Nuovi requisiti per le pompe di calore: cosa cambia nel 2026

Autore:
Erika Fameli
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Con il D.Lgs 5/2026 il Governo introduce nuovi requisiti per le pompe di calore che beneficiano dei bonus fiscali. Questo cambia tutte le carte in tavola, e ridisegna la platea dei beneficiari degli incentivi statali per la riqualificazione energetica: ecco quali sono i nuovi requisiti e perchè sono necessari.

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Il 4 febbraio il Governo ha approvato il decreto legislativo n. 5/2026, che introduce nuovi requisiti tecnici per le pompe di calore e li rende necessari ai fini dell’ottenimento delle agevolazioni. In poche parole, quindi, le pompe di calore che saranno prive di questi nuovi requisiti non potranno accedere a bonus e detrazioni fiscali. In particolare, il decreto aggiorna l’Allegato IV del D.Lgs. 199/2021 e rivede la normativa riguardo:

  • SCOP minimo obbligatorio;
  • verifica dell’efficienza stagionale ηs%;
  • valvole termostatiche;
  • regole più stringenti per i sistemi ibridi.

Nuovi requisiti

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Il decreto legislativo n. 5/2026 recepisce la Direttiva RED III e riscrive l’Allegato IV del D.Lgs. 199/2021, ridefinendo i requisiti tecnici minimi obbligatori per tutti gli impianti a fonti rinnovabili che vogliono accedere agli incentivi statali. La prima modifica riguarda il Coefficiente di Prestazione Istantaneo (COP), ossia il parametro di riferimento per l’efficienza delle pompe di calore elettriche, che si misura in condizioni di laboratorio a temperatura fissa (e che, pertanto, restituisce un dato parziale): dal 4 febbraio 2026 per accedere agli incentivi non ci si baserà più sul COP, ma sullo SCOP (Seasonal Coefficient of Performance) e ηs%.

In pratica, quindi, l’efficienza energetica delle pompe di calore non si misura più su un momento ideale, ma nel corso di un’intera stagione reale. In questo modo si riesce a verificare come funziona la pompa di calore in situazioni e temperature diverse, ottenendo un dato reale sui consumi durante la stagione di riscaldamento. Nello specifico, la normativa fissa per le pompe di calore aria/acqua uno standard ηs ≥ 110% e SCOP ≥ 2,825, una soglia che esclude in automatico dai bonus le macchine di fascia bassa, quelle convertite e quelle non progettate per un utilizzo continuo nel clima italiano. Si tratta di una modifica sostanziale, che molti tecnici approvano e che, nella pratica, si rispettava già da tempo, ma che finalmente trova una corrispondenza anche normativa.

Le novità del 2026

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Passando alle valvole termostatiche, quelle a bassa inerzia termica diventano obbligatorie per tutti gli interventi che accedono agli incentivi (non solo pompe di calore, ma anche biomassa, ibridi e solare termico) su tutti i corpi scaldanti, salvo casi eccezionali (locali in cui l’installazione è tecnicamente impraticabile, locali con centralina di termoregolazione a dispositivi modulanti per la temperatura ambiente, impianti progettati con temperatura media del fluido termovettore inferiore a 45°C). Questo garantisce un’elevata reattività alla modulazione e una maggiore coerenza tra la prestazione certificata e quella installata.

Infine, il decreto introduce una classificazione precisa degli impianti ibridi incentivabili, a scanso di equivoci: sistemi factory made (assemblati in fabbrica e con un rapporto di potenza termica PdC/caldaia non superiore a 0,5), sistemi bivalenti assemblati in opera (abbinamento di PdC e caldaia con asseverazione tecnica di compatibilità) e pompe di calore add-on (integrazione di una nuova PdC su una caldaia esistente con non più di 5 anni di vita e asseverazione di compatibilità).

Queste novità sono importanti per chiunque stia progettando un impianto con pompa di calore e voglia beneficiare di Ecobonus, Bonus Casa o Conto Termico 3.0. Per ottenere le agevolazioni si deve aggiornare il progetto alla luce delle nuove disposizioni normative e includere nella Relazione Tecnica tutti i nuovi requisiti minimi, pena l’esclusione dai benefici statali.

Incentivi pompa di calore 2026, cambia tutto: foto e immagini