Entro il 2040 niente più caldaie a metano
Prepariamoci a dire addio alle caldaie a metano dal 2040: la Commissione Europea ha recentemente pubblicato delle nuove linee guida inerenti la Direttiva Case Green, che prevedono l’eliminazione totale e definitiva delle caldaie classiche entro il 2040, e il potenziamento dei gas rinnovabili in rete.

L’obiettivo della Direttiva Case Green è abbattere le emissioni del patrimonio edilizio europeo entro il 2050. Da quando la norma è stata approvata, sono state molteplici le indicazioni che l’UE ha dato agli Stati membri, ma il maxi pacchetto di linee guida attuative pubblicato recentemente rappresenta senza ombra di dubbio l’intervento più consistente avuto finora.
Si tratta di 13 linee guida e 3 atti di regolamentazione tecnica che chiariscono in modo puntuale tutti i passaggi chiave della Epdb (Energy performance of buildings directive). Tra tutti, fa già molto parlare quello che riguarda le caldaie a metano. Si parla, infatti, della loro eliminazione totale entro il 2040. Dopo lo stop alle agevolazioni fiscali, quindi, si passa ora alla fase successiva, che porterà all’addio alle caldaie alimentate da combustibili fossili da qui a 15 anni.
Le linee guida dell’UE
Le 13 linee guida dell’Unione Europea toccano diversi punti. I più urgenti da attuare riguardano i piani di ristrutturazione e il sostegno finanziario alle operazioni di efficientamento energetico. Per quanto riguarda il primo punto, si deve velocizzare la concessione dei permessi edilizi e snellire la burocrazia. Inoltre, sarà necessario che gli stati membri affrontino la questione della personalità giuridica dei condomini, in modo da poter consentire una maggiore facilità nello stanziamento di finanziamenti per le opere di ristrutturazione.
Riguardo il secondo punto, invece, le linee guida suggeriscono diverse opzioni tra cui scegliere per potenziare il supporto finanziario agli interventi di riqualificazione energetica degli stabili. Per portare qualche esempio, la Commissione ipotizza di creare un’IVA agevolata per l’efficientamento energetico, diversa da quella standard applicata per gli altri lavori di tipo edile. Un’altra proposta riguarda una tassazione agevolata sull’IMU per chi decide di ristrutturare il proprio immobile per adeguarlo alle direttive UE. Insomma, la carne al fuoco è sicuramente molta, ma quello di cui si sta parlando maggiormente oggi è il nodo delle caldaie uniche, ossia quelle alimentate da combustibili fossili.
Addio caldaie a metano dal 2040

Sul documento pubblicato dalla Commissione Europea e contenente il maxi pacchetto di linee guida attuative della Epbd, si legge che:
I Paesi membri hanno l’obbligo di attuare politiche e misure credibili nella prospettiva di raggiungere la completa eliminazione dei combustibili fossili entro il 2040.
Per farlo, l’UE punta all’abbandono totale, da qui a 15 anni, delle caldaie alimentate da combustibili fossili. I modi per raggiungere questo obiettivo, sono due:
- sostituire le caldaie uniche con soluzioni alternative (pompe di calore, solare termico, sistemi di teleriscaldamento, ecc.);
- sostituire i combustibili fossili utilizzati dalle caldaie con fonti rinnovabili (biometano, idrogeno, ecc.).
Per decarbonizzare la rete un primo passo è stato già fatto, e le caldaie a combustibili fossili sono state già eliminate da tutti i bonus edilizi attivi a partire dal 2025. Decidere di passare da una caldaia classica ad una pompa di calore è estremamente vantaggioso per risparmiare, ma ha anche un costo non indifferente. L’efficienza energetica è un lusso per moltissimi italiani ed europei, e queste linee guida fanno presagire la necessità di affrontare una spesa parecchio alta entro un lasso di tempo relativamente breve.
