, c’è anche l’APE, ossia l’Attestato di Prestazione Energetica.
Questo è un certificato piuttosto recente, per questo molte case possono ancora esserne sprovviste, e il proprietario di un immobile potrebbe non disporre dell’APE nel momento in cui decide di mettere in vendita la propria casa. Cosa succede quindi quando la casa è sprovvista di APE o questo è scaduto? Il venditore è obbligato a produrlo prima del rogito? E a carico di chi sono le spese? Ecco cosa dice la legge in materia di APE.
Si può vendere senza APE?

Tirando le somme di quanto detto finora, la risposta è no! L’Ape è uno dei documenti obbligatori che il Notaio deve richiedere per poter stipulare l’atto definitivo di compravendita, per cui non si può effettuare alcun atto senza la sua presenza tra la documentazione.
Ciò detto, cosa succede in uno dei casi sopra elencati, quando ossia un immobile in vendita non è provvisto di APE, e chi se ne deve occupare? Essendo ancora l’immobile di sua proprietà, a far redigere l’APE da parte di un tecnico deve pensarci il venditore, il quale non può esimersi dalla produzione di questo certificato, perché se lo fa, i rischi che corre sono davvero seri.
APE: cosa succede se non si presenta?

Come già evidenziato, l’APE è un documento essenziale ai fini delle compravendite immobiliari, e assieme ad esso il venditore deve fornire al Notaio e alla parte venditrice anche:
- i documenti che attestino la proprietà dell’immobile (atto d’acquisto, successione, ecc.);
- la liberatoria dell’amministratore di condominio;
- i documenti che attestino la regolarità urbanistica dell’immobile;
- i documenti che certifichino la regolarità catastale dell’immobile.
Non presentando l’APE (o uno qualsiasi dei documenti sopra elencati) si diventa inadempienti, e la parte acquirente potrebbe chiedere un risarcimento e intentare una causa. Nella migliore delle ipotesi, il venditore che si rifiuta di produrre l’APE deve restituire all’acquirente il doppio della caparra riscossa all’accettazione della proposta d’acquisto. Se però l’acquirente decide di prendere le vie legali, il venditore rischia anche di dover risarcire la parte acquirente di diverse spese, quali:
- rimborso delle eventuali provvigioni dell’agenzia immobiliare;
- risarcimento danni per lucro cessante (altri immobili che avrebbe potuto acquistare);
- risarcimento per danno emergente (es. affitto di una nuova casa, deposito box, ecc.);
- spese della causa stessa
Appare evidente, quindi, quanto l’APE sia importante ai fini di una vendita immobiliare! Per produrre un APE ci si deve rivolgere ad un tecnico, come spiega la nostra guida all’APE, che spiega per filo e per segno tutto quello che c’è da sapere su questo certificato. Infine, vista la transazione energetica e l’efficientamento degli immobili cui si dovrà andare incontro negli anni a venire, e dopo le ultime direttive dell’Unione Europea, l’APE si dimostra essere ancora di più un documento fondamentale!