Recupero dei sottotetti: cosa cambia con il Salva Casa
La materia del recupero dei sottotetti prende di nuovo vita grazie al nuovo Decreto Salva Casa, che aggiunge nuove deroghe alle leggi già esistenti. Con il Salva Casa infatti, recuperare sottotetti e mansarde è molto più facile che in passato: ecco come cambia la situazione alla luce degli ultimi aggiornamenti.

Il nuovo Decreto Salva Casa ha aperto le porte a tantissime nuove soluzioni abitative, poichè ha ridotto le altezze minime e le metrature consentite. Tra le tante situazioni che si sono sbloccate grazie a questa sorta di condono, rientrano anche i sottotetti e le mansarde, che finora erano regolati principalmente dalle norme regionali. Grazie alle nuove deroghe e alle vecchie leggi regionali, oggi sarà quindi possibile rendere abitabili sia i sottotetti che le mansarde, sempre con determinati limiti.
Nello specifico, il Salva Casa introduce nuove deroghe sulla distanza tra gli edifici, e l’obiettivo è quello di creare un numero maggiore di abitazioni senza usare suolo in più. Ciò detto, restano valide tutte le norme regionali che regolano la materia, per cui si prevede già una situazione alquanto complessa. Cerchiamo di fare chiarezza e vedere quando un sottotetto o una mansarda possono essere convertiti in abitazioni e quando i limiti non lo consentono.
Recupero dei sottotetti

Fino ad oggi sottotetti e mansarde raramente potevano essere adibiti ad abitazioni, almeno in maniera legittima, poiché difficilmente rispettavano i limiti di altezza dei soffitti. A regolare questa materia, oltre che la legge nazionale, erano, e sono ancora, le leggi delle singole Regioni. Proprio per cercare di rendere la situazione il più chiara possibile, l’Associazione nazionale costruttori edili ha redatto un dossier normativo nel mese di giugno, evidenziando le specificità di ogni territorio.
Da questo documento emerge che l’altezza minima per considerare un ambiente abitabile era già fissata a 2,40 metri già in diverse Regioni, e che in alcune era addirittura inferiore, come ad esempio:
- 1,90 metri in Friuli Venezia Giulia e Lazio;
- 2 metri in Sicilia;
- 2,20 metri in Basilicata, Campania e Molise;
- 2,30 metri in Toscana e Liguria.
Se questo allarga di molto il raggio di recupero dei sottotetti, a controbilanciare la cosa c’è il vincolo della data di realizzazione. In molte regioni infatti, i sottotetti devono essere stati realizzati entro e non oltre la data di entrata in vigore delle norme stesse.
Cosa cambia con il Salva Casa

Con il Salva Casa, le cose cambiano, fermo restando il fatto che il Decreto consente il recupero dei sottotetti nei limiti e secondo le procedure delle leggi regionali. Introduce però un’importante deroga alle norme sulle distanze tra gli edifici e dai confini, pur a determinate condizioni. Infatti, per poter effettuare un’azione di recupero di un sottotetto, questo deve rispettare i limiti di distanza e l’altezza massima vigenti alla data di costruzione dello stabile in cui si trova. Inoltre, la planimetria del sottotetto deve essere la stessa delle pareti perimetrali.
Grazie all’abbassamento dell’altezza minima dei soffitti a 2,40 metri introdotto dal Decreto Salva Casa e alle altre semplificazioni in termini di altezze e superfici, molti abusi saranno sanabili e molti spazi potranno diventare abitazioni a tutti gli effetti. Se questo sarà effettivamente un vantaggio o meno, rimane da vedere!