Domande edilizie più rapide: il Decreto Salva Casa accelera i tempi

Autore:
Erika Fameli
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Grazie alle linee guida del Decreto Salva Casa è stato introdotto il silenzio assenso sulle domande edilizie. Questa novità permetterà a moltissime pratiche di essere evase alla scadenza del termine previsto affinchè il Comune dia una risposta, e a tantissimi cittadini di disporre realmente dei propri immobili.

TASSE
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Quando in Italia si deve chiedere una pratica edilizia al Comune, si è abituati ad attendere tempi biblici. Solitamente infatti, le risposte arrivano dopo un’attesa media di circa 60 giorni lavorativi. Non solo però, perchè a volte queste risposte si attendono anche per anni, lasciando la pratica pendente e i proprietari in sospeso a tempo indeterminato. Il problema della burocrazia italiana ha creato rallentamenti enormi su migliaia di pratiche edilizie, tanto che in molti hanno addirittura deciso di lasciar perdere.

Grazie al Decreto Salva Casa però, finalmente l’attesa della risposta avrà un termine certo, passato il quale la pratica si considera accettata per il principio del silenzio assenso. Questo, nell’ambito del Decreto, si applica in particolare alla sanatoria delle piccole difformità e alle variazioni essenziali sugli immobili vincolati da vincolo paesaggistico, per cui finora non c’era nulla che si potesse fare. Ecco come funziona e come i Comuni dovranno adottare il silenzio assenso.

Il vincolo paesaggistico

CASA, TASSE
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Quando su un immobile sottoposto a vincolo paesaggistico si realizzano interventi difformi, sanare la situazione era praticamente impossibile. Infatti, per regolarizzare la difformità, gli organi preposti dovevano accertarsi della compatibilità paesaggistica della stessa, con il vincolo. Questo, in funzione del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Di conseguenza, se una difformità, a prescindere dalla sua entità, avesse per esempio aumentato i volumi o le superfici di un immobile, non sarebbe stata sanabile in nessun caso, proprio in virtù dei vincoli paesaggistici.

Si trattava, come è evidente, di un sistema decisamente rigido, che in moltissimi casi ha reso impossibile la regolarizzazione degli immobili e la loro disposizione totale da parte dei proprietari. Inoltre, proprio per questa rigidità, le pratiche rimanevano appese negli uffici dei Comuni italiani anche per anni e anni, senza risposta. Grazie al Decreto Salva Casa però, questo ostacolo è stato rimosso, e le istanze di accertamento di compatibilità paesaggistica saranno d’ora in poi sbloccate grazie al silenzio assenso.

Silenzio assenso sulle domande edilizie

Tasse, Casa
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Il silenzio assenso, di fatto, sbloccherà innumerevoli pratiche di sanatoria. Quello che i proprietari devono fare è attivare un sub-procedimento che gli faccia avere un parere sulla compatibilità paesaggistica della difformità da sanare su due fronti:

  • da parte della Regione, in base alle proprie regole e normative vigenti;
  • dalla Soprintendenza.

Solo dopo l’approvazione di entrambe la pratica può considerarsi conclusa, e lo sarà anche in caso di mancata risposta, entro il termine massimo di 45 giorni. A disciplinare la nuova procedura è il nuovo articolo 36-bis, comma 4 del Testo Unico Edilizia. Nel dettaglio, chi possiede un immobile vincolato e vuole sanarlo, deve presentare un’istanza di sanatoria allo sportello comunale di appartenenza, il quale accerterà la compatibilità paesaggistica anche nel caso di un aumento di volumi o superfici. Il dettaglio importante è che ogni singola fase della procedura sarà vincolata al silenzio assenso, nei tempi specificatamente indicati nella legge apposita.

Cosa comporta questo? Lo sblocco di numerose pratiche pendenti, e l’immissione sul mercato di nuovi immobili, sia in locazione che in vendita. Questo potrebbe realmente aiutare a risolvere la crisi abitativa in cui versa l’Europa intera e per cui l’UE ha avviato una task force apposita, unitamente ai tagli sui tassi di interesse dei mutui, che favoriscono un maggiore accesso al credito.

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